Scheda Palazzo Pitti

Repertorio delle Architetture Civili di Firenze
Quartiere Santo Spirito
Ubicazione Piazza de' Pitti 1
Denominazione Palazzo Pitti
Altre denominazioni .
Affacci .
Proprietà Pitti, Medici, Asburgo Lorena, Savoia, demanio dello Stato (bene in uso alla P.A. Centrale).
Architetti - Ingegneri Fancelli Luca, Brunelleschi Filippo, Ammannati Bartolomeo, Parigi Alfonso, Parigi Giulio, Parigi Alfonso il Giovane, Pietro da Cortona (Pietro Berrettini, d.), Ruggieri Giuseppe, Paoletti Gasparo Maria, Conti Pietro, Cacialli Giuseppe, Poccianti Pasquale, Martelli Giuseppe, Marchetti Luciano.
Pittori - Scultori - Decoratori Pietro da Cortona (Pietro Berrettini, d.).
Uomini illustri Nessun dato rilevato.
Note storiche L'importanza della fabbrica per la storia di Firenze, dell'architettura e dell'arte in genere Ŕ tale che, in questa sede, altro non si potrÓ che riportare una succinta memoria essenzialmente riferita ai prospetti del palazzo su piazza Pitti, in quanto pi¨ strettamente legati allo spazio urbano, rimandando per gli opportuni approfondimenti alla bibliografia (ugualmente limitata ai testi pi¨ importanti) segnalata in nota. Attorno al 1457 e fino al 1466 sono documentati in questa zona (dove giÓ era una vecchia casa dei Pitti) i lavori per la costruzione della nuova residenza di Luca Pitti: stando alla testimonianza di Giorgio Vasari il palazzo fu eretto dall'architetto Luca Fancelli su un precedente disegno di Filippo Brunelleschi. Nella portata del catasto del 1469 Ŕ dichiarata una "chasa nuova con giardino dietro", corrispondente al corpo centrale dell'edificio, con al terreno tre portali alternati a quattro piccole e alte finestre rettangolari, due piani superiori ciascuno con sette grandi finestroni collegati da una balconata esterna e, al sommo, un basso loggiato. Gli alti costi sostenuti e la perdita di potere e prestigio politico della famiglia Pitti portarono alla sospensione dei lavori ancora in corso, definitivamente abbandonati dopo la morte di Luca nel 1473. Tra il 1549 e l'anno seguente Eleonora di Toledo, moglie di Cosimo I de' Medici, acquist˛ le varie porzioni del palazzo e dei terreni limitrofi, avviando subito imponenti lavori di sistemazione e ampliamento. In particolare nel 1561 il cantiere fu affidato a Bartolomeo Ammannati (dal 1566 assistito da Alfonso di Santi Parigi) che eresse l'attuale cortile principale raddoppiando la profonditÓ della fabbrica. Parallelamente si intervenne nel giardino dove, tra l'altro, venne realizzata la grotta grande (1584 circa). Tali importanti lavori erano peraltro giustificati dal fatto che giÓ nel 1565 Cosimo I de' medici aveva abbandonato i proprio appartamenti nel palazzo della Signoria (non a caso da allora detto Vecchio) e eletto palazzo Pitti quale reggia granducale. Nel 1616 il granduca indisse un concorso per l'ampliamento del palazzo che vide vincitore Giulio Parigi: a partire dal 1619 questi lavor˛ alla realizzazione di due addizioni allineate al palazzo preesistente, fino a determinare, replicando la sequenza modulare della porzione quattrocentesca, il grande corpo centrale a tre piani. I lavori, iniziati dalla porzione nord (1619-1629), si conclusero, oramai seguiti da Alfonso Parigi il Giovane succeduto alla direzione della fabbrica dopo la morte del padre nel 1635, attorno al 1640, anno nel quale si aprý un nuovo cantiere per un ulteriore ampliamento: l'intervento, conclusosi circa vent'anni dopo, port˛ all'accrescimento del palazzo di altre cinque assi di finestre per parte, al piano terra e al primo piano, configurando l'intero attuale prospetto, e sempre ripetendo il modulo quattrocentesco di partenza. Nei decenni seguenti l'interesse sembr˛ spostarsi sulla sistemazione del giardino e degli interni, per quanto si