Home Il progetto Ricerca nel Repertorio Piante e Vedute Temi e Itinerari Indici Link Crediti Contatti
Ricerca nel Repertorio
Denominazione Modulo di ricerca
Ubicazione
Proprietà
Architetti - Ingegneri
Pittori - Scultori - Decoratori
Uomini illustri
Testo
Per ottimizzare la ricerca è consigliabile digitare una sola parola chiave per campo (es.: Bardi, anziché via de’ Bardi).
Per ulteriori suggerimenti si veda a:


Struttura della banca dati
 
Scheda Cimitero degli Inglesi Torna ai risultati della ricerca
Versione stampabile della scheda
Quartiere Santa Croce / Viali
Ubicazione Piazzale Donatello 38
Denominazione Cimitero degli Inglesi
Altre denominazioni Cimitero dei Protestanti, Cimitero Protestante di Porta a Pinti
Affacci .
Proprietà Chiesa Evangelica Riformata.
Architetti - Ingegneri Reishammer Carlo, Poggi Giuseppe.
Pittori - Scultori - Decoratori Leighton Frederic, Giovannozzi Luigi.
Uomini illustri Barrett Browning Elizabeth, Trollope Frances, Landor Walter Savage, Davidsohn Robert, Powers Hiram, Vieusseux Giovanni Pietro, Poljakov Evgenij.
Note storiche Il cimitero fu fatto edificare - in quanto Protestante - fuori delle mura cittadine su di una montagnola in prossimità della porta a Pinti, a spese di una società che rappresentava la Chiesa Evangelica Riformata svizzera e che aveva acquistato l'area dal governo granducale nel 1827. L'anno successivo il cimitero era già stato definito e chiuso da un recinto poligonale (quindi secondo modalità differenti dalle attuali) su progetto dell'architetto Carlo Reishammer (Fantozzi 1843). Nel 1858 fu eretta alla sommità della montagnola una colonna offerta da Federico Guglielmo IV di Prussia, che tuttora segna l'incrocio tra i due principali vialetti inghiaiati che dividono in quattro settori la superficie. Al 1860 è documentata una ulteriore cessione di terreno per ampliare l'area cimiteriale che, in questa stessa data, si arricchì ugualmente del semplice edificio che ancora oggi nel segna l'entrata. Con l'abbattimento delle mura (e in questo caso l'atterramento della stessa porta a Pinti) legato al piano di ampliamento della città redatto da Giuseppe Poggi al tempo di Firenze Capitale (1865-1871), il cimitero si definì come area soprelevata al centro del nuovo piazzale Donatello, delimitata dalle due corsie di scorrimento dei nuovi viali, tanto da acquisire, in questo suo isolamento, l'appellativo di "isola dei morti". Fu in questa occasione che all'originaria forma poligonale si andò a sostituire l'attuale pianta ovale, più consona ad essere lambita dagli assi stradali. Nel 1877, essendo oramai il cimitero compreso all'interno della nuova città, fu proibito alla comunità protestante l'uso del luogo per nuove sepolture (recentemente ripreso) per cui per lungo tempo l'isola mantenne inalterato il proprio carattere ottocentesco che ancora fortemente la caratterizza. Le inumazioni tra il 1828 e il 1877 avevano d'altra parte portato a saturare in buon parte l'isola, con la realizzazione i 1409 tombe riferibili a sedici nazioni diverse, con una prevalenza di inglesi (760 tombe), fatto che - assieme all'uso di identificare i Protestanti con questi - aveva portato a far definire dai fiorentini il cimitero come "degli Inglesi", nonostante la proprietà Svizzera. La presenza di tombe coronate da statue o da altri elementi scolpiti, l'irregolare disposizione delle sepolture, il tracciato dei vialetti che salgono sulla montagnola, la presenza di una certa varietà di essenze arboree ed arbustive, rendono il luogo di grande suggestione e assolutamente rappresentativo di quella dimensione pittoresca che l'Ottocento romantico - e in particolare la colonia di stranieri che aveva scelto Firenze come seconda Patria - coniugava con la storia medioevale e rinascimentale della città. Tra i molti illustri personaggi che vi sono sepolti si ricordano la poetessa Elizabeth Barrett Browning (la tomba, disegnata da Frederic Leighton, è opera di Luigi Giovannozzi), la scrittrice Frances Trollope, il poeta e letterato