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Scheda Edificio della Galleria Rinaldo Carnielo Torna ai risultati della ricerca
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Quartiere Extra moenia
Ubicazione Piazza fra' Girolamo Savonarola 3
Denominazione Edificio della Galleria Rinaldo Carnielo
Altre denominazioni .
Affacci via Benivieni
Proprietà Carnielo, Comune di Firenze.
Architetti - Ingegneri Carnielo Rinaldo, Lusini Enrico, Muccini Tommaso.
Pittori - Scultori - Decoratori Nessun dato rilevato.
Uomini illustri Carnielo Rinaldo, Conti Primo.
Note storiche Si tratta di un grande edificio posto in fregio alla piazza fra' Girolamo Savonarola, a occupare quasi tutto il lato sud, negli anni ottanta dell'Ottocento (periodo nel quale si andò configurando l'intera zona sulla base del progetto di massima predisposto da Giuseppe Poggi negli anni di Firenze Capitale) definito grazie alla risistemazione di un immobile preesistente di proprietà dei Del Corona, e quindi riconfigurato tra il 1911 e il 1912 imprimendo ai prospetti caratteristiche che rimandano in parte all'architettura secessionista e in parte, e ancor di più, a quello stile che Rossana Bossaglia ha definito "eclettismo di ritorno". L'ipotesi che tale intervento sia stato eseguito su progetto di Rinaldo Carnielo (scultore trasferitosi da Treviso a Firenze nel 1870 che acquistò l'immobile e ne fece abitazione, studio e galleria espositiva) contrasta in parte con la data di morte dell'artista, deceduto nel 1910 quando i lavori non erano forse avviati: appaiono tuttavia evidenti i riferimenti alla sua arte, di modo che si può supporre che questi siano stati condotti in onore della sua figura e a seguito della sua prematura scomparsa, forse facendo riferimento proprio a un progetto da lui stesso delineato. D'altra parte, come risulta dalle ricerche condotte da Gabriella Orefice, le cronache del tempo riferiscono la direzione dei lavori all'architetto Enrico Lusini, che tuttavia ci è noto essenzialmente per i suoi interventi di 'restauro' su vari palazzi storici fiorentini. Nel 1957 lo stabile, assieme alla Galleria Carnielo, è diventato proprietà del Comune di Firenze grazie al lascito del figlio dello scultore, Enzo Carnielo. Mentre buona parte dell'edificio ha continuato ad ospitare abitazioni private e studi d'artista (qui ebbe il proprio atelier anche Primo Conti), l'ala di sinistra, aperta al pubblico nel 1965 come museo, è da lungo tempo chiusa per interventi di restauro, avviati nel 1989 con un cantiere che comunque ha recuperato parzialmente la facciata sulla piazza. Dal 2012 si è aperto un ulteriore e più ampio cantiere con progetto e direzione dei lavori dell'architetto Tommaso Muccini, volto alla revisione delle coperture e al completo recupero del prospetto. Questo si presenta a due piani fuori terra, fortemente caratterizzato da una zona centrale quasi del tutto finestrata, leggermente avanzata rispetto al filo di parete e sviluppata in altezza rispetto alle ali laterali grazie a un ulteriore piano e ad un frontone di coronamento sorretto da monumentali mensoloni inginocchiati terminanti con volute. Il portone centrale, sovrastato da un festone di forte rilievo plastico, reca sull'architrave il nome in bronzo di Rinaldo Carnielo e un cartiglio sempre in bronzo con il busto dell'artista e l'iscrizione "Non ominis moriar". Un ulteriore motto ("Onorate l'arte che è vita della vita") corre in un altro cartiglio che domina la parte centrale del prospetto, inscritto in una grande edicola timpanata. Le ali laterali presentano un trattamento a finto bugnato fino all'altezza del primo piano e sono chiuse all'estremità da due corpi coronati da una balaustrata in muratura, nuovamente avanzati rispetto al filo di facciata dei precedenti, con bugne lisce fino al sottogronda e ingressi "incorniciati e sovrastati da un finestrone quadrato sormontato a sua volta da un'ampia finestratura con balaustra tripartita, in leggero aggetto e decorata da ghirlande" (dalla scheda presente nella banca dati delle Architetture del 900). Su via Benivieni l'edificio presenta la facciata interamente rivestita da bugnato liscio, con un grande portone sovrastato da un cartiglio recante il motto "Per aspera ad astra", che - assieme all'altro motto desunto dagli scritti di Orazio - nuovamente fa pensare a una volontà da parte degli eredi Carnielo di trasformare l'edificio in un monumento a memoria dello scultore e della sua arte.
Bibliografia
dettaglio
Bargellini-Guarnieri 1977-1978, III, 1978, p. 354; Cresti 1978, p. 289, n. 22; Carlo Cresti in Firenze 1992, p. 210; Salvadori Guidi 1996, p. 175, n. 67.
Approfondimenti Ugo Matini, Gli artisti (impressioni dal vero), in Firenze d'oggi, Firenze, tipografia Ariani, 1896, pp. 287-327; Gabriella Orefice, Il quartiere Savonarola a Firenze, un progetto interrotto, in "Storia dell'Urbanistica. Toscana", 1996, 4, pp. 11-35.
Documentazione fotografica Campo in corso di revisione.
Risorse in rete Sull'edificio sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla banca dati delle Architetture del 900 in Toscana (realizzata dalla Fondazione Michelucci e resa disponibile dalla Regione Toscana nel proprio sito) e dal sito dei Musei Civici Fiorentini.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 18/08/2012
Data ultima modifica 24/09/2015
Data ultimo sopralluogo 10/08/2012
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Campo in corso di revisione.
Localizzazione
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