Home Il progetto Ricerca nel Repertorio Piante e Vedute Temi e Itinerari Indici Link Crediti Contatti
Ricerca nel Repertorio
Denominazione Modulo di ricerca
Ubicazione
Proprietà
Architetti - Ingegneri
Pittori - Scultori - Decoratori
Uomini illustri
Testo
Per ottimizzare la ricerca è consigliabile digitare una sola parola chiave per campo (es.: Bardi, anziché via de’ Bardi).
Per ulteriori suggerimenti si veda a:


Struttura della banca dati
 
Scheda Via Faenza Torna ai risultati della ricerca
Versione stampabile della scheda
Quartiere San Giovanni / Santa Maria Novella
Ubicazione Via Faenza
Denominazione Via Faenza
Altre denominazioni Borgo di Campo Corbolini, via di San Jacopo, via della Stipa, via della Fornace, via di Porta a Faenza
Affacci .
Proprietà Comune di Firenze.
Architetti - Ingegneri Ignoto/i.
Pittori - Scultori - Decoratori Nessun dato rilevato.
Uomini illustri Nessun dato rilevato.
Note storiche La via si sviluppa da piazza di Madonna degli Aldobrandini fino a piazza del Crocifisso, proseguendo da qui fino al viale Filippo Strozzi con un ultimo tratto già parte della strada e ora intitolato a Fausto Dionisi. Lungo il tracciato - che attraversa parte del quartiere di San Giovanni e parte di quello di Santa Maria Novella - si innestano: via Sant'Antonino, via Giovan Battista Zannoni, via Nazionale, via Bernardo Cennini e via Guelfa. La titolazione conserva memoria di un monastero posto al di fuori dell'omonima porta a cui un tempo conduceva la via (oggi inglobata nella fortezza da Basso, si veda), di pertinenza della monache vallombrosane seguaci della beata Umiltà di Faenza. Un tempo il primo tratto, fino a via Tedesca (ora via Nazionale) si chiamava borgo di Campo Corbolini (anche in questo caso dall'omonima porta pertinente alla penultima cerchia che si trovava in piazza Madonna degli Aldobrandini), ed era stato poi denominato via della Stipa (nella pianta di Firenze di Federico Ruggieri del 1731 sotto questo nome è propriamente il solo tratto fino all'attuale via Sant'Antonino, mentre quello immediatamente successivo è storpiato in borgo Corbellini) ed anche via della Fornace. Il secondo, fino alla fortezza da Basso, si chiamava via di Porta a Faenza, per i motivi sopra detti. Sempre nel Settecento alcuni cabrei indicano l'intero tracciato sotto il nome di San Jacopo, a dare ragione sia della presenza nel suo tratto centrale dell'omonima chiesa, sia, soprattutto, delle moltissime proprietà che al tempo risultavano riconducibili ai cavalieri di Malta della commenda detta appunto di San Jacopo in Campo Corbolini, con case che non solo segnavamo ambedue i lati di questa porzione della strada, ma l'intero isolata tra le attuali via Faenza, via Nazionale, via dell'Ariento e via Giovan Battista Zannoni, e quello compreso tra via dell'Ariento, via Nazionale, via Chiara e via Panicale. Visto il suo notevole sviluppo la strada conserva caratteri diversi in corrispondenza dei vari tratti, e comunque si evidenzia come originariamente a destinazione residenziale a carattere popolare, con attualmente molti edifici adattati ad alberghi, residence, ristoranti e via dicendo, in ragione del notevole flusso anche turistico, soprattutto nel tratto da piazza Madonna degli Aldobrandini a via Nazionale. Non mancano alcuni edifici di rilevo architettonico e tuttavia l'arteria si caratterizza, come tutte quelle che si ponevano d'accesso alla città in corrispondenza delle varie porte, per le molte e semplici case a schiera, in buona parte riconducibili a proprietà di confraternite e istituti religiosi che (assieme ai cavalieri di Malta di cui abbiamo già riferito) andavano a costituire un ramificato sistema di accoglienza e ospitalità per i viandanti e i pellegrini. Si tenga peraltro presente come ai pietrini censiti nelle schede che seguono (a testimoniare con le insegne dei rispettivi istituti le proprietà) debbano aggiungersi vari altri contrassegni e stemmi oramai abrasi e quindi non più riconducibili agli enti di pertinenza, quindi qui non censiti. La pavimentazione è a lastrico per tutta la via, di recente posa fino a via Nazionale e per questo tratto accompagnata da marciapiedi evidenziati da listre di pietra ma posti allo stesso livello della carreggiata. Nel tratto successivo, fino a piazza del Crocifisso, il lastrico è più antico, con marciapiedi laterali rialzati. Fino all'altezza di via Bernardo Cennini l'area è pedonale, con un dissuasore mobile in corrispondenza dell'accesso da piazza di Madonna degli Aldobrandini che assicura l'effettiva limitazione agli autoveicoli.
Bibliografia
dettaglio
Stradario 1913, p. 46, n. 324; Stradario 1929, p. 38, n. 351; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, I, 1977, pp. 336-338.
Approfondimenti Commende di Malta a Firenze, in Leonardo Ginori Lisci, Cabrei in Toscana. Raccolte di mappe, prospetti e vedute, sec. XVI - sec. XIX, Firenze, Giunti Marzocco per la Cassa di Risparmio di Firenze, 1978, pp. 239-246.
Documentazione fotografica toponomastica, stradario (via), lastrico.
Risorse in rete Sulla via sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Via Faenza su Wikipedia e dallo Stradario storico amministrativo del Comune di Firenze disponibile online.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 22/08/2013
Data ultima modifica 08/11/2015
Data ultimo sopralluogo 30/08/2013
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Campo in corso di revisione.
Localizzazione
architetture@palazzospinelli.org note tecniche e legali
 
Copyright © 2011 - 2015 Palazzo Spinelli - Associazione No Profit
Copyright © 2011 - 2015 Claudio Paolini