possa documentare una ininterrotta produzione di progetti per nuove opere di ampliamento del fronte e di sistemazione della grande piazza antistante (tra i molti si ricordano quelli di Pietro da Cortona redatti negli anni in cui lo stesso attendeva alle decorazioni delle nuove sale di rappresentanza al piano nobile, 1641-1647). Nel 1763, per ordine del governatore della Toscana, maresciallo Antonio Botta Adorno, si aprý il cantiere per la realizzazione di due ali a delimitare i lati della piazza, come caldeggiato da molti dei progetti precedenti. I lavori presero l'avvio dal lato verso porta Romana sotto la direzione dell'architetto Giuseppe Ruggieri, a definire un corpo di fabbrica che i documenti indicano con il termine di rond˛, adattamento del francese rondeau. Nel 1780 il rond˛ di destra appare giÓ configurato (sebbene si debba dare compimento alla sua sistemazione esterna) e nel 1783 si lavorava a quello di sinistra (detto conseguentemente nuovo e poi di Bacco, a occupare un'area giÓ occupata da uno stanzone per la legna), questa volta sotto la direzione di Gasparo Maria Paoletti, poi sostituto dall'ingegnere Pietro Conti e quindi da Giuseppe Cacialli. Parallelamente a questi lavori, nel 1821, fu conferito a Pasquale Poccianti (coadiuvato nella direzione dei lavori da Giuseppe Martelli) l'incarico di realizzare il nuovo e attuale monumentale vestibolo di accesso al palazzo. SarÓ lo stesso Poccianti a farsi carico anche del completamento dei lavori ai rond˛, che potranno dirsi terminati attorno al 1840. Nel 1860 palazzo Pitti pass˛ tra i beni della Corona d'Italia e, negli anni di Firenze Capitale (1865-1871) fu residenza di Vittorio Emanuele II, oltre che sede del Ministero della Casa Reale. La cessione allo Stato italiano (a interessare palazzo, giardino e piazza, fino alla mezzeria della via) Ŕ del 1919, eseguita con decreto del 20 aprile 1920. La sistemazione della piazza (progettazione e direzione lavori dell'ingegnere Luciano Marchetti) Ŕ del 1994-1996. Il palazzo appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle AntichitÓ e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.
Bibliografia Bocchi-Cinelli 1677, pp. 129-135; Ruggieri 1722-1728, III, 1728, tavv. 1-28; Zocchi 1744, tav. II; Follini-Rastrelli 1789-1802, VIII, 1802, pp. 1-58; Lastri 1821, VIII, pp. 3-12; Firenze 1828, pp. 259-261; Fantozzi 1842, pp. 622-624, n. 332; Fantozzi 1843, pp. 242-243, n. 605; Baldinucci-Ranalli 1845-1847, II, 1846, pp. 357, 405-428, 499; IV, 1846, pp. 350-351; V, 1847, pp. 53-56; Formigli 1849, pp. 243-245; Firenze 1850, pp. 701-705; Burci 1875, pp. 181-184; Stegmann-GeymŘller 1885-1908, I, p. 63, tav. 13 (Brunelleschi); IX, p. 8, tavv. 1-2 (Ammannati); Elenco 1902, p. 248; Ross 1905, p. 182; Limburger 1910, n. 577; Bertarelli 1922, pp. 175-176; Garneri 1924, pp. 269-270, n. XVIII; Bertarelli 1937, pp. 299-300; Allodoli-Jahn Rusconi 1950, pp. 165-166; Chierici 1952-1957, I, 1952, pp. 82-83; Barfucci 1958, pp. 210-212; Limburger-Fossi 1968, n. 577; Bucci-Bencini 1971-1973, IV, 1973, pp. 11-27; Borsook 1972, pp. 282-283, 312-314; Ginori Lisci 1972, II, pp. 707-709; Firenze 1974, p. 321; Mosco 1974, pp. 110-111; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, III, 1978, pp. 132-135; Cazzato-De Vico Fallani 1981, pp. 64-68; Dezzi Bardeschi 1981, pp. 12-14; Zocchi-Mason 1981, pp. 34-35; Carlo Cresti in Firenze 1992, pp. 124-125, n. 89; Rosamaria Martellacci in Firenze 1992, p. 143, n. 105; Vannucci 1995, pp. 295-299; Zucconi 1995, p. 72, n. 87 e p. 101, n. 148; Lara Mercanti in Palazzi 2001, pp. 52-57; Cesati 2005, II, pp. 490-491; Cesati (Piazze) 2005, pp. 169-172; Firenze 2005, p. 449, pp. 467-470; Mario Bevilacqua in Atlante del Barocco 2007, pp. 402-405, n. 70; Morozzi 2009, pp. 46-47.
