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Quartiere Santa Maria Novella
Ubicazione Via della Scala
Denominazione Via della Scala
Altre denominazioni Pantano di Ripoli, via del Monastero di Ripoli
Affacci .
Proprietà Comune di Firenze.
Architetti - Ingegneri Ignoto/i.
Pittori - Scultori - Decoratori Nessun dato rilevato.
Uomini illustri Nessun dato rilevato.
Note storiche La strada corre diritta da piazza di Santa Maria Novella all'estrema propaggine del piazzale di Porta al Prato, dal lato del viale Fratelli Rosselli. Lungo il tracciato si innestano: via del Porcellana, via Benedetta, via de' Canacci, via dell'Albero e via Santa Caterina da Siena, via degli Orti Oricellari, via Bernardo Rucellai. La denominazione, attestata dalla seconda metà del Trecento, riferisce della presenza lungo la via dello spedale di Santa Maria della Scala, fondato da Cione di Lapo Pollini nel 1306 (altrove 1313) e posto sotto la dipendenza di quello omonimo di Siena, che non a caso recava come insegna una scala a tre pioli sormontata da una croce. In antico (e ancora nella pianta di Firenze delineata da Ferdinando Ruggieri nel 1731) il tratto successivo allo spedale, da via degli Orti Oricellari all'attuale viale (corrispondente al limite posto dall'ultima cerchia di mura) era detto Pantano di Ripoli (o via del Monastero di Ripoli), dove il termine 'pantano' evidentemente riferiva del carattere paludoso della zona e il 'Ripoli' registrava di come dalla fine del Duecento qui si fosse sviluppato il monastero domenicano femminile di San Jacopo e San Domenico di Ripoli, così detto per la provenienza delle religiose dal Pian di Ripoli. Si tratta di un'arteria di notevole lunghezza (più di ottocento metri), con caratteri ben differenziati in ragione dei vari tratti, che comunque vedeva originariamente una significativa distribuzione per l'intero tracciato di enti assistenziali e monasteri, alternati a case, palazzi e casini, sempre più radi man mano che ci si avvicinava alle mura che la chiudevano, senza possibilità di sbocco all'esterno della città se non quello di seguire lo stradone lungo le mura fino alla vicina porta del Prato d'Ognissanti. Tale situazione si mantenne fino al 1848 quando, proprio in ragione dell'importanza assunta dall'arteria, si aprì nella cinta difensiva una porta a doppia arcata, detta delle Porte Nuove (da cui la denominazione della strada che da qui prosegue verso l'esterno in direzione del rione di San Jacopino), poi demolita assieme alle mura negli anni di Firenze Capitale (1865-1871). Attualmente, in ragione dei diversi limiti imposti al traffico veicolare, si può distinguere un primo tratto dalla piazza di Santa Maria Novella alla (peraltro recente) via Santa Caterina da Siena, con palazzi sovente caratterizzati da interventi di riconfigurazione ottocenteschi e per lo più destinati ad alberghi, attività commerciali e simili (si pensi alla vicinanza dell'area alla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella), e un secondo segmento, con traffico veicolare oltremodo sostenuto proveniente dalla zona della stazione verso i viali di circonvallazione, dove la presenza di attività commerciali si attenua sensibilmente man mano che ci si allontana dal centro cittadino.
Bibliografia
dettaglio
Stradario 1913, p. 126, n. 886; Stradario 1929, p. 106, n. 963; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, II, 1977, pp. 354-360.
Approfondimenti Nessun dato rilevato.
Documentazione fotografica Campo in corso di revisione.
Risorse in rete Sulla via sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Via della Scala su Wikipedia e dallo Stradario storico amministrativo del Comune di Firenze disponibile online.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 18/01/2014
Data ultima modifica 07/11/2015
Data ultimo sopralluogo 21/08/2013
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags toponomastica, stradario (via).
Localizzazione
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