Scheda Via dell'Agnolo

Repertorio delle Architetture Civili di Firenze
Quartiere Santa Croce
Ubicazione Via dell'Agnolo
Denominazione Via dell'Agnolo
Altre denominazioni Via delle Fornaci, via del Canto alla Briga, via Laura, via delle Santucce, via delle Mete
Affacci .
Proprietà Comune di Firenze.
Architetti - Ingegneri Ignoto/i.
Pittori - Scultori - Decoratori Nessun dato rilevato.
Uomini illustri Nessun dato rilevato.
Note storiche La strada si sviluppa per un lungo tratto interno al quartiere di Santa Croce, collegando il viale della Giovine Italia con via Verdi (canto dei Chierici). Si innestano sul suo tracciato: via Santa Verdiana, via delle Conce, via de' Macci, borgo Allegri, via Michelangelo Buonarroti, via de' Pepi (dove è il canto alla Briga), via Rosa. Prima dell'unificazione della strada sotto in nome dell'Agnolo, la via era stata divisa nel Settecento in cinque tratti: dal viale (al tempo via Lungo le Mura) a via de' Macci si chiamava via delle Fornaci (per la presenza nella zona di fornaci di laterizi), da via de' Macci a a borgo Allegri via del Canto alla Briga (per la presenza dell'omonimo canto, forse luogo di ritrovo e quindi di litigi e 'brighe'), da borgo Allegri a via de' Pepi via dell'Agnolo, da via de' Pepi a via Rosa via Laura (forse in riferimento a una pianta di alloro), il tratto finale via delle Santucce (per la presenza di case di pertinenza del monastero femminile agostiniano di San Giovanni in Laterano, dette popolarmente delle Santucce). Il nome dell'Agnolo sarebbe invece in riferimento a un oratorio anticamente esistente presso la chiesa di Sant'Ambrogio, intitolato a San Michele delle Paci (cioè a un arcangelo, da cui, in fiorentino, agnolo), e proprietario di una casa in angolo con via delle Conce, contrassegnata appunto da un bassorilievo con un angelo e le iniziali S. M. P. (San Michele delle Paci). Fin dagli ultimi decenni del Settecento le denominazioni appaiono comunque ridotte a tre, nell'ordine via delle Fornaci, via delle Mete, via dell'Agnolo (la pianta di Ferdinando Ruggieri del 1731 documenta esclusivamente via delle Fornaci e via dell'Agnolo). La carreggiata, asfaltata, si allarga decisamente nell'ultimo tratto, dopo borgo Allegri, in ragione dell'intervento di risanamento della zona avviato nel 1936, che portò alla distruzione delle vecchie case poste sul lato destro della strada, con l'edificazione di nuovi fabbricati con il fronte comunque arretrato rispetto al precedente filo stradale. Ad eccezione di questi nuovi edifici (eretti tra gli anni trenta e cinquanta del Novecento), la via è per lo più segnata da semplici e comunque antiche case a schiera. Fa eccezione il primo tratto, segnato dalle muraglie di quelli che furono gli antichi monasteri delle Murate e di Santa Verdiana, fino a pochi decenni fa adattati a istituti carcerari e oggi restituiti al quartiere sotto forma di complessi residenziali e sedi universitarie. La strada è aperta al traffico veicolare con direzione dai viali al centro città, comunque limitato oltre via Santa Verdiana, dove è una porta a controllo telematico di accesso alla Z.T.L.
Bibliografia Stradario 1913, p. 3, n. 7; Stradario 1929, p. 1, n. 8; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, I, 1977, pp. 29-32; Ciabani 1984, pp. 276-279.
Approfondimenti Guido Carocci, Via delle Santucce e il Monastero di S. Giovanni in Laterano, in "L'Illustratore fiorentino", Calendario Storico anno 1907, IV, 1906, pp. 29-30; Guido Carocci, Via dell'Agnolo, in "L'Illustratore fiorentino", Calendario Storico anno 1915, XII, 1914, pp. 1-3.
Documentazione fotografica toponomastica, stradario (via, canto).
Risorse in rete Sulla via sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce su Wikipedia e dallo Stradario storico amministrativo del Comune di Firenze disponibile online.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 24/07/2013
Data ultima modifica 14/03/2017
Data ultimo sopralluogo 19/08/2013
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Campo in corso di revisione.
Crediti Repertorio delle Architetture Civili di Firenze: Copyright © 2011 Palazzo Spinelli per l'Arte e il Restauro - Associazione No Profit; Copyright © 2011 Claudio Paolini
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