Approfondimenti Giovanni Anguillesi, Notizie storiche dei palazzi e ville appartenenti alla I. e R. Corona di Toscana, Pisa, Capurro, 1815; Francesco Inghirami, Descrizione dell'Imp. e R. Palazzo PItti di Firenze, Firenze, Mollini e Comp., 1819; Francesco Inghirami, L'Imp. e Reale Palazzo Pitti, Firenze, Poligrafia Fiesolana, 1828; Cosimo Conti, Il Palazzo Pitti: la sua primitiva costruzione e successivi ingrandimenti, Firenze, Le Monnier, 1887; Al Palazzo Pitti, in "Arte e Storia", X, 1891, 1, pp. 6-7; Carlo Papini, La destinazione di Palazzo Pitti, in "Arte e Storia", XL, 1921, 4, pp. 137-140; Italo Gamberini, Per un rilievo integrale di Palazzo Pitti, Firenze, Tip. il Cenacolo, 1947; Francesca Morandini, Palazzo Pitti, la sua costruzione e i successivi ingrandimenti, in "Commentari", XVI, 1965, 1/2, pp. 35-46; Marco Chiarini, Palazzo Pitti: arte e storia, Firenze, Becocci, 1973; Gli appartamenti Reali di Palazzo Pitti. Una reggia per tre dinastie: Medici, Lorena e Savoia tra Granducato e Regno d'Italia, a cura di Marco Chiarini e Serena Padovani, Firenze, Centro Di, 1993; Palazzo Pitti: l'arte e la storia, a cura di Marco Chiarini, Firenze, Nardini, 2000; Palazzo Pitti: tutti i musei, tutte le opere, a cura di Marco Chiarini, Livorno, Sillabe, 2001; Laura Baldini, La manutenzione delle facciate di Palazzo Pitti, in pietra e intonacate, in Dal restauro alla manutenzione, a cura di Paolo Maria Farina, Saonara (Pd), Il Prato, 2003, pp. 63-72; Cecilia Maria Roberta Luschi, Ginnasio d'architettura a Palazzo Pitti, in "Firenze Architettura", VII, 2003, 1/2, pp. 110-115; Palazzo Pitti: la reggia rivelata, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Pitti 2003-2004) a cura di Gabriele Capecchi, Amelio Fara, Detlef Heikamp, Vincenzo Saladino, Firenze-Milano, Giunti Editore, 2003; Vivere a Pitti. Una reggia dai Medici ai Savoia, a cura di Sergio Bertelli e Renato Pasta, Firenze, Olschki, 2003; Alessandra Contini, Orsola Gori, Dentro la reggia: Palazzo Pitti e Boboli nel Settecento, Firenze, Edifir, 2004; Palazzo Pitti, atti del congresso (Firenze, Archivio di Stato, 9 marzo 2009) a cura di Chiara Arrighi e Giuseppina Carla Romby, Firenze, Polistampa, 2006 (numero monografico di "Opus Incertum", I, 2006, 1); Luciano Marchetti, Claudio Paolini, Piazza de' Pitti: uno spazio tra la regga e la cittÓ, Firenze, Polistampa, 2007; Daniela Smalzi, Giulio Parigi architetto di corte. La progettazione dell'ampliamento di palazzo e piazza Pitti, in Architetti e costruttori del barocco in Toscana. Opere, tecniche, materiali, a cura di Mario Bevilacqua, Roma, De Luca, 2010, pp. 69-87; Beatrice Mazzanti, Palazzo Pitti. Bartolomeo Ammannati, in Ammannati e Vasari per la cittÓ dei Medici, a cura di Cristina Acidini e Giacomo Pirazzoli, Firenze, Polistampa, 2011, pp. 182-183; Gabriele Morolli, Adriano Marinazzo, Ammannati e la 'casa vecchia' di Luca Pitti, in Ammannati e Vasari per la cittÓ dei Medici, a cura di Cristina Acidini e Giacomo Pirazzoli, Firenze, Polistampa, 2011, pp. 235-248.
Documentazione fotografica Campo in corso di revisione.
