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Quartiere Santa Maria Novella
Ubicazione Via della Vigna Nuova 2
Denominazione Palazzo del duca di Nortumbria
Altre denominazioni Palazzo Dudley, palazzo Bordoni Navone, palazzo Navone
Affacci via de' Tornabuoni, via della Spada 1
Proprietà Rucellai, Dudley, Galeotti (Paleotti), Bordoni, Navone, Calligaris.
Architetti - Ingegneri Ammannati Bartolomeo, Dudley Robert, Coppedè Adolfo, Scacciati Giuseppe.
Pittori - Scultori - Decoratori Valentini Daniela.
Uomini illustri Dudley Robert.
Note storiche Si tratta di un palazzo eretto su committenza di Orazio Rucellai e progetto di Bartolomeo Ammannati a partire dal 1578 ed entro il 1584, anno nel quale compare già delineato nella pianta di Stefano Buonsignori a determinare l'acuto sprone tra via della Vigna Nuova e via della Spada contrapposto allo sbocco di via degli Strozzi. Così definito l'edificio fu venduto nel 1614 dai Rucellai al geografo e ingegnere navale Robert Dudley duca di Northumberland, che molto probabilmente intervenne sulla struttura anche se risulta difficile stabilire l'entità dei lavori (secondo Federico Fantozzi sarebbe stato lo stesso Dudley a fare edificare il palazzo su proprio disegno). Dopo altri passaggi di proprietà pervenne ai Bordoni e da questi fu acquistato nel 1912 da Francesco Navone, commerciante di ricami che già da tempo ne aveva affittata una porzione. Da quest'ultimo fu trasformato nelle forme attuali su progetto dell'architetto Adolfo Coppedè che, per tale intervento, ricevette nel 1913 il Premio Martelli. A questo cantiere si deve l'arretramento dello sprone con la demolizione dei piani superiori e la realizzazione dell'area anteriore occupata da una loggetta aperta su un terrazzo con balcone. Lo stato precedente all'intervento, oltre che da una serie di fotografie, è documentato dall'incisione di Giuseppe Zocchi del 1744, con la veduta dei palazzi Corsi e Viviani. "La vicinanza del palazzo Strozzi e l'importanza della strada su cui l'edificio insiste conferiscono alla ristrutturazione eminenti caratteristiche di arredo urbano. Il palazzo che terminava con una forca pronunciata di soli due metri di larghezza, è sezionato verticalmente fino a formare un prospetto più ampio; al piano terreno viene ricavata una loggia coperta da un terrazzo balaustrato che mantiene la pianta primitiva. Il maggior decoro che l'immobile viene ad assumere compensa ampiamente la perdita di volume utile. Il nuovo prospetto, dalla porta-finestra del terrazzo con una timpanatura monumentale sormontata da una grande conchiglia, allo stesso disegno della loggia e delle cancellate, esemplifica l'interpretazione, tutta coppedeiana, delle forme dell'originario palazzo cinquecentesco" (Cozzi). Così ristrutturato l'edificio fu destinato a ospitare i locali di manifattura, esposizione e vendita di merletti e ricami. Sull'architrave del portale, compare ancora la scritta F. Navone, mentre lo scudo con l'arme dei Rucellai (trinciato: nel primo di rosso, al leone d'argento; nel secondo fasciato increspato d'azzurro e d'oro), già al primo piano dello sprone demolito, venne spostato al di sopra della nicchia. Nessun cambiamento subì invece il tabernacolo che guarda verso via de' Tornabuoni, con un bassorilievo in stucco del primo Quattrocento raffigurante la Madonna con il Bambino, inserito in una elaborata struttura che mostra la sacra immagine oltre un velario aperto da tre cherubini, di altissima qualità e di carattere tardo manierista, tanto da potersi ipotizzare una datazione in riferimento al palazzo tardo cinquecentesco di Orazio Rucellai (l'insieme fu restaurato nel 2001 da Daniela Valentini per le cure della famiglia Calligaris). Per quanto riguarda gli altri due prospetti del palazzo questi conservano sostanzialmente il disegno conferito alla fabbrica da Bartolomeo Ammannati, con ingresso principale su via della Vigna Nuova, già segnata dalla storica presenza della famiglia Rucellai. Più in particolare, su questa via, "l'architetto concepisce un fronte alto tre piani più un attico, un volume cospicuo, diviso in dieci assi (oggi soltanto otto) specularmente equidistanti da quello centrale, che accoglie il portale principale al piano terreno. Un fronte vasto, secondo per unitarietà solo al palazzo quattrocentesco di Giovanni Rucellai, elaborato sulla scorta dei prospetti di palazzo Giugni e Mondragone, nei quali le ampie superfici intonacate e ritagliate dalle ricche mostre lapidee delle aperture vengono predilette, rispetto alle soluzioni a graffito o laterizio dei palazzi Montalvo e Grifoni" (Mazzanti). La loggia, adibita a vetrina, è stata nel tempo occupata dall'ingresso di una agenzia bancaria e successivamente ha ospitato una boutique di Gianfranco Ferre. Sul lato di via della Vigna Nuova è una lapide che ricorda il luogo come residenza di Robert Dudley, posta nel 1895 dal suo concittadino e biografo 'Giovanni' Temple Leader. Nel corso del 2013 il complesso è stato interessato da lavori di risanamento conservativo e da ristrutturazione con modifiche interne (progetto e direzione dei lavori dell'architetto Giuseppe Scacciati). Il palazzo appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.
