Home Il progetto Ricerca nel Repertorio Piante e Vedute Temi e Itinerari Indici Link Crediti Contatti
Ricerca nel Repertorio
Denominazione Modulo di ricerca
Ubicazione
Proprietà
Architetti - Ingegneri
Pittori - Scultori - Decoratori
Uomini illustri
Testo
Per ottimizzare la ricerca è consigliabile digitare una sola parola chiave per campo (es.: Bardi, anziché via de’ Bardi).
Per ulteriori suggerimenti si veda a:


Struttura della banca dati
 
Scheda Spedale degli Innocenti Torna ai risultati della ricerca
Versione stampabile della scheda
Quartiere San Giovanni
Ubicazione Piazza della Santissima Annunziata
Denominazione Spedale degli Innocenti
Altre denominazioni Spedale di Santa Maria degli Innocenti
Affacci .
Proprietà Istituto degli Innocenti.
Architetti - Ingegneri Brunelleschi Filippo, della Luna Francesco, Fallani Bernardo, Pasqui Leopoldo, Fusi Luigi, Raspollini Rodolfo, Cardini Domenico, Morozzi Guido, Focacci Mario.
Pittori - Scultori - Decoratori Della Robbia Andrea, Poccetti (Bernardino Barbatelli, d.), Giovanni di Francesco del Cervelliera, Martellini Gasparo.
Uomini illustri Borghini Vincenzo Maria.
Note storiche La fabbrica è una delle opere più significative della Firenze quattrocentesca, sia nel suo aprire l'età del Rinascimento cittadino in architettura, sia nel suo essere simbolo alto e tangibile di una civiltà che, nell'ambito della sua attenzione alle opere di pubblica utilità, cercò di rispondere in modo moderno ed efficace al problema del ricovero, della cura e dell'istruzione dei fanciulli abbandonati. La ricchezza degli studi che sono stati dedicati al complesso e la molteplicità degli ambienti e spazi interni modificati e ampliati nel corso dei secoli e specialmente tra Settecento e Ottocento, non consentono in questa scheda se non una descrizione relativa al prospetto esterno, che determina uno dei tre lati della grande piazza. E' questo opera di Filippo Brunelleschi (seppure in parte snaturata rispetto al progetto iniziale), avviata nel 1419 a spese dell'Arte di Por Santa Maria. Sotto la direzione dell'architetto si costruirono entro il 1427 il portico, i due corpi di fabbrica a esso perpendicolari (a sinistra la chiesa e a destra il dormitorio dei fanciulli) e separati dal cortile d'ingresso (chiostro degli Uomini). Dopo un periodo di interruzione i lavori ripresero nel 1436 sotto la direzione di Francesco della Luna, che inizialmente operò nella zona oltre il dormitorio dei fanciulli. Nel 1439 lo stesso Francesco della Luna, dopo aver già aggiunto al portico di facciata una campata cieca sulla destra, soprelevò con un piano finestrato il portico per ottenere una vasta sala coperta sempre da destinarsi al soggiorno dei fanciulli: così facendo reinterpretò il progetto di Brunelleschi che prevedeva il loggiato coperto da una semplice tettoia a spiovente, ai lati della quale si disponevano i due volumi equivalenti della chiesa e del dormitorio, che superavano in facciata l'altezza del portico e ne sporgevano con tutto il colmo triangolare del tetto. Il 24 gennaio 1445 l'ospedale fu inaugurato; dell'11 aprile 1451 è invece la consacrazione della chiesa. Nel 1599 si costruì la volta sull'attuale via della Colonna, in modo da collegare l'ospedale con la compagnia di San Filippo Benizzi che aveva sede al di là della strada. L'edificio che guarda alla piazza si erige sopra una scalinata e si caratterizza per un porticato definito da nove ampie arcate a pieno centro su colonne con capitelli d'ordine corinzio e, ai lati, da due altre arcate fiancheggiate da lesene scanalate. Su queste e sugli