"L'arte di fare" lo stucco in area lombarda tra XVI e XIX secolo
Francesca Albani
Scuola di specializzazione in Restauro dei monumenti, Politecnico di Milano
 
 

1. Le fonti letterarie

Le fonti letterarie considerate sono quelle che presumibilmente erano conosciute in area lombarda tra il XVI e XIX sec. Gli interrogativi aperti da questa analisi riguardano soprattutto la possibilità di individuare un "saper fare" riguardante l'arte dello stucco. La distanza tra le fonti letterarie e la prassi è un problema complesso e di difficile analisi. Si è cercato quindi di individuare ciò che poteva essere una sapere diffuso, comune cioè alla maggior parte delle fonti analizzate, e di porre l'accento su ciò  era un "sapere d'importazione" e ciò che invece era legato alla realtà locale dell'area lombarda. La manualistica e la trattatistica analizzata ha evidenziato l'importanza di effettuare una selezione critica delle informazioni  riportate, in modo da ottenere, tramite il confronto, una contestualizzazione dei dati raccolti. 
La conoscenza degli Antichi è assolutamente consolidata a partire dalla prima traduzione di Vitruvio ad opera di Cesariano (1)  nel 1521. Il grande flusso di informazioni provenienti dall'esterno avvenne però tra la fine del 700 e l'inizio dell' 800, quando vennero tradotti i manuali francesi . Il modo di tradurre tuttavia indica un diverso tipo di approccio alla materia a seconda che si tratti di una traduzione del testo condotta in modo  acritico o di una traduzione completata da note e commenti da parte degli autori, indice di un diverso sapere e di un modo di affrontare la materia tipico della cultura locale. Basilio Soresina esplicitamente sul frontespizio della sua traduzione del Rondelet scrive: "Prima traduzione italiana sulla sesta edizione originale con note e giunte importantissime". Questo approccio critico nei confronti dei manuali francesi è sintomo dell' intenzione di voler rielaborare e contestualizzare il sapere tecnico in base alla realtà locale e alle sue specifiche peculiarità e conoscenze. L' eco dei grandi manuali è percepibile in tutta la produzione tecnica locale ottocentesca. In questi manuali traspare la necessità di dare regole certe ed universali al fare di cantiere. Fondamentale comunque è considerare che il clima politico lombardo all'inizio '800 non incentivava lo sviluppo della ricerca tecnologica  e scientifica e così la produzione locale, finalizzata al miglioramento dei manufatti, dei sistemi produttivi ed operativi, era scarsa.
L'aspetto che emerge dalla lettura delle fonti letterarie è che il sapere locale è amalgamato alle informazioni tecniche provenienti dalle fonti straniere e appare operazione impossibile una distinzione dei due ambiti.

Note

1. CESARIANO C.(a cura di), De Architettura, traslato et affigurato da Cesare Cesariano, Milano, il Polifilo, 1981.

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