Scheda Piazza Cesare Beccaria

Repertorio delle Architetture Civili di Firenze
Quartiere Santa Croce / Viali
Ubicazione Piazza Cesare Beccaria
Denominazione Piazza Cesare Beccaria
Altre denominazioni Piazza di Porta alla Croce al Gorgo, piazza di porta di Sant'Ambrogio, piazza del Mercato delle Bestie, piazza del Mercato de' Bovi
Affacci .
Proprietà Comune di Firenze.
Architetti - Ingegneri Poggi Giuseppe, Roster Giacomo, Di Nardo Paolo, Rosseti Fabio.
Pittori - Scultori - Decoratori Nessun dato rilevato.
Uomini illustri Chini Galileo, Tofanari Salvino, Vannetti Angiolo, Sarti Strada Teresa.
Note storiche Si accede alla piazza da: via Vincenzo Gioberti, viale Giovanni Amendola, viale della Giovine Italia, borgo la Croce, via Alessandro Manzoni, viale Antonio Gramsci. L'attuale denominazione fu deliberata dalla giunta comunale il 25 novembre 1876 (inizialmente solo per la parte esterna alla porta), in ricordo del giurista e filosofo Cesare Bonesana marchese di Beccaria (1738-1794), andando a sostituire le precedenti, che recavano l'inevitabile riferimento alla porta cittadina che qui si trovava (porta alla Croce, porta alla Croce a Gorgo, porta di Sant'Ambrogio) ma anche al mercato che vi si teneva (piazza del Mercato delle Bestie, piazza del Mercato de' Bovi). La nuova titolazione a Cesare Beccaria, strenuo sostenitore dell'abolizione della pena di morte, trovava d'altra parte ragione nel fatto che il luogo era storicamente noto come deputato all'esecuzione delle condanne capitali. Rimandando alle schede relative agli edifici posti in fregio per ulteriori notizie sulla definizione della piazza, ricordiamo come questa sia da valutare nell'ambito del progetto di ingrandimento della città di Firenze redatto da Giuseppe Poggi nel 1865. Questo prevedeva che dalla piazza, in direzione dell'Arno, il viale proseguisse con due corsie distinte e divaricantesi, in modo da definire una forca (cioè i lotti ora occupati dall'Archivio di Stato e dalla caserma Antonio Baldissera delimitati da questa piazza, dai viali della Giovine Italia e Giovanni Amendola e dal lungarno Guglielmo Pecori Giraldi) da destinare a un grande parterre verde, con bagni pubblici e stabilimenti sportivi e ricreativi, ospitati in un edificio posto dal lato del lungarno a fare da quinta scenografica al grande spazio a giardino. In realtà, nel tentativo di risolvere la complessa questione della collocazione di una caserma di cavalleria prossima al centro della città, il comune optò nel 1881 per sacrificare la zona verde a favore dell'insediamento militare, cedendo gratuitamente all'Amministrazione Militare tutta la grande area tra il lungarno e piazza Cesare Beccaria (compreso quindi anche il lotto sul quale attualmente insiste d'Archivio di Stato), e ponendo le basi per la totale saturazione degli spazi come oggi si vede. Ciò determinò nel tempo la trasformazione di uno spazio che doveva essere verde, d'incontro e ricreativo, in uno spazio di rapidi passaggi, sia veicolari sia pedonali. Rimane comunque a documentare il progetto poggiano il disegno d'insieme della piazza e dei prospetti degli edifici posti in fregio (di altezza costante su fronte curvo), dato che, come in altre situazioni (si veda a piazza Giuseppe Poggi e a piazza della Libertà) la risoluzione del problema dell'organizzazione degli spazi interni fu delegata ad altri professionisti, in questo caso all'architetto Giacomo Roster. "Concepiti esattamente come quinte scenografiche e impaginati con gusto monumentale, i prospetti sulla piazza si caratterizzano per l'alto basamento, rivestito di pietra a bugnato, nel quale si aprono gli esercizi commerciali, e su cui si eleva un ordine gigante di semicolonne corinzie su piedistalli, che intelaia i due piani superiori. Fra le colonne, le finestre sono sottolineate dalla fascia marcapiano, mentre oltre la trabeazione una nuova balaustrata continua di coronamento nasconde il piano attico" (Rosamaria Martellacci 1992). In sintonia con l'immagine che Poggi intendeva conferire al luogo, nei primi del Novecento i rinomati caffè aperti nei locali terreni dei vari edifici furono luogo di ritrovo degli artisti e degli intellettuali promotori della stagione Liberty in città (tra i molti Galileo Chini, Salvino Tofanari, Angiolo Vannetti). Per quanto riguarda i tempi recenti (e in stretta relazione con quanto accennato) si segnala come tra il 2002 e il 2004 la zona sia stata interessata dalla realizzazione di un parcheggio sotterraneo, per un totale di 205 posti auto organizzati su tre piani, su progetto degli architetti Paolo Di Nardo e Fabio Rosseti, che parallelamente sono intervenuti anche nella parziale risistemazione dell'arredo della piazza. "Lateralmente e al centro dei viali di circonvallazione che la tagliano a metà, la piazza presenta tre aree verdi (in precedenza quattro) attraversate da un percorso pedonale che passa sotto la Porta alla Croce; da diversi anni lo spazio verde ad est, opposto a quello che guarda verso il centro, è stato deformato e ridotto fino a far perdere quasi completamente l'elegante disegno ellittico; quello subito a nord del portale è stato, invece, asfaltato. Le aiuole rimaste a verde sono tenute a prato. Sul lato opposto invece il disegno delle aiuole presenta alcuni alberi (tra cui un'alta magnolia) e cespugli" (dalla voce Piazza Beccaria su Wikipedia). In realtà tra il 2009 e il 2010 il Comune di Firenze è intervenuto creando il giardino "gli Alberi degli Eroi Civili", piantando un acero rosso in ricordo di Teresa Sarti Strada (cofondatrice con il marito Gino Strada della ONG Emergency, della quale è stata anche prima presidente), e un Pyrus Calleryana in memoria del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta vittime dell'attentato mafioso di Palermo del 1992. Tale giardino è stato realizzato dai giovani del Centro Giustizia Minorile, secondo il metodo dell'agricoltura biodinamica in collaborazione con l'Istituto di Formazione APAB un patto con la Terra, il Diritto, la Comunità.
