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Quartiere Santa Croce
Ubicazione Via de' Benci 20- 22
Denominazione Palazzo Mellini Fossi
Altre denominazioni Palazzo Guidarrighi, palazzo Coppi
Affacci .
Proprietà Alberti del Giudice, Mellini, Guidi Arrighi (Guidarrighi), Quaratesi, Coppi, Lecchini, Fossi, Fossi Todorow.
Architetti - Ingegneri Baccio d'Agnolo (Bartolomeo Baglioni, d.), Cronaca (Simone del Pollaiolo, d.), Michelangelo Buonarroti, Chiodi Rolando.
Pittori - Scultori - Decoratori Stalf Giovanni, Salviati Cecchino (Francesco de' Rossi, d.), Giambologna (Jean de Boulogne, d.).
Uomini illustri Hitler Adolf.
Note storiche In questa zona (come per altro lungo tutto il lato orientale di via de' Benci) sono documentate nel Trecento numerose case di proprietà degli Alberti. Nel 1456 Francesco di Altobianco degli Alberti vendette l'edificio prossimo alla piazza di Santa Croce a Duccio Mellini, appartenente a una ricca famiglia di banchieri e mercanti originaria di Vicchio, che fin dagli anni ottanta del Trecento avevano partecipato attivamente alla vita politica della Repubblica. Tra la fine del Quattrocento e i primi del Cinquecento fu costruito l'attuale palazzo per volontà di Noferi di Duccio: per quanto una tradizione lo voglia su progetto di Michelangelo Buonarroti (negli interni un vano scale affiancato da due porte con un elaborato sistema di cornici in pietra serena mostrerebbe in effetti una certa analogia con un disegno dell'artista), presenta forme che rimandano sostanzialmente alle coeve architetture di Simone del Pollaiolo detto il Cronaca e di Baccio d'Agnolo. Completato verso il 1575 per volere di Domenico di Marco Mellini, modificando parzialmente il precedente impianto, il palazzo è stato successivamente proprietà di varie famiglie, tra le quali gli Arrighi (dal 1634), i Quaratesi (dal 1705), i Coppi (dal 1842) e i Lecchini, fino a che è stato acquistato nel 1890 dal marchese Federico Fossi. Caratterizzato da una tipica panca di via e da un'ampia gronda alla fiorentina (da considerare uno dei più significativi esempi in città per la lavorazione e per l'aggetto), l'edificio s'impone per l'estesa decorazione pittorica della facciata, eseguita intorno al 1575 dal non altrimenti noto pittore olandese Giovanni Stalf su cartoni di Cecchino Salviati, così come riporta Agostino Lapini nel suo Diario Fiorentino dal 252 al 1596: "Et in questo 1575, pochi giorni innanzi la Festa di San Giovanni, si scoperse la prima facciata dipinta delle case in Firenze, che fu quella che è nella Vigna, che è dei Nunziati artefici, e la seconda fu quella del Mellino da Santa Croce dove è la Storia di Perseo, dipinta medesimamente con colori". Più volte segnalata dalla letteratura (assieme alla volta di un gabinetto terreno affrescato dallo stesso Salviati e a una statua di Esculapio del Giambologna posta a capo della scala) questa decorazione è rimasta a lungo occultata sotto uno spesso strato di sporco che la rendeva illeggibile. Imposto nel 1938 al marchese Federico Fossi il restauro del fronte in occasione della venuta a Firenze di Hitler del maggio, per mancanza di fondi fu eseguita (fortunatamente, visti i limiti delle metodiche del tempo) solo una semplice spolveratura, che non migliorò di molto la situazione. Il sorprendente recupero del ciclo fu infine compiuto grazie ad un intervento di restauro eseguito tra il 1994 e il 1996 con la direzione del cantiere affidata all'ingegnere Rolando Chiodi (incaricato dalla proprietà che sostenne gli ingenti costi dei lavori), il coordinamento di Andrea Todorow e la collaborazione e il supporto tecnico scientifico dell'Opificio delle Pietre Dure e della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Firenze (si veda l'ampia bibliografia al proposito). Ad oggi, purtroppo, la visibilità del ciclo pittorico risulta già parzialmente ridotta per le polveri depositatesi sulla superficie pittorica, e per gli altri fattori di degrado legati all'inquinamento ambientale della zona. I temi trattati dal ciclo sono quelli del mito di Perseo e Andromeda e, al piano nobile, di Perseo e Danae, così come narrati da Ovidio nelle Metamorfosi. Nella fascia più alta sono figure e varie imprese araldiche. Sul portone d'ingresso, sempre nell'ambito dell'impresa pittorica, è un grande scudo con l'arme dei Medici e degli Asburgo Lorena, chiaro riferimento al granduca Francesco I e alla sua consorte. Da notare accanto al portone principale una buchetta per la vendita del vino. Il palazzo appare (come palazzo Coppi) nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale, ed è tutelato da vincolo architettonico dal 1936.