Walter Savage Landor, lo storico Robert Davidsohn, lo scultore Hiram Powers e Giovan Pietro Vieusseux, a documentare l'importanza e la vivacità anche culturale della colonia degli stranieri protestanti nella città. Si ricorda anche, per avvicinarsi maggiormente ai nostri giorni, come dal 1996 qui riposi il coreografo russo Evgenij Poljakof. Tra gli interventi che hanno consentito la conservazione nel tempo del cimitero si ricorda quello sommario ma complessivo della struttura promosso in cooperativa con l'Azienda Autonoma di Turismo nel 1946 (a riparare i danni inferti da un bombardamento americano), e i molti cantieri che negli ultimi decenni sono intervenuti sui singoli monumenti e lapidi.
Bibliografia
dettaglio
Fantozzi 1843, pp. 202-203, n. 364; Limburger 1910, n. 364; Garneri 1924, p. 210, n. XXXIII; Firenze 1974, p. 203; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, I, 1977, p. 315; Firenze 2005, p. 514.
Approfondimenti Alessandro Corticelli, Rapporto sul nuovo cimitero per gli acattolici evangelici di Toscana, che sta edificandosi in un suburbio di Firenze fuori la Porta a Pinti, Firenze, Barbèra, 1864; Gustave Dalgas, Notice historique sur le Cimitière de l'Eglise Evangelique Réformée de Florence à Porta Pinti, Firenze, 1877; Gustavo Dalgas, Notice historique sur le Cimitière de l'Eglise Evangelique Réformée de Florence à Porta Pinti, Firenze, Tipografia Claudiana, 1890; Tony André, L'Eglise Evangelique Réformée de Florence depuis son origine jusqu'à nos jour, Firenze, Librairie Claudienne,1899; Enrico Barfucci, Un pantheon cosmopolita: il camposanto degli Inglesi, Firenze, Alef, 1951; Luigi Santini, Il cimitero protestante detto degli Inglesi in Firenze, s.l., Tipografia K.S., 1981; Mario Bencivenni, Piazza Donatello e piazza Conti, in Mario Bencivenni, Massimo de Vico Fallani, Giardini Pubblici a Firenze: dall'Ottocento a oggi, Firenze, Edifr, 1998, pp. 195-197; Il Cimitero degli Inglesi, in Russkaja Florencija. La Firenze dei Russi, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, sala Ferri, 18 ottobre-14 novembre 2000) a cura di Maurizio Bossi con testi di Lucia Tonini e Michail Talalay, Firenze, Polistampa, 2000, pp. 44-45; Graziella Cirri, L'isola dei morti: il cimitero degli inglesi, monumento alla Firenze protestante, Firenze, 2001; Circolo Piero Gobetti, Firenze: percorsi risorgimentali, a cura di Silvestra Bietoletti e Adalberto Scarlino, Firenze, Lucio Pugliese Editore, 2005, p. 24; Cimitero degli Inglesi, in Graziella Cirri, Guida ai cimiteri privati di Firenze, Firenze, Nuova Toscana Editrice, 2006, pp. 20-41; Guia Fantuzzi, Il cimitero protestante di Porta a' Pinti, in Svizzeri a Firenze: nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia, a cura di Giorgio Mollisi, Lugano, Edizioni Ticino Management, 2010, pp. 320-331; Giuseppe Cauti, Arnold Böcklin e il Cimitero degli inglesi a Firenze, in "Progettando", VII, 2012, 3, pp. 36-38.
Documentazione fotografica cimitero, scultura, monumento, comunità straniera (americano, inglese, russo, tedesco, svizzero).
Risorse in rete Sul luogo sono molti file multimediali in lingua italiana e inglese reperibili su rete telematica, a partire dal sito www.florin.ms, ugualmente raggiungibile tramite i link presenti alla voce Cimitero degli Inglesi su Wikipedia.
Codice SBAPSAE FI6268
ID univoco regionale 90480170990
Data creazione 20/01/2012
Data ultima modifica 15/01/2016
Data ultimo sopralluogo 10/12/2011
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Archivi Alinari, Firenze: ACA-F-002425-0000 (veduta d'insieme del complesso cimiteriale e del piazzale Donatello, 1890 circa); ACA-F-002426-0000 (tomba della poetessa Elizabeth Barrett Browning, 1890 circa); BGA-F-010040 (veduta d'insieme del cimitero, 1900 circa); TOP-S-HIP003-7672 (tomba della poetessa Elizabeth Barrett Browning, 1923).
Localizzazione
architetture@palazzospinelli.org note tecniche e legali
 
Copyright © 2011 - 2015 Palazzo Spinelli - Associazione No Profit
Copyright © 2011 - 2015 Claudio Paolini