Scheda Via Camillo Cavour

Repertorio delle Architetture Civili di Firenze
Quartiere San Giovanni
Ubicazione Via Camillo Cavour
Denominazione Via Camillo Cavour
Altre denominazioni Via Nuova degli Spadai, via Larga degli Spadai, via Larga, via San Leopoldo
Affacci .
Proprietà Comune di Firenze.
Architetti - Ingegneri de Cambray Digny Luigi, Girladi Domenico.
Pittori - Scultori - Decoratori Nessun dato rilevato.
Uomini illustri Nessun dato rilevato.
Note storiche La strada corre per un lungo tratto, dal centro cittadino fino a dove insistevano le mura dell'ultima cerchia di Firenze, più precisamente dall'incrocio con via de' Gori (dove è il canto de' Medici) e via de' Pucci fino al viale Giacomo Matteotti in prossimità di piazza della Libertà. Lungo il suo tracciato si innestano: via Guelfa (dove è il canto di Bernardetto de' Medici) e via degli Alfani, piazza San Marco e via degli Arazzieri, via della Dogana, via Salvestrina e via Pier Antonio Micheli, via Sant'Anna e via Venezia. L'intero tratto fu intitolato allo statista Camillo Benso conte di Cavour (1810-1861) l'anno stesso della sua morte, con deliberazione del consiglio generale del Comune del 27 giugno 1861; uguale titolazione ebbe al tempo piazza della Libertà. Il nome antico era di via Larga degli Spadai (per la presenza qui di numerose botteghe di armaioli) presto diventato semplicemente via Larga. Si tratta di un asse viario non particolarmente antico, sviluppatosi tra la penultima e l'ultima cerchia di mura. Si tenga infatti presente come in questa zona della città la via principale fosse via San Gallo, che rappresentava il prolungamento dell'antico cardo romano. E' solo tra il 1322 e il 1325 che nasce la nostra strada, con lo scopo di meglio distribuire il flusso delle merci e soprattutto delle granaglie che provenivano dalla campagna. Questa via, che appunto venne detta inizialmente via Nuova degli Spadai (in quanto nuovo prolungamento del più antico tratto che attualmente è detto via de' Martelli e che al tempo si chiamava via degli Spadai) non giungeva fino all'ultima cerchia di mura, ma terminava là dove è via Salvestrina, e dato che qui dava accesso esclusivamente agli orti dei molti conventi e monasteri allora esistenti, si può dire avesse come polo verso nord piazza San Marco e fosse sostanzialmente priva di fabbriche di rilievo. Le fortune della strada giunsero con l'individuazione di quest'area da parte dei Medici quale territorio dove stabilirsi come famiglia e come consorteria. L'erezione del palazzo oggi detto Medici Riccardi, il rinnovamento della basilica di San Lorenzo e del convento di San Marco e quindi l'acquisto del giardino di San Marco resero ben presto la zona la roccaforte del casato, con una evidente capacità di attirare altre potenti famiglie amiche e trasformare questa arteria di scorrimento in una via chiusa tra magnifiche dimore. Il prolungamento della via fino alle mura, cioè fino agli attuali viali, è cosa invece abbastanza recente: si iniziarono a stilare progetti durante il periodo napoleonico ma sostanzialmente si dovette aspettare il 1826 per vedere l'inizio del lavori, su progetto di Luigi de Cambray Digny e direzione dei lavori dell'architetto Domenico Giraldi. Il cantiere si chiuse nel 1830 e il nuovo tratto di strada, a costituire definitivamente una funzionale alternativa all'antica direttrice verso nord di via San Gallo, venne intitolato a San Leopoldo, patrono protettore del granduca Leopoldo II. Negli anni di Firenze Capitale (1865-1871) questi lavori consentirono a via Cavour di essere individuata come una delle zone principali di insediamento degli uffici del nuovo Governo e di conoscere così un'altra felice stagione: questa concentrazione di funzioni comportò infatti la nascita in zona di alberghi, circoli, ritrovi e, ovviamente, abitazioni 'signorili' adatte alla nuova classe politica e al suo seguito, così come di imprenditori e banchieri. Con la crescita di questa zona a nord della città rimaneva da risolvere il problema del collegamento tra via Cavour e piazza Duomo tramite via de' Martelli. Questo tratto (che non può essere che percepito come facente parte dello stesso asse viario, anche se più antico) era più modesto e stretto, tanto da creare una vera e propria strozzatura poco prima di palazzo Medici Riccardi: fu quindi rettificato attorno al 1870 dall'ingegnere Enrico Guidotti con la riduzione degli edifici sulla destra venendo dal Duomo. Attualmente, in parte pedonalizzata e pavimentata a lastrico, la via continua ad essere una delle principali arterie cittadine, con un inteso traffico veicolare nella zona in prossimità dei viali, pedonale nella zona prossima a piazza del Duomo.
Bibliografia Firenze 1845, pp. 66-67; Stradario 1913, p. 30, n. 203; Stradario 1929, p. 25, n. 226; Roselli 1974, p. 118; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, I, 1977, pp. 222-231; Ciabani 1984, pp. 124-125, 146-149; Stradario 2004, pp. 141-142.
Approfondimenti Guido Carocci, Canto di Bernardetto de' Medici già degli Orlandini, in "L'Illustratore fiorentino", Calendario Storico per l'anno 1904, I, 1903, pp. 34-35; Claudio Paolini, Vincenzo Vaccaro, Via Cavour: una strada per Firenze capitale, Firenze, Polistampa, 2011.
Documentazione fotografica Fototeca dei Musei Civici Fiorentini, Firenze: 61331, 65140, 65141, 13816 (vedute di tratti della strada in corrispondenza della piazza San Marco, 1953).
Risorse in rete Sulla via sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Via Cavour (Firenze) su Wikipedia e dallo Stradario storico amministrativo del Comune di Firenze disponibile online.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 07/08/2013
Data ultima modifica 03/10/2020
Data ultimo sopralluogo 06/03/2020
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags toponomastica, stradario (via, canto).
Crediti Repertorio delle Architetture Civili di Firenze: Copyright © 2011 Palazzo Spinelli per l'Arte e il Restauro - Associazione No Profit; Copyright © 2011 Claudio Paolini
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