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Scheda Colonna dell'Abbondanza Torna ai risultati della ricerca
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Quartiere Santa Maria Novella
Ubicazione Piazza della Repubblica
Denominazione Colonna dell'Abbondanza
Altre denominazioni Colonna della Dovizia, colonna del Mercato Vecchio, colonna di Mercato
Affacci .
Proprietà Comune di Firenze.
Architetti - Ingegneri Lensi Orlandi Cardini Giulio Cesare, Cini Giuseppe, Cestelli Claudio, De Grazia Giuseppe.
Pittori - Scultori - Decoratori Donatello (Donato de' Bardi, d.), Foggini Giovanni Battista, Moschi Mario.
Uomini illustri Nessun dato rilevato.
Note storiche La colonna si erge nel punto in cui, ai tempi della Florentia Romana, si incrociavano il cardo e il decumano, a segnare il centro della città: quasi sicuramente, visto il valore simbolico del luogo, doveva quindi trovarsi qui già in antico una colonna o un traguardo. L'attuale monumento, con il fusto in granito grigio dell'Elba, fu eretto tuttavia nel 1430-1431 dagli Ufficiali di Torre, quando la zona si era fortemente caratterizzata per la presenza di un mercato e quindi in relazione alle attività che qui si svolgevano e alle merci che qui si vendevano. Recava alla sommità una statua in pietra serena di Donatello, raffigurante la Dovizia (con allusione ai prodotti della terra che si commercializzavano), mentre sul fusto erano stati fissati nel Cinquecento due ferri, uno a reggere una campana che veniva suonata per avvertire dell'apertura e della chiusura delle contrattazioni del mercato, l'altro con due catene per esporre alla gogna i commercianti disonesti, così come i truffatori e i debitori insolventi. Così nel Diario di Agostino Lapini: "A dì primo di giugno, si messe e s'impiombò quello anello e collare di ferro, che è nella colonna del Mercato Vecchio, che si mette al collo di quelli che stanno lì in gogna: che non era mai stato. A questa si può conoscere che la tristezza e cattività degli uomini va crescendo". Indebolita dal tempo e dalle intemperie la statua della Dovizia fu rimossa nel 1721 e sostituita da una scultura di identico soggetto (per quanto al termine Dovizia si andasse sostituendo quello di Abbondanza) realizzata da Giovan Battista Foggini. Lo sviluppo del mercato portò la colonna ad essere inglobata in una delle botteghe dell'area, con la parte alta del fusto, il capitello e la statua sporgenti oltre il tetto del piccolo edificio, così come documentano numerosi dipinti, disegni e fotografie ottocentesche. In occasione delle demolizioni che interessarono l'area del Mercato Vecchio e del Ghetto ebraico tra il 1885 e il 1895 la colonna venne prima liberata, poi smontata, la statua e il capitello ricoverati nel lapidario allestito presso il museo di San Marco, il fusto ricoverato nei magazzini di Porta Romana. Solo nel 1956 - su progetto dell'ingegnere Giulio Cesare Lensi Orlandi Cardini e iniziativa del Comitato per l'estetica cittadina con il finanziamento dell'Azienda del Turismo - la colonna fu rimontata posizionando alla sua sommità una copia della scultura del Foggini realizzata da Mario Moschi (l'originale è collocato nell'androne del palazzo dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze di via Bufalini). "Il 17 aprile 1956, alle ore 15, fu ultimato il secondo rialzamento, ma in una posizione spostata di circa due metri da quella reale per comodità di traffico, il che impedì di ritrovare nello scavo di fondazione la colonna consacrata della Colonia floridissima. Apparve tuttavia il pavimento a grandi lastre di marmo di Carrara, del Foro, a circa cinque metri sotto il pavimento odierno della Piazza. Successivamente fu posato sulla colonna il capitello scolpito eccezionalmente bene, sul ciglio d'una strada mugellana, da un vecchio scalpellino, che fece tutto da solo" (dalla relazione di Lensi Orlandi Cardini in Bargellini-Guarnieri). Nel 1980 la statua fu sostituita dall'Ufficio Belle Arti del Comune di Firenze con una in vetroresina. Alla fine degli anni novanta del Novecento la colonna è stata oggetto di un intervento di restauro effettuato dall'Ufficio Belle Arti del Comune di Firenze (impresa esecutrice David Sollazzini & Figli) su progetto dell'architetto Giuseppe Cini e direzione dei lavori dell'architetto Claudio Cestelli. Nel 2012 l'intero monumento è stato nuovamente oggetto di un restauro con il consolidamento degli elementi lapidei e la messa in sicurezza della statua: ditta esecutrice RAM Restauri Artistici e Monumentali, direzione dei lavori dell'architetto Giuseppe De Grazia nell'ambito del progetto promosso dal Comune di Firenze FLIC (Florence, I Care).
Bibliografia
dettaglio
Fantozzi 1842, p. 485, n. 210; Fantozzi 1843, pp. 107-108, n. 238; Firenze 1850, pp. 137-138; Giovan Battista Ristori in Illustratore fiorentino (1908) 1907, p. 27; Borsook 1972, pp. 185-186; Fanelli 1973, I, p. 450; Firenze 1974, p. 99; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, III, 1978, pp. 221-222, 226; Carlo Francini in Quaderni di restauro 2000, pp. 53-55; Firenze 2005, p. 257.
Approfondimenti La colonna del Mercato Vecchio, in "Arte e Storia", IV, 1885, 7, p. 55; La colonna di Mercato Vecchio, in "Arte e Storia", IV, 1885, 8, p. 63; Maria Sframeli, Colonna dell'Abbondanza, in Il centro di Firenze restituito. Affreschi e frammenti lapidei nel Museo di San Marco, a cura di Maria Sframeli, Firenze, Alberto Bruschi, 1989, pp. 30-32.
Documentazione fotografica colonna, scultura.
Risorse in rete Sull'opera sono vari file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Colonne di Firenze su Wikipedia e dal sito del Comune di Firenze FLIC (Florence, I Care).
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 26/11/2012
Data ultima modifica 14/06/2017
Data ultimo sopralluogo 20/10/2011
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Archivi Alinari, Firenze: ACA-F-002438-0000, ACA-F-002441-0000, ACA-F-015349-0000 (vedute d'insieme della piazza del Mercato Vecchio con la colonna dell'Abbondanza, 1880 circa); AVQ-A-002777-0107 (veduta d'insieme della piazza del Mercato Vecchio con la colonna dell'Abbondanza, 1890 circa).
Localizzazione
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