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Quartiere Santa Maria Novella
Ubicazione Piazza di San Pancrazio
Denominazione Edificio del Museo Marino Marini
Altre denominazioni Chiesa e monastero di San Pancrazio, San Brancazio, Lotteria di Toscana, Manifattura Tabacchi, caserma Ettore Vannini
Affacci via della Spada
Proprietà demanio dello Stato.
Architetti - Ingegneri Alberti Leon Battista, Ruggieri Giuseppe, Cacialli Giuseppe, Del Rosso Giuseppe, Conti Piero, Benini Antonino, Falconieri Carlo, Petrini Gastone, Bemporad Nello, Sacchi Bruno, Papi Lorenzo, Baroni Enrico.
Pittori - Scultori - Decoratori Nessun dato rilevato.
Uomini illustri Marini Marino.
Note storiche Era qui documentata dal 931 una chiesa ricordata da Giovanni Villani come fondata da Carlo Magno, passata alle monache benedettine nel 1157 e arricchita di un monastero, assegnato in seguito ai Domenicani e, attorno al 1230, ai Vallombrosani. Dalla fine del Trecento il complesso conobbe varie ristrutturazioni e ampliamenti, culminati con la realizzazione del chiostro (1447-1456), del dormitorio, del refettorio e infine della cappella dei Rucellai, ultimata da Leon Battista Alberti nel 1467 con la realizzazione del tempietto del Santo Sepolcro (comunque attualmente con ingresso da via della Spada, esterno all'edificio qui preso in considerazione). Tra il 1752 e il 1755 la chiesa fu radicalmente trasformata su progetto di Giuseppe Ruggieri e ancora modificata dopo la soppressione napoleonica del 1808. All'architetto Giuseppe Cacialli in particolare spetterebbe l'attuale facciata (ma si tenga presente come il repertorio di Carlo Cresti e Luigi Zangheri segnali sulla stessa anche un intervento di restauro condotto nel 1809 da Giuseppe Del Rosso) che, privata dell'antico portale, fu contrassegnata dalle due colonne, dai leoni e dal fregio che un tempo segnavano l'ingresso alla cappella Rucellai dalla chiesa, a questa data isolata dal resto della fabbrica in quanto rivendicata in proprietà dai Rucellai (gli elementi furono rimontati con diverso disegno e proporzioni). Poco dopo i locali vennero trasformati dall'ingegnere Piero Conti e dall'architetto Antonino Benini (Fantozzi 1843) in uffici dell'amministrazione generale dell'I. e R. Lotteria di Toscana, e la stessa chiesa adattata a sala per l'estrazione. Individuato nel periodo di Firenze Capitale (1865-1871) per ospitare gli uffici della Corte d'Appello e della Corte d'Assise, il complesso fu oggetto di vari lavori diretti dall'architetto Carlo Falconieri e terminati (tra aspre critiche documentate da alcuni articoli apparsi su "La Nazione") nel 1866, nell'ambito dei quali l'antica chiesa fu adattata a "Camera delle accuse". Dal 1883 il fabbricato fu adibito a magazzini e laboratori della R. Manifattura Tabacchi (a questa fase risale la tramezzatura con travi metalliche della navata centrale) e dal cimitero annesso, nonostante la campagna promossa da "Arte e Storia", tutte le lapidi e gli antichi stemmi rimossi e trasferiti al museo del Bargello. Danneggiato da un incendio nel 1921 e oramai trasferitasi la manifattura nel nuovo edificio delle Cascine, fu destinato a sede della caserma Ettore Vannini che impiegò l'ambiente della chiesa come magazzino (1937). Cessato l'uso militare di quest'ultima (ma non dei locali dell'ex convento ancora nella disponibilità dei militari), dal 1976 furono intrapresi importanti interventi di restauro del complesso (compreso l'importantissimo episodio del tempietto del Santo Sepolcro) su progetto di Gastone Petrini e di Nello Bemporad (Soprintendenza ai Monumenti). Parallelamente gli architetti Bruno Sacchi e Lorenzo Papi (ma la letteratura cita anche Enrico Baroni) furono incaricati di redigere il progetto di recupero del complesso. I lavori, avviati nel 1982 e conclusi nel 1986 portarono nel 1988 all'inaugurazione degli ambienti come museo Marino Marini (l'intervento ricevette peraltro il premio In/Arch regionale 1989)."Il filo conduttore del restauro, inteso non quale pura esercitazione di recupero astratto, ma di adattamento alla nuova funzionalità museale, ha puntato alla restituzione della leggibilità dell'organismo monumentale, in tutte le sue scanzioni, dall'involucro medievale all'orditura interna settecentesca, con le ulteriori sovrastrutture protoindustriali in ferro della fine dell'Ottocento. L'intervento ex novo si caratterizza soprattutto nel dipanarsi di un percorso liberissimo - scale e passerelle nettamente individuate per forma e colori dai manufatti antichi - che permette di riconoscere appieno e di intersambiare le memorie di una storia antica e gli eccezionali documenti di una poetica moderna e attuale, quella di Marino Marini. L'unico settore dove il progetto odierno ha dovuto intervenire con una reinvenzione radicale è la parete di fondo, corrispondente all'antico coro di cui non rimanevano vestigia alcune, ricolta con una 'parete di luce', una grande vetrata scandita da una intelaiatura la cui geometria astratta ripropone le scansioni di forza dell'edificio antico" (dal sito del Museo Marino Marini). Il complesso appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.