archi poggia un leggero architrave sormontato da una fascia marcapiano, su cui si impostano finestre a timpano. L'armonia del disegno si genera grazie agli studiati rapporti proporzionali che intercorrono tra i vari elementi costitutivi: "la misura della corda degli archi è infatti uguale all'altezza delle colonne e alla distanza dalla parete di fondo; il portico risulta così composto da una successione di cubi, la figura più razionale dello spazio" (Firenze 2005). Nei pennacchi del porticato furono inseriti nel 1487 otto tondi di terracotta invetriata bianca e blu con un neonato in fasce (segno distintivo dello spedale degli Innocenti), opera di Andrea della Robbia. I due tondi ai lati sono di imitazione, così come lo è l'ornamentazione laterale, riconducibile ad un intervento del 1845 condotto dall'architetto Leopoldo Pasqui, nell'ambito del quale furono consolidate e sostituite le colonne del porticato, lesionate dal terremoto del 1842. Sempre per quanto riguarda la storia delle trasformazioni si ricorda il cantiere condotto dall'architetto Luigi Fusi, volto a una razionalizzazione di tutto il complesso che, venute meno le due ali su via dei Fibbiai e via degli Alfani cedute a Santa Maria Nuova, fu dotato di un attico sulla facciata rinascimentale, inaugurato nel 1895. Agli anni tra il 1966 e il 1970 si data invece un complesso cantiere di restauro su progetto degli architetti Rodolfo Raspollini, Domenico Cardini e Guido Morozzi, e direzione dei lavori dell'architetto Domenico Cardini e dell'ingegnere Mario Focacci (impresa edile Calosi & Del Mastio). Il fronte sulla piazza, compreso il loggiato, fu poi nuovamente restaurato nel 1994. Il corpo di fabbrica che si estende al di sopra del portico accoglie la Galleria dello Spedale degli Innocenti, ora Mudi (Museo degli Innocenti, in fase di ampliamento e riordino dal 2006). Sotto il portico sono affreschi di Bernardino Poccetti (che aveva la residenza presso lo spedale e la bottega sull'angolo di via della Colonna), sia nella volta della campana mediana, sia nelle lunette alle estremità, in quest'ultimo caso di coronamento ai busti marmorei dei granduchi Francesco e Ferdinando; nella testata sinistra è una grata (non si tratta della collocazione originaria ma di un trasferimento della finestra datato al 1660) oltre la quale era la 'ruota degli Innocenti' chiusa nel 1875 (si veda la lapide dettata da Isidoro Del Lungo); sopra la porta di sinistra (dalla quale si accede alla chiesa di Santa Maria degli Innocenti, opera di Filippo Brunelleschi radicalmente ridisegnata dall'architetto Bernardo Fallani tra il 1785 e il 1787) è un affresco con il Padre Eterno e i Santi Martiri Innocenti, opera di Giovanni di Francesco del Cervelliera, databile al 1459; sopra la porta di destra è un altro affresco raffigurante Gesù con i fanciulli, di Gasparo Martellini (1843). Per le molte iscrizioni presenti si rimanda alle trascrizioni di Francesco Bigazzi. Il complesso appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.
Bibliografia
dettaglio
Zocchi 1744, tav. XV; Fantozzi 1842, p. 419; Fantozzi 1843, pp. 178-179, n. 426; Baldinucci-Ranalli 1845-1847, III, 1846, p. 142; Formigli 1849, pp. 70-72; Firenze 1850, pp. 330-333; Stegmann-Geymüller 1885-1908, I, tav. 2 (Brunelleschi); Bigazzi 1886, pp. 61-63; Elenco 1902, p. 250; Limburger 1910, n. 365; Allodoli-Jahn Rusconi 1950, p. 130; Limburger-Fossi 1968, n. 365; Firenze 1974, pp. 211-212, Zocchi-Mason 1981, pp. 60-61; Ferruccio Canali in Firenze 1992, p. 73, n. 45; Zucconi 1995, p. 59, n. 64; Firenze 2005, pp. 332-333.
