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Quartiere Santa Croce
Ubicazione Via Giuseppe Verdi 12- 14- 16- 18
Denominazione Palazzina
Altre denominazioni Palazzo Barsanti, palazzo della Ripa
Affacci via Ghibellina 93, via Giovanni da Verrazzano 11
Proprietà Lioni, Iacopi, Fabbrini, Della Ripa, Barsanti, Gori.
Architetti - Ingegneri Pagnini Rolando, Gori Giorgio Giuseppe, Matas Niccolò.
Pittori - Scultori - Decoratori Nessun dato rilevato.
Uomini illustri Dante Alighieri.
Note storiche Si tratta di una palazzina di cinque piani più un attico, eretta sull'angolo tra via Giuseppe Verdi e via Ghibellina (canto degli Aranci) nel 1961-1962, su progetto dell'architetto Rolando Pagnini in collaborazione con Giorgio Giuseppe Gori. Il carattere moderno dell'edificio non meriterebbe particolari note (il repertorio di Bargellini e Guarnieri lo segnala impietosamente come "sgraziato semigrattacielo stonatissimo col carattere dell'antica arteria") se non per la notevole storia del luogo precedentemente all'odierna realizzazione. Qui era infatti un'antica costruzione caratterizzata da un ampio giardino, più volte ricordata dalla letteratura come luogo deputato al ritrovo di 'poeti improvvisatori', notevolmente restaurata e ingrandita nel 1835 dall'architetto Niccolò Matas. Così annotava Emilio Bacciotti: "La famiglia Jacopi possedé questo palazzo unitamente all'annesso giardino fino al 1688, passò quindi ne' Fabbrini, famiglia oriunda da Figline, che nel 1835 lo vendé agli attuali proprietari Della Ripa che lo fecero rimodernare ed ingrandire col disegno dell'architetto Niccolò Matas". Dai Della Ripa la proprietà passò ai Barsanti che, tra l'altro, dettero incarico nei primi del Novecenti al giardiniere Angiolo Pucci di ridisegnare gli spazi a verde (una accurata descrizione è nel repertorio dello stesso). Giunta notizia di una sua possibile demolizione per far spazio a una moderna palazzina, l'edificio fu dichiarato di particolare interesse e quindi sottoposto a vincolo architettonico con Decreto Ministeriale del 22 settembre 1958, segnalando sia il valore storico del luogo, sia la presenza di alcuni ambienti decorati con pitture murali raffiguranti scene della Divina Commedia di Dante e dell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, sia, soprattutto, la necessità di salvaguardare il contesto urbano del quadrivio, segnato dall'altra grande realizzazione ottocentesca del teatro Verdi. Impugnato dai proprietari il decreto, questo venne annullato su pronunzia del Consiglio di Stato nel maggio 1960, adducendo la scarsa rappresentatività di questa architettura neoclassica (un rilievo dei tre fronti del palazzo è conservato presso l'Archivio storico del Comune di Firenze). Le demolizioni iniziarono così lo stesso anno, nonostante i tentativi del soprintendente Alfredo Barbacci e di Ugo Procacci, in parte sostenuti dalla stampa cittadina e accompagnati successivamente dalla richiesta di salvare con uno stacco almeno le decorazioni murali che, invece, vennero impietosamente distrutte per far posto all'attuale immobile. La revoca ufficiale del vincolo fu emessa con Decreto Ministeriale del 20 gennaio 1964, oramai conclusi i lavori. Dalla complessa vicenda lo scrivente ha dato ampio resoconto nell'ambito della giornata di Studi "Gli archivi della Soprintendenza come fonte per la storia della tutela e del restauro" (14 novembre 2014), organizzata dalla Soprintendenza bapsae per le province di Firenze Pistoia e Prato nell'ambito del Salone dell'Arte e del Restauro (Firenze, Fortezza da Basso, 13-15 novembre 2014).
Bibliografia
dettaglio
Lastri 1821, V, p. 27; Fantozzi 1842, pp. 271-272, n. 54; Fantozzi 1843, p. 167, n. 395; Firenze 1850, p. 219; Ademollo-Passerini 1853, II, p. 417; Bacciotti 1879-1886, III, 1886, p. 226; Illustratore fiorentino (1905) 1904, pp. 7-8; Illustratore fiorentino (1909) 1908, pp. 132-134; Limburger 1910, n. 83; Fanelli 1973, I, p. 392; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, II, 1977, pp. 30-31; Cresti-Zangheri 1978, p. 148; Ciabani 1984, pp. 270-271; Schedatura 1989, p. 100, n. 128; Insabato-Ghelli 2007, p. 259; Paolini (Benci) 2008, pp. 84-86, n. 27; Paolini 2009, p. 314, n. 443.
Approfondimenti Marco Lastri, Canto degli Aranci, e poeti improvvisatori, in L'Osservatore fiorentino sugli edifizi della sua Patria, quarta edizione eseguita sopra quella del 1821 con aumenti e correzioni del Sig. Cav. Prof. Giuseppe Del Rosso, Firenze, Giuseppe Celli, 1831, VIII, pp. 35-38; Sorgerà un nuovo albergo al posto di uno storico palazzo, in "Il Giornale del Mattino", 6 novembre 1960; Giuseppe Giorgio Gori 1906-1969. Inventario analitico dell'archivio conservato presso la Biblioteca di Scienze Tecnologiche, a cura di Gabriella Carapelli, Firenze, Edifir, 2010, p. 139, n. 64; Angiolo Pucci, I giardini di Firenze, IV, Giardini e orti privati della città, a cura di Mario Bencivenni e Massimo de Vico Fallani, Firenze, Leo S. Olschki, 2017, pp. 124-126.
Documentazione fotografica Fototeca dei Musei Civici Fiorentini, Firenze: 61408, 61409, 61410, 61411 (vedute da varie angolature del palazzo Barsanti prima e durante le demolizioni, 1960). Archivio fotografico SBAP, Firenze: 19370, 19371, 19372 (vedute da varie angolazioni del precedente palazzo, 1958 circa).
Risorse in rete Sull'edificio sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Palazzo della Ripa su Wikipedia (con testi concessi dal presente sito in GFDL).
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 15/08/2008
Data ultima modifica 06/11/2020
Data ultimo sopralluogo 17/02/2020
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags giardino.
Localizzazione
Contatti note tecniche e legali
 
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