Home Il progetto Ricerca nel Repertorio Piante e Vedute Temi e Itinerari Indici Link Crediti Contatti
Ricerca nel Repertorio
Denominazione Modulo di ricerca
Ubicazione
Proprietà
Architetti - Ingegneri
Pittori - Scultori - Decoratori
Uomini illustri
Testo
Per ottimizzare la ricerca è consigliabile digitare una sola parola chiave per campo (es.: Bardi, anziché via de’ Bardi).
Per ulteriori suggerimenti si veda a:


Struttura della banca dati
 
Scheda Monumento a Manfredo Fanti Torna ai risultati della ricerca
Versione stampabile della scheda
Quartiere San Giovanni
Ubicazione Piazza di San Marco
Denominazione Monumento a Manfredo Fanti
Altre denominazioni .
Affacci .
Proprietà Comune di Firenze.
Architetti - Ingegneri Cestelli Claudio, Del Sarto Luigi.
Pittori - Scultori - Decoratori Fedi Pio, Papi Clemente, Agnoletti Stefania, Brini Annalena, Nicolai Maria Ludovica, Valentini Daniela.
Uomini illustri Fanti Manfredo.
Note storiche Il monumento rende omaggio al generale e politico Manfredo Fanti (1806-1865) e fu realizzato grazie a una raccolta di fondi che, sicuramente già avviata nel 1866 a un anno dalla scomparsa del personaggio (ma già annunciata da alcuni articoli su "La Nazione" del 1865 e dalla "Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia" nel 1866), coinvolse tutti i comandi militari del Regno e il Comune di Firenze, dove il Fanti era morto. L'opera (dopo un travagliato lavoro della commissione incaricata di individuare l'artista a cui affidare l'impresa, ampiamente documentato nel contributo di Bombina Godino citato in bibliografia) fu commissionata allo scultore Pio Fedi che la modellò nel 1869, quindi fu fusa nel 1872 da Clemente Papi (così l'iscrizione su uno dei bassorilievi del basamento). Il monumento fu quindi eretto al centro del giardino di piazza di San Marco (definito da pochi anni, con aiuole segnate da palme nane e privo di alberature, di modo che la statua originariamente svettava e appariva del tutto libera da ostacoli visivi), collaudato dall'ingegnere comunale Luigi Del Sarto il 21 marzo 1872 e inaugurato il 1 aprile del 1872, nel corso di una solenne cerimonia, presenti le massime autorità civili e militari. La collocazione del monumento in stretta relazione con quello che al tempo era il ministero della Guerra (ora palazzo del Comando Militare per il Territorio dell'Esercito, si veda a via Cavour), ricorda l'azione riformatrice del personaggio che, appunto, fu ministro della Guerra nel governo Cavour. Decisamente compromesso da polveri, guano di piccione e croste nere, il monumento fu restaurato nel 2000 su progetto di Carlo Francini e direzione dei lavori dello stesso e dell'architetto Claudio Cestelli (ditte esecutrici Stefania Agnoletti, Annalena Brini e Maria