Bibliografia
dettaglio
Bocchi-Cinelli 1677, p. 307; Thouar 1841, p. 440; Fantozzi 1842, p. 232, n. 38; Fantozzi 1843, p. 163, n. 385; Firenze 1850, p. 212; Stegmann-Geymüller 1885-1908, X, p. 2; Elenco 1902, p. 253; Illustratore fiorentino (1905) 1904, pp. 22-25; Ross 1905, p. 105; Limburger 1910, n. 457; Garneri 1924, p. 148, n. XXXV; Thiem 1964, p. 141, n. 89, tav. 191; Limburger-Fossi 1968, n. 457; Ginori Lisci 1972, II, pp. 633-634; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, I, 1977, p. 119; Vannucci 1995, p. 130; Firenze 2005, p. 411; Pecchioli 2005, pp. 82-91; Paolini 2008, pp. 70-71, n. 80; Paolini (Benci) 2008, pp. 69-71, n. 17; Paolini 2009, pp. 92-94, n. 96; Adsi 2010, pp. 47-48.
Approfondimenti Agostino Lapini, Diario Fiorentino dal 252 al 1596, edizione a cura di Odoardo Corazzini, Firenze, Sansoni, 1900, p. 188; Cristina Danti et al., Il restauro della facciata dipinta da Giovanni Stalf su disegno di Francesco Salviati nel Palazzo Mellini Fossi a Firenze, in "OPD Restauro", 1997, 9, pp. 127-135; Cristina Danti, Un'esperienza fiorentina di fissaggio della reintegrazione, in Feltre città dipinta, a cura di Giuliana Ericani, Treviso, Canova, 2001, pp. 191- 196; Due restauri 2003, a cura di Patrizia Pietrogrande, Firenze, Centro Di per la Fondazione Giulio Marchi, 2003.
Documentazione fotografica Archivio fotografico SBAP, Firenze: 60255, 60256, 60257, 60258 (vedute d'insieme e particolari del prospetto, 1972); 60259, 60260, 60261 (vedute del cortile interno, 1972); 60262, 60263, 60264, 60265 (vedute dell'androne d'ingresso, 1972); 169962, 169963, 169964, 169965, 169966, 169967, 169968, 169969, 169970, 169971, 169972, 169973 (vedute d'insieme e particolari del prospetto prima dell'intervento di restauro, 1993); 183977, 183978, 183979, 183980, 183981, 183982, 183983, 183984 (particolari degli elementi lapidei del prospetto durante l'intervento di restauro, 1995); 183810, 183811, 183812, 183813, 183814, 183815, 183816, 183817, 183818, 183819, 183820, 183821 (particolari degli affreschi del prospetto durante l'intervento di restauro, 1995); 183468, 183469, 183470, 183471, 183472, 183473, 183474, 183475, 183476, 183477, 183478, 183479 (particolari degli affreschi del prospetto durante l'intervento di restauro, 1995); 190039, 190040, 190041 (vedute dell'androne d'ingresso, 1997); 190042, 190043 (vedute d'insieme del prospetto affrescato dopo l'intervento di restauro, 1997); 190044, 190045, 190046, 190047, 190048, 190049, 190050, 190051, 190052, 190053, 190054, 190055, 190056, 190057, 190058, 190059, 190060, 190061 (vedute di porzioni del prospetto dopo l'intervento di restauro, 1997); 190062 (veduta d'insieme del prospetto in forte scorcio, 1994); 190063, 190064, 190065, 190066, 190067, 190068, 190069, 190070 (vedute di porzioni del prospetto dopo l'intervento di restauro, 1997).
Risorse in rete Sull'edificio sono vari file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Palazzo Mellini Fossi su Wikipedia (con testi concessi dal presente sito in GFDL).
Codice SBAPSAE FI0314
ID univoco regionale 90480170387
Data creazione 15/08/2008
Data ultima modifica 17/05/2020
Data ultimo sopralluogo 21/01/2020
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags panca di via, pittura, impresa, stemma familiare.
Localizzazione
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