"L'arte di fare" lo stucco in area lombarda tra XVI e XIX secolo
Francesca Albani
Scuola di specializzazione in Restauro dei monumenti, Politecnico di Milano
 

Finiture

Le modalità di finitura non erano dovute unicamente all'effetto formale desiderato, ma avevano anche lo scopo di preservare il manufatto dal degrado in modo da renderlo più durevole.
Nel caso delle malte di gesso, per via della loro scarsa resistenza del gesso all'umidità, la ricerca empirica si era indirizzata verso composti in grado di incrementare la durevolezza all'acqua. Si trovano indicazioni specifiche sul trattamento finale che prevedeva l'applicazione sul manufatto asciutto di latte di calce, latte, caseinato di calcio, olii e acqua di colla. Queste sostanze trovavano impiego probabilmente perchè in grado di collegare più tenacemente i cristalli di solfato di calcio. Il caseinato di calcio, chiamato anche colla di formaggio, è un composto ottenuto impastando formaggio e calce, unendo cioè caseina alla calce spenta. La soluzione ottenuta veniva applicata a pennello. Dopo l'essiccazione gli oggetti trattati presentavano una buona durezza superficiale e una sensibile resistenza all'acqua. 
Documentato è inoltre l'uso di acqua di colla e di sapone oleoso e grasso sopra le superficie poste in opera dal momento che questi elementi hanno la capacità di far asciugare il manufatto senza screpolature. Si poteva procedere a una finitura a lucido mediante un leggero sfregamento della superficie con panni di lana pulita.
Altri tipi di finitire potevano essere con tinteggiature a calce o a colla o con dorature. 

L'effetto finale ad imitazione del marmo poteva essere realizzato in diversi modi. I fratelli Albertolli, di cui Rondelet riporta alcune tecniche (25), eseguivano piccoli impasti con polvere di gesso finemente macinata e setacciata, colla di Fiandra diluita a cui si aggiungevano i pigmenti. Con la pasta colorata realizzavano pallottole più grosse del colore del fondo e più piccole delle altre. Alcune venivano macchiate con la salsa che era un impasto di gesso e acqua di colla in modo da realizzare striature che imitavano quelle del marmo.
La lucidatura del marmo poteva essere ottenuta  per levigatura con sabbia e acqua di pomice della superficie realizzata con la scagliola. Veniva successivamente applicato uno strato di olio per ottenere l'effetto lucido brillante. 
Un metodo più economico consisteva nel dipingere a fresco le macchie e le venature del conformi del marmo e nella successiva lisciatura con un ferro caldissimo ripetuta il numero di volte necessario ad ottenere l'effetto lucido voluto (26).

L'analisi critica delle fonti e il confronto con la letteratura tecnica contemporanea ha permesso l'individuazione di una pluralità di problematiche dovute all'estrema varietà dei manufatti che vengono raggruppati sotto il termine stucco. Quindi affrontare questo problema in termini generali a causa della sua complessità appare inadeguato e trova maggiori possibilità nella considerazione del "caso per caso", in modo da poter circostanziare le ricerche all'ambito specifico. 
 

Note
25. RONDELET J., cit., p. 101.
26. CURIONI G., cit., p.486.

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