Approfondimenti Ugo Chierici, L'assistenza all'infanzia e il R. Spedale degli Innocenti di Firenze, Firenze, 1932; Guido Morozzi, Studi e rilievi compiuti negli anni 1961-1962 sulla costruzione originaria brunelleschiana, progetto di ripristino, 1962, dattiloscritto presso l'Archivio dello Spedale degli Innocenti; Guido Morozzi, Ricerche sull'aspetto originale dello Spedale degli Innocenti, in "Commentari", XV, 1964, 3/4, pp. 186-201; 2a mostra internazionale del restauro monumentale, catalogo della mostra (Venezia, palazzo Grassi, 25 maggio-25 giugno 1964) a cura di Marco Dezzi Bardeschi e Piero Sanpaolesi, Venezia, Stamperia di Venezia, 1964, p. 27, n. 65; Manuel Cardoso Mendes, Giovanni Dallai, Nuove indagini sullo Spedale degli Innocenti a Firenze, in "Commentari", XVII, 1966, 1/3, pp. 83-106; Restauri agli Innocenti con contributo canadese, in "La Nazione", 15 settembre 1967; In corso di smantellamento sovrastrutture agli Innocenti, in "La Nazione", 4 dicembre 1967; Wanda Lattes, La maestria del Brunelleschi riappare agli Innocenti, in "La Nazione", 28 gennaio 1968; Wanda Lattes, L'Ospedale degli Innocenti svela il suo vero volto, in "La Nazione", 5 luglio 1968; Guido Morozzi, Spedale di S. Maria degli Innocenti, in Il restauro dei monumenti dal 1944 al 1968, catalogo della mostra (Firenze, Orsanmichele, settembre-ottobre 1968) a cura di Mazzino Fossi, Firenze Giunti Barbèra, 1968, pp. 15-18. n. 7; Marziano Bernardi, Lo Spedale degli Innocenti torna allo splendore del Brunelleschi, in "La Stampa", 3 ottobre 1969; Guido Morozzi, Attilio Piccini, Il restauro dello Spedale di Santa Maria degli Innocenti 1966-1970, Firenze, Giunti-G- Barbèra 1971; Il Museo dello Spedale degli Innocenti a Firenze, a cura di Luciano Bellosi, Milano, 1977; Giuseppe Rocchi, Adriano Bartolazzi, Luca Giorgi, La facciata dell'Ospedale degli Innocenti di Firenze indagata mediante restituzioni fotogrammetriche, riprese termografiche e analisi digitali, in "Ricerche di Storia dell'Arte", 1986, 27, pp. 70-72; Gli Innocenti a Firenze nei secoli. Un ospedale, un archivio, una città, a cura di Lucia Sandri, Firenze, 1996; Rossana Perella, Gli spazi aperti in un'architettura di Filippo Brunelleschi: lo Spedale degli Innocenti, Firenze, Alinea Editrice, 1999; Ulisse Tramonti, Istituto degli Innocenti, in Gli istituti di beneficenza a Firenze. Storia e architettura, catalogo della mostra (Firenze, Montedomini, aprile-maggio 1998) a cura di Francesca Carrara, Ludovica Sebregondi, Ulisse Tramonti, Firenze, Alinea, 1999, pp. 47-52; Alfredo Cisternino, Il restauro della loggia degli Innocenti del 1794: un intervento di conservazione 'ante litteram', in Brunelleschi, Alberti e oltre, a cura di Ferriccio Canali, Firenze, Emmebi Edizioni, 2010, pp. 199-201; Stefano Filipponi, Eleonora Mazzocchi, Ludovica Sebregondi, Il mercante, l'ospedale, i fanciulli: la donazione di Francesco Datini, Santa Maria Nuova e la fondazione degli Innocenti, Firenze, Nardini, 2010; Hubertus Günther, Italian hospitals of the early Renaissance, in Public buildings in early modern Europe, a cura di Konrad Ottenheym, Krista De Jonge, Monique Chatenet, Turnhout, Brepols, 2010, pp. 385-396; Il corpo e l'anima. I luoghi e le opere della cura ospedaliera in Toscana dal XIV al XIX secolo, catalogo della mostra (Prato, Museo del Palazzo Pretorio, 28 maggio-14 settembre 2015) a cura di Esther Diana, Pisa, Pacini, 2015, pp. 21-24.
Documentazione fotografica ospedale, robbiana, pittura, scultura, busto, lapide.