Bibliografia
dettaglio
Fantozzi 1842, pp. 576-577, n. 292; Fantozzi 1843, p. 46, n. 74; Firenze 1850, pp. 124-125; Elenco 1902, p. 249; Limburger 1910, n. 532; Limburger-Fossi 1968, n. 532; Firenze 1974, pp. 283-284; Cresti-Zangheri 1978, pp. 25, 41, 81; Fantozzi Micali-Roselli 1980, pp. 230-231, n. 80; Roselli 1985, p. 61, n. 16; Salvadori Guidi 1996, p. 32, n. 36; Firenze 2005, pp. 278-279; Aleardi-Marcetti 2011, pp, 76-77, n. FI48.
Approfondimenti L'ex convento di San Pancrazio, in "Arte e Storia", II, 1883, 35, p.279; A S. Pancrazio, in "Arte e Storia", II, 1883, 38, pp. 303-304; Ancora di S. Pancrazio, in "Arte e Storia", II, 1883, 40, p. 319; I lavori di S. Pancrazio, in "Arte e Storia", II, 1883, 45, p. 359; A S. Pancrazio, in "Arte e Storia", III, 1884, 7, p. 56; Curiosità... vandaliche, in "Arte e Storia", III, 1884, 16, p. 128; in "La Nazione", 9 marzo 1965; in "La Nazione", 12 marzo 1965; F. Tarani, La Badia di S. Pancrazio in Firenze, Pescia, Cipriani, 1923; Marco Dezzi Bardeschi, Studio storico e proposte di restauro della chiesa e del convento di S. Pancrazio in Firenze, in "Bollettino Ingegneri", XI, 1963, 2/3; Marco Dezzi Bardeschi, Il complesso monumentale di S. Pancrazio a Firenze ed il suo restauro. Nuovi documenti, in "Quaderni dell'Istituto di Storia dell'Architettura", XIII, 1968, 73/78, pp. 1-66; Gastone Petrini, La Cappella del S. Sepolcro, Firenze, Libreria editrice, 1981; Maria Di Benedetto, Regesto dei 'restauri' progettati ed eseguiti da Giuseppe Del Rosso, in Dalla 'libreriola' dell'architetto fiorentino Giuseppe Del Rosso, catalogo della mostra (Firenze, Biblioteca Riccardiana, 3 giugno-3 agosto 1983) a cura di Giuliana Alessandri Stoppini, Firenze, Centro Di, 1983, pp. 54-56; Gastone Petrini, Firenze. Cappella Rucellai in S. Pancrazio, in Acciaio e riuso edilizio: principi di progettazione e rassegna di interventi, a cura di Cesare Fera, Genova, Sagep, 1986, p. 69; Giorgio Galletti, San Pancrazio: la vicenda storica e il suo recupero, in Marino Marini: Museo San Pancrazio, Firenze, a cura di Carlo Pirovano, contributi di Gianfranco Contini, Milano, Electa, 1988, pp. 202-212; Laura Pagnotta, Armi e iscrizioni da San Pancrazio, in Il centro di Firenze restituito. Affreschi e frammenti lapidei nel Museo di San Marco, a cura di Maria Sframeli, Firenze, Alberto Bruschi, 1989, pp. 515-516; Lorenzo Papi et al., Il Museo Marino Marini a Firenze: converted church for Marino Marini, in "L'Arca", 1989, 25, pp. 48-61; Chiara Lachi, Vicende storiche dell'edificio di San Pancrazio, dalla Chiesa al Museo, in Museo Marino Marini a Firenze, a cura di Chiara Lachi, Firenze, Polistampa, 2004, pp. 39-46; Marcello Fara, Il Museo Marino Marini nell'ex complesso di san Pancrazio (1980-1988): gli interventi restaurativi e di allestimento di Bruno Sacchi ed Enrico Baroni dopo il restauro di Gastone Petrini e Nello Bemporad (1976-1981), in Brunelleschi, Alberti, e oltre, a cura di Ferruccio Canali, Firenze, Emmebi Edizioni, 2010, pp. 225-230.
Documentazione fotografica Campo in corso di revisione.
Risorse in rete Sull'edificio sono vari file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla banca dati delle Architetture del 900 in Toscana (realizzata dalla Fondazione Michelucci e resa disponibile dalla Regione Toscana nel proprio sito), dal sito del museo Marino Marini e dalla voce Chiesa di San Pancrazio su Wikipedia. Ulteriori immagini e riferimenti bibliografici sono presenti nella banca dati Architettura toscana (L'architettura in Toscana dal 1945 ad oggi).
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 18/01/2012
Data ultima modifica 17/03/2017
Data ultimo sopralluogo 22/05/2011
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Archivi Alinari, Firenze: APA-F-005032-0000, APA-F-005033-0000 (vedute d'insieme degli spazi interni occupati dalla manifattura tabacchi, 1900 circa); APA-F-007878-0000 (veduta del reparto confezioni della manifattura tabacchi, 1915). Archivi Scala, Bagno a Ripoli (Firenze): 0128326, 0128329, 0128333 (vedute degli spazi interni del museo con le opere di Marino Marini); 0116315, 0129005 (vedute d'insieme del prospetto).
Localizzazione
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