Scheda Complesso del convitto della Calza

Repertorio delle Architetture Civili di Firenze
Quartiere Santo Spirito
Ubicazione Piazza della Calza 6
Denominazione Complesso del convitto della Calza
Altre denominazioni Monastero di San Giovanni Battista della Calza, San Giovanni a Porta di San Pier Gattolino, San Niccolò e San Bartolommeo dei Frieri, San Giovannino delle suore di Malta, San Giusto e San Girolamo della Calza
Affacci .
Proprietà Istituto dell'Eucarestia.
Architetti - Ingegneri Castellucci Giuseppe, Chiostrini.
Pittori - Scultori - Decoratori Franciabigio (Francesco di Cristofano, d.), Giovannozzi Ezio.
Uomini illustri Nessun dato rilevato.
Note storiche Il complesso nasce nel Trecento come oratorio per uso di spedale e quindi, accresciuto, è documentato come monastero gerosolimitano (Cavalleresse di Malta) dal 1392 al 1531, quando passò ai frati Ingesuati provenienti da San Giusto alle Mura fuori Porta a Pinti (distrutto nel 1529) che vi rimasero, promuovendo vari lavori, fino al 1668, anno di soppressione di quest'ordine. Proprio alla striscia di panno simile a una calza che questi portavano sulla spalla sinistra la struttura deve la denominazione che ancora si mantiene. Nel 1670 papa Clemente X ridusse il convento e la chiesa in Commenda Abbaziale, condizione che tuttavia fu mantenuta solo per due anni, quindi seguita da rapidi passaggi di proprietà pur sempre nell'ambito di istituzioni religiose. In particolare nel 1780 il complesso fu acquistato dalla Congregazione di San Salvatore dell'Arcivescovo, tornando a riprendere la denominazione che già aveva avuto nei secoli precedenti, quella appunto di San Giovanni Battista della Calza. Nel 1850 vi fu aperto un asilo per i chierici poveri di campagna che venivano a studiare a Firenze, diventando seminario minore. Nel 1920, su commissione del cardinale Alfonso Mistrangelo, il convitto fu interessato da lavori di ampliamento e restauro su progetto dell'architetto Giuseppe Castellucci, al quale si deve anche la realizzazione di una capella cardinalizia (qui sono tre vetrate disegnate da Ezio Giovannozzi). Nel 1936 il complesso fu acquisito dalle suore dell'Adorazione Perpetua che provvidero nel corso del tempo a importanti lavori di adeguamento, ripristino e restauro (Mazzino Fossi segnala un cantiere nel 1955). In particolare si data attorno al 1970 un importante cantiere diretto dall'ingegnere Chiostrini. Tra gli spazi monumentali che caratterizzano gli interni si segnala il chiostro quattrocentesco e l'antico cenacolo, segnato da un affresco raffigurante l'Ultima Cena del Franciabigio (1514). Sul fronte, tra due finestre ad inferriata del pianterreno, è una lapide con con un bando degli Otto di Guardia e Balìa (già trascritta da Francesco Bigazzi) che proibisce ogni sorta di gioco nei pressi del monastero. Attualmente il complesso è funzionante come centro congressi e convitto.
Bibliografia Follini-Rastrelli 1789-1802, VIII, 1802, pp. 160-163; Fantozzi 1842, pp. 659-661, n. 335; Fantozzi 1843, p. 244, n. 607; Baldinucci-Ranalli 1845-1847, II, 1846, pp. 91, 130; Firenze 1850, pp. 602-603; Bigazzi 1886, p. 92; Limburger 1910, n. 306; Limburger-Fossi 1968, n. 306; Fantozzi Micali-Roselli 1980, pp. 146-147, n. 40; Firenze 2005, p. 593; Invernizi 2007, I, p. 82, n. 61.
Approfondimenti Antonio Ugolini, Le vetrate artistiche a Firenze fra Ottocento e Novecento. Guida e itinerari, Edifir, 2002, p. 37.
Documentazione fotografica albergo, centro congressi, lapide.
Risorse in rete Sull'edificio sono vari file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Chiesa di San Giovanni Battista della Calza su Wikipedia, e dal sito ufficiale del Convitto della Calza.
Codice SBAPSAE FI6196
ID univoco regionale 90480170926
Data creazione 28/08/2011
Data ultima modifica 17/09/2017
Data ultimo sopralluogo 22/04/2009
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Nessun dato rilevato.
Crediti Repertorio delle Architetture Civili di Firenze: Copyright © 2011 Palazzo Spinelli per l'Arte e il Restauro - Associazione No Profit; Copyright © 2011 Claudio Paolini
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