Scheda Casa del Canto di Monteloro

Repertorio delle Architetture Civili di Firenze
Quartiere San Giovanni
Ubicazione Via degli Alfani 2r
Denominazione Casa del Canto di Monteloro
Altre denominazioni .
Affacci borgo Pinti 47
Proprietà Nessun dato rilevato.
Architetti - Ingegneri Ignoto/i.
Pittori - Scultori - Decoratori Puccio di Simone, Daddi Bernardo, Dini Dino.
Uomini illustri Nessun dato rilevato.
Note storiche Si tratta di un edificio a quattro piani formatosi presumibilmente grazie all'unificazione di pi antiche case a schiera, come molte ce n'erano in questa zona, comunque privo di elementi architettonici di rilievo. Sul lato di via degli Alfani sono stati portati a vista sulle superfici intonacate porzioni di una architrave in pietra e di un arco ribassato il laterizio, a documentare l'antica fondazione dell'immobile. A costituire tuttavia il pregio della casa, sempre dal lato di via degli Alfani, un tabernacolo architettonico costituito da una edicola centinata in pietra serena, con le lesene decorate a bassorilievo da un sistema di palmette uscenti da un vaso, il capitello composito a volute includente un monte a sei cime sostenente una croce (emblema della Compagnia di Monteloro da cui il nome del canto) e l'arco arricchito da un serto di foglie di quercia legate da un nastro. Il basamento segnato al centro da una corona di foglie racchiudente un ulteriore emblema della Compagnia, nella variante con il monte a tre cime. Mentre l'edicola ha carattere quattrocentesco (si reputa sia stata realizzata tra il 1470 e il 1471, con ulteriori lavori nel 1860) l'affresco che conserva della met del Trecento, attribuito a Puccio di Simone (e precedentemente a Bernardo Daddi), e raffigura la Madonna con il Bambino in trono tra i santi Giovanni Battista e Pietro. L'opera, alterata da vari rifacimenti intercorsi nel tempo (un intervento documentato al 1904), fu strappata nel 1953 da Dino Dini e, ricollocata, fu danneggiata dall'alluvione del 4 novembre 1966: rimossa nuovamente e a lungo conservata nei depositi della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici fu restaurata dalla ditta R.A.M. nel 1991 su interessamento del Centro Matic Spa, quindi ricollocata nella sede originale.
Bibliografia Fantozzi 1843, p. 172, n. 411; Illustratore (1910) 1909, pp. 43-44; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, I, 1977, pp. 44-45; Ciabani 1984, pp. 90-91; Santi 2002, pp. 14-15.
Approfondimenti Arnaldo Cocchi, Tabernacolo al canto di Monteloro o di Candeli, in Notizie storiche intorno antiche immagini di Nostra Donna che hanno culto in Firenze, Firenze, Giuseppe Pellas Editore, 1894, p. 138; Notizie d'arte e di storia, in "Arte e Storia", XXIII, 1904, 12, p. 81; Il Il tabernacolo al canto di Candeli, in "Arte e Storia", XXIII, 1904, 20, p. 132; Guido Carocci, I Tabernacoli di Firenze, in "Arte e Storia", XXIII, 1904, 24/25, pp. 161-162; Beatrice Paolozzi Strozzi, Tabernacolo di Monteloro, in Arte storia e devozione. Tabernacoli da conservare, a cura dell'Ufficio Restauri della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Firenze e Pistoia, Firenze, Centro Di, 1991 (Quaderni dell'Ufficio Restauri, n. 3), pp. 89-94.
Documentazione fotografica tabernacolo.
Risorse in rete Sull'edificio sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Tabernacolo di Montiloro su Wikipedia.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 12/08/2011
Data ultima modifica 05/09/2017
Data ultimo sopralluogo 30/09/2011
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Nessun dato rilevato.
Crediti Repertorio delle Architetture Civili di Firenze: Copyright © 2011 Palazzo Spinelli per l'Arte e il Restauro - Associazione No Profit; Copyright © 2011 Claudio Paolini
Localizzazione