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Quartiere San Giovanni
Ubicazione Via Camillo Cavour 132r
Denominazione Palazzina del Caffè San Marco
Altre denominazioni .
Affacci piazza San Marco 12
Proprietà Olbizi, Nobili.
Architetti - Ingegneri Ignoto/i.
Pittori - Scultori - Decoratori Gherardo di Giovanni (d. Gherardo del Fora), Iacopini Fabrizio.
Uomini illustri Gherardo di Giovanni (d. Gherardo del Fora), Monte di Giovanni (detto Monte del Fora), Luzi Mario, Bigongiari Piero, Parronchi Alessandro, Macrì Oreste, Garin Eugenio, Fortini Franco (Franco Lattes, d.).
Note storiche Una nota di Giorgio Vasari ricorda come in una casa d'angolo tra piazza San Marco e l'attuale via Camillo Cavour avessero avuto residenza i fratelli Gherardo e Monte di Giovanni, noti miniatori. Allo stesso Gherardo di Giovanni è in effetti stato assegnato l'affresco conservato nel semplice tabernacolo che guarda a via Cavour, raffigurante la Madonna con il Bambino in trono, tra angeli e i santi Francesco, Giovanni Battista, Girolamo, Domenico, Sebastiano e Zanobi (l'opera risulta essere stata restaurata nel 2000 da Fabrizio Iacopini, per le cure della famiglia Grazzini). Al di là di tale antica notizia l'edificio si presenta oggi come palazzina con i fronti riconfigurati nell'Ottocento, su quattro piani per due assi dal lato di via Cavour, di cinque dalla parte della piazza, senza contare i vari e diversi corpi in soprelevazione che la segnano oltre la linea di gronda. A testimonianza del fatto che si tratti di un edificio frutto dell'unificazione di più antiche case (tra cui quella ricordata da Vasari), è il portone di accesso, posto sulla piazza e decentrato sulla sinistra, a indicare limiti imposti dalle preesistenze. Negli ambienti al terreno è ancora oggi il Gran Caffè San Marco, erede della sala del Caffè Fanti aperto in questi stessi locali nel 1870 e che, già con la denominazione di Caffè San Marco, fu uno dei luoghi di ritrovo abituali di poeti, scrittori e artisti, in modo particolare negli anni trenta del Novecento, nel periodo dell'ermetismo fiorentino (tra i molti frequentatori Mario Luzi, Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi, Oreste Macrì). Sul finire di quegli stessi anni, poi, il locale si connotò quale punto di riferimento di intellettuali antifascisti (tra questi si ricordano il filosofo Eugenio Garin e il poeta Franco Fortini). "Nel 1961 il Caffè San Marco cambiò di proprietario e fu di nuovo restaurato, perdendo gran parte del suo fascino e dell'atmosfera raccolta che fino ad allora vi aveva regnato, tuttavia esso continuò ad attirare altri artisti come Antonio Bueno, Carlo Cioni, Nelusco Sarti, Giuseppe Chiari, e giovani critici come Luigi Baldacci e Aldo Rossi" (Spignoli).
Bibliografia
dettaglio
Illustratore fiorentino (1904) 1903, pp. 116-117; Santi 2002, pp. 38-39.
Approfondimenti Guido Carocci, Il tabernacolo e la casa di Gherardo Miniatore, in "Arte e Storia", XXIII, 1904, 1, p. 3; Teresa Spignoli, Caffè letterari a Firenze, Firenze, Polistampa, 2009, pp. 87-93 (Gran Caffè San Marco).
Documentazione fotografica tabernacolo, sala da caffè.
Risorse in rete Nessun dato rilevato.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 14/08/2011
Data ultima modifica 14/03/2017
Data ultimo sopralluogo 11/11/2015
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Nessun dato rilevato.
Localizzazione
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