Risorse in rete Sull'edificio sono vari file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dal sito ufficiale dello Spedale degli Innocenti e dalla relativa voce su Wikipedia.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 10/12/2010
Data ultima modifica 10/06/2016
Data ultimo sopralluogo 20/11/2010
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Archivi Alinari, Firenze: MFC-A-004682-0046, MFC-A-004682-0047 (particolari con due tondi in terracotta invetriata, 1880-1890); ACA-F-003169-0000, ACA-F-003170-0000, ACA-F-003171-0000, ACA-F-003172-0000, ACA-F-003173-0000, ACA-F-003174-0000, ACA-F-003175-0000, ACA-F-003176-0000, ACA-F-003177-0000, ACA-F-003178-0000 (particolari con singoli tondi in terracotta invetriata, 1890 circa); BGA-F-022244-0000, BGA-F-022245-0000, BGA-F-022246-0000, BGA-F-022247-0000 (particolari con capitelli e peducci del loggiato, 1920-1930); ACA-F-03179A-0000 (veduta d'insieme del chiostro degli uomini, 1920-1930); ACA-F-17142B-0000 (veduta d'insieme del loggiato, 1935 circa); SEA-S-F11979-0001, SEA-S-F11979-0003, SEA-S-F11979-0005, SEA-S-F11979-0006, SEA-S-F11979-0008, SEA-S-F11979-0010, SEA-S-F11979-0011, SEA-S-F11979-0013 (vedute di scorcio del loggiato da diverse angolazioni sia interne sia esterne, 1979); SEA-S-F12001-0002 (veduta d'insieme del chiostro degli uomini, 1979); CAL-F-003395-0000 (veduta d'insieme della piazza verso lo spedale degli Innocenti, 1997); CAL-F-008676-0000 (particolare della facciata con il busto, 2000). Archivi Scala, Bagno a Ripoli (Firenze): L120383 (veduta di scorcio del loggiato, 1931); 0018857, 0018858 (particolari della ruota sotto il loggiato); 0048402 (veduta del chiostro degli uomini); 0048726 (particolare del prospetto sulla piazza); 0055049 (veduta d'insieme del prospetto); 0045877, 0100272, 0116345, 0116384 (vedute d'insieme); 0066508 (particolare del prospetto); 0066513, 0066839 (scorci dall'interno del loggiato); 0066972 (veduta d'insieme del chiostro degli uomini); 0021735, 0021741, 0084774, 0084948, 0084950, 0084955 (particolari con singoli tondi in terracotta invetriata); 0021739, 0048725, 0066127, 0066131, 0066511, 0072892, 0149703, 0149704 (particolari architettonici del loggiato e del prospetto sulla piazza). Archivio fotografico SBAP, Firenze: 57222, 57223 (vedute del loggiato con i lavori per la protezione del monumento dalle offese della guerra aerea, 1940-1943); 57227 (veduta del loggiato con le protezioni in muratura a difesa della guerra aerea, 1943); 177370, 177371, 177372, 177373, 177374, 177375, 177376, 177377, 177378, 177380, 177381, 177382, 177383, 177384, 177385, 177386, 177387, 177388, 177389, 177390, 177391, 177392, 177393, 177394, 177395, 177396, 177397, 177398, 177399, 177400, 177401, 177402, 177403, 177404, 177405, 177406, 177407, 177408, 177409, 177410 (particolari degli interventi di restauro in corso agli intonaci e agli elementi lapidei della facciata, giugno 1994); 177795, 177796, 177797, 177798, 177799, 177800, 177801, 177802, 177803, 177804, 177805, 177806, 177807, 177808, 177809, 177810, 177811, 177812, 177813, 177814, 177815, 177816, 177817, 177818, 177819, 177820, 177821 (particolari degli interventi di restauro in corso agli intonaci e agli elementi lapidei della facciata, settembre 1994). Archivio Foto Locchi, Firenze: 1937-L1065-24 (veduta di scorcio del loggiato, 1937).
Localizzazione
architetture@palazzospinelli.org note tecniche e legali
 
Copyright © 2011 - 2015 Palazzo Spinelli - Associazione No Profit
Copyright © 2011 - 2015 Claudio Paolini