Risorse in rete Sull'edificio sono vari file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Palazzi di Firenze su Wikipedia.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 24/10/2008
Data ultima modifica 05/01/2016
Data ultimo sopralluogo 19/08/2010
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Archivi Alinari, Firenze (esclusa la documentazione relativa agli spazi interni): AVQ-A-003862-0019, FVQ-F-206065-0000 (vedute dall'anfiteatro del giardino verso Firenze con panoramica sulla cittÓ e porzione dell'edificio sulla sinistra, 1860 circa); FVQ-F-048124-0000 (veduta del prospetto principale verso il rond˛ di Bacco, 1860-1870); AVQ-A-003862-0034 (veduta dall'anfiteatro verso Firenze, 1865 circa); FCC-F-010460-0000 (veduta del prospetto principale verso il rond˛ di Bacco, 1870 circa); PDC-F-002753-0000 (panoramica dall'alto del prospetto principale, 1870-1890); FCC-F-010454-0000, MFC-F-001067-0000 (vedute dall'anfiteatro del giardino verso Firenze con panoramica sulla cittÓ e porzione dell'edificio sulla sinistra, 1871-1875); MFC-F-000675-0000 (veduta dall'anfiteatro del giardino verso Firenze con panoramica sulla cittÓ e porzione dell'edificio sulla sinistra, 1880-1890); BGA-F-003037-0000 (veduta del prospetto principale verso il rond˛ di Bacco, 1890 circa); ACA-F-002892-0000 (veduta del prospetto principale ripreso dal campanile di Santo Spirito, 1890 circa); RDC-F-000004-0000 (porzione centrale del prospetto principale, 1890 circa); ACA-F-030629-0000 (veduta del cortile verso l'ingresso, 1920-1930); BGA-F-025812-0000 (veduta del prospetto verso il giardino ripreso dall'anfiteatro, 1920-1930); ADA-F-025053-0000, ADA-F-025054-0000 (vedute dall'anfiteatro del giardino verso Firenze con panoramica sulla cittÓ e porzione dell'edificio sulla sinistra, 1925 circa); AVQ-A-003696-0000, ADA-F-040441-0000 (porzione centrale della facciata, 1938-1940); ACA-F-040440-0000 (scorcio del prospetto verso il rond˛ di Bacco, 1940 circa); ADA-F-040384-0000 (veduta del cortile verso la fontana del Carciofo, 1940 circa); ADA-F-040442-0000 (veduta del cortile verso l'ingresso, 1940 circa); ACA-F-058368-0000 (scorcio del prospetto ripreso dalla terrazza del rond˛ di destra verso il rond˛ di Bacco, 1970 circa); QFA-S-028121-0000, QFA-S-028133-0000 (vedute aeree del complesso, 1971); CAL-F-002192-0000, CAL-F-002194-0000 (vedute del prospetto verso il rond˛ di Bacco, 1988); CAL-F-004432-0000, CAL-F-004433-0000, CAL-F-004434-0000, CAL-F-004435-0000 (varie vedute del prospetto principale dall'altro con panoramica sui tetti della cittÓ, 1995); OBN-F-000365-0000 (veduta frontale del prospetto principale, 2000 circa); OBN-F-000144-0000, OBN-F-000145-0000, OBN-F-000146-0000, OBN-F-000146-0000, OBN-F-000157-0000, OBN-F-000158-0000, OBN-F-000481-0000, OBN-F-000482-0000 (vedute di porzioni dei prospetti verso il giardino, 2000 circa); CAL-F-011984-0000 (veduta d'insieme del prospetto principale, 2003). Archivi Scala, Bagno a Ripoli (Firenze): L092560 (veduta di scorcio verso il rond˛ delle carrozze, 1938); 0014012 (veduta del prospetto verso il giardino); 0048559 (particolare di una finestra terrena del prospetto principale); 0066116, 0066117 (vedute d'insieme prese da grande distanza); 0071671, 0071672, 0071673, 0071674, 0071675, 0071676, 0071677, 0071678 (particolari architettonici del cortile principale); 0081484 (veduta d'insieme del cortile verso la fontana del Carciofo); 0101299 (porzione centrale della facciata); 0111525 (veduta d'insieme frontale del prospetto); 0122432 (veduta di scorcio verso il rond˛ di Bacco); 0128786 (veduta d'insieme da grande distanza); 0129880 (veduta d'insieme del cortile verso l'ingresso).
Crediti Repertorio delle Architetture Civili di Firenze: Copyright © 2011 Palazzo Spinelli per l'Arte e il Restauro - Associazione No Profit; Copyright © 2011 Claudio Paolini
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