Bibliografia
dettaglio
Zocchi 1744, tav. XII; Fantozzi 1842, p. 575; Fantozzi 1843, p. 50, n. 88; Firenze 1850, p. 124; Carocci 1897, p. 47; Elenco 1902, p. 255; Limburger 1910, n. 232; Garneri 1924, p. 123, n. LXXIV; Allodoli-Jahn Rusconi 1950, p. 143; Limburger-Fossi 1968, n. 232; Ginori Lisci 1972, I, pp. 207-209; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, IV, 1978, pp. 189-190, 262; Zocchi-Mason 1981, pp. 54-55; Cozzi-Carapelli 1993, p. 122; Santi 2002, pp. 162-163; Cesati 2005, II, p. 655; Firenze 2005, p. 259; Insabato-Ghelli 2007, p. 143.
Approfondimenti Marco Lastri, Palazzo di Roberto Dudley emigrato inglese, in L'Osservatore fiorentino sugli edifizi della sua Patria, quarta edizione eseguita sopra quella del 1821 con aumenti e correzioni del Sig. Cav. Prof. Giuseppe Del Rosso, Firenze, Giuseppe Celli, 1831, V, pp. 82-86; Francesco Navone, in Firenze Elegante, Milano, The Artistic International Advertising Co. Editrice, 1898; Il palazzo del Duca di Nortumbria, in "Arte e Storia", XXXII, 1913, 8, pp. 251-252; Mauro Cozzi, Ristrutturazione del palazzo del Duca di Northumbria, in Rossana Bossaglia, Mauro Cozzi, I Coppedè, Genova, Sagep, 1982, pp. 244-245; Emanuele Barletti, La 'casa grande' di Orazio Rucellai: per una attribuzione a Bartolomeo Ammannati, in "Antichità Viva", XXX, 1991, 1/2, pp. 53-59; Emanuele Barletti, Adolfo Coppedè e la Loggia Navone a Firenze: documenti per la storia di un palazzo di città, in "Mitteilungen des Kunthistorischen Institutes in Florenz", XXXVI, 1992, 3, pp. 347-380; Gianluigi Maffei, Palazzo del duca di "Nortumbria", in Via Tornabuoni: il salotto di Firenze, a cura di Mariaconcetta Fozzer, Firenze, Loggia de' Lanzi Editori, 1995, p. 52; Beatrice Mazzanti, Il palazzo di Orazio Rucellai. Bartolomeo Ammannati, in Ammannati e Vasari per la città dei Medici, a cura di Cristina Acidini e Giacomo Pirazzoli, Firenze, Polistampa, 2011, pp. 230-231; Alessandra Marino, Claudio Paolini, Via de' Tornabuoni. I palazzi, Firenze, Polistampa 2014, pp. 67-69 (Palazzo del duca di Nortumbria).
Documentazione fotografica Premio Martelli. Campo in corso di revisione.
Risorse in rete Sull'edificio sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Palazzo Dudley su Wikipedia e dalla scheda presente nel sito del Museo Galilei (Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze).
Codice SBAPSAE FI1147
ID univoco regionale 90480170117
Data creazione 06/02/2011
Data ultima modifica 27/03/2016
Data ultimo sopralluogo 28/12/2012
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Campo in corso di revisione.
Localizzazione
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