Bibliografia Stradario 1913, p. 13, n. 80; Stradario 1929, p. 10, n. 98; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, I, 1977, pp. 109-110; Rosamaria Martellacci in Firenze 1992, p. 187, n. 143; Stradario 2004, p. 88; Zoppi 2019, pp. 20-21.
Approfondimenti Italo Castore, Antonio Fara, Giovanni Malanima, Michele Menduni, Piazza Beccaria: analisi storica, recupero spaziale, attraversamento sotterraneo veicolare ed un parcheggio interrato, in "Bollettino Ingegneri", XLII, 1995, 12, pp. 4-8; Antonio Fara, Giovanni Malanima, Michele Menduni, Recupero ambientale e funzionale del circuito dei viali di Giuseppe Poggi: una proposta organica, in "Bollettino Ingegneri", XLIV, 1997, 3, pp. 3- 8; Massimo de Vico Fallani, Piazza Beccaria, in Mario Bencivenni, Massimo de Vico Fallani, Giardini Pubblici a Firenze: dall'Ottocento a oggi, Firenze, Edifr, 1998, pp. 198-199; Massimo Ruffilli, Giacomo Roster 1837-1905. Ingegnere architetto negli anni di Firenze Capitale, in "Bollettino Ingegneri", XLIV, 1998, 4, pp. 7-9; Bettino Gerini, Vivere Firenze... Il Quartiere 2. Piagentina, Bellariva, Varlungo, Rovezzano, Firenze, Edizioni Aster Italia, 2006, pp. 106-114 (Piazza Cesare Beccaria); Flavia Tiberi, Il paesaggio nell’opera di Giuseppe Poggi per Firenze capitale, Firenze, Edifir, 2014, pp. 94-98 (Piazza Cesare Beccaria e viali adiacenti); Renzo Manetti, in Una Capitale e il suo Architetto. Eventi politici e sociali, urbanistici e architettonici: Firenze e l'opera di Giuseppe Poggi, catalogo della mostra (Firenze, Archivio di Stato, 3 febbraio-6 giugno 2015) a cura di Loredana Maccabruni e Piero Marchi, Firenze, Polistampa, 2015, pp. 181-183; Mario Bencivenni, I viali circondari, in Una Capitale e il suo Architetto. Eventi politici e sociali, urbanistici e architettonici: Firenze e l'opera di Giuseppe Poggi, catalogo della mostra (Firenze, Archivio di Stato, 3 febbraio-6 giugno 2015) a cura di Loredana Maccabruni e Piero Marchi, Firenze, Polistampa, 2015, pp. 226-233; Antonia Macartney Filgate, in Firenze itinerari del Novecento, a cura di Lia Bernini, Firenze, Nardini, 2017, p. 197.
Documentazione fotografica Fototeca dei Musei Civici Fiorentini, Firenze: 9741, 9742, 9742 (vedute della piazza e della porta, 1895 ca.).
Risorse in rete Sulla piazza sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Piazza Beccaria su Wikipedia (con testi concessi dal presente sito in GFDL) e dallo Stradario storico amministrativo del Comune di Firenze disponibile online.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 30/07/2013
Data ultima modifica 15/10/2021
Data ultimo sopralluogo 29/01/2020
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags toponomastica, stradario (piazza).
Crediti Repertorio delle Architetture Civili di Firenze: Copyright © 2011 Palazzo Spinelli per l'Arte e il Restauro - Associazione No Profit; Copyright © 2011 Claudio Paolini
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