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Scheda Stanzonaccio (giardino di Boboli) Torna ai risultati della ricerca
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Quartiere Santo Spirito
Ubicazione Piazza de' Pitti 1
Denominazione Stanzonaccio (giardino di Boboli)
Altre denominazioni .
Affacci .
Proprietà Pitti, Medici, Asburgo Lorena, Savoia, demanio dello Stato (bene in uso alla P.A. Centrale).
Architetti - Ingegneri Parigi Giulio, Lolli Ghetti Mario, Grifoni Paola, Stefanini Loris.
Pittori - Scultori - Decoratori Nessun dato rilevato.
Uomini illustri Nessun dato rilevato.
Note storiche Lo Stanzonaccio è una struttura presente nel giardino di Boboli addossata alle mura urbane trecentesche, ubicata nei pressi del Giardino del Cavaliere, nella zona nota anche come della Lavacapo o Lavandara, per la presenza di una statua raffigurante una donna che sta lavando il capo ad una giovinetta, posta nelle vicinanze. Realizzato da Giulio Parigi, l'edificio si presenta come una grande tettoia sorretta da pilastri in muratura di pietrame, aprendosi a nord-ovest verso il Giardino dei Melaranci; la pianta, leggermente trapezoidale, si sviluppa con una lunghezza di circa 42 m, per una profondità di 12 m. Si ipotizza che si tratti del primo ricovero invernale degli agrumi in vaso, destinazione d'uso presto mutata in deposito di attrezzi agricoli e da giardinaggio, in quanto non più ritenuta adatta allo scopo iniziale, forse anche proprio per la sua ubicazione; la maggior parte degli agrumi, infatti, era destinata al Giardino dell'Isola, assai distante e a quota notevolmente inferiore rispetto allo Stanzonaccio, e, considerati le dimensioni dei vasi e delle conche e i mezzi di trasporto dell'epoca, doveva essere proprio il dislivello l'ostacolo più difficile da superare. Dopo l'alluvione del 1966 l'edificio fu suddiviso in tanti piccoli laboratori per gli operai della Soprintendenza ai Monumenti e per il deposito di materiale erratico della più disparata provenienza e natura. Tra il 2002 e il 2004 l'insieme è stato completamente liberato da tutte le superfetazioni interne e riportato al suo aspetto originale, per essere destinato a padiglione espositivo per le statue rimosse dal giardino di Boboli (progetto di Mario Lolli Ghetti, Paola Grifoni e Loris Stefanini). In fase di restauro è stato ritrovato all'interno dell'edificio, addossato al muro trecentesco, un tratto di camminamento 'imbrecciato', simile a quello che corre lungo la siepe di aranci amari del Giardino dei Melaranci e a quello rimesso in luce all'ingresso della Grotta del Buontalenti (definito così dal Vasari perché costituito da un mosaico a ciottoli di fiume, di colori vari, che delineano forme geometriche e figure).
Bibliografia
dettaglio
Campo in corso di revisione.
Approfondimenti Loris Stefanini, La 'fabbrica' della Limonaia tra Sette e Ottocento, in La Limonaia del Giardino di Boboli. Storia e restauro, a cura di Paola Grifoni, Livorno, Sillabe, 2005, pp. 33-35.
Documentazione fotografica Campo in corso di revisione.
Risorse in rete Sull'edificio sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla sezione Archivio Restauri del sito della Soprintendenza ai Monumenti (Sbapsae per le province di Firenze Pistoia e Prato).
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 02/01/2012
Data ultima modifica 13/01/2016
Data ultimo sopralluogo 11/12/2011
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Campo in corso di revisione.
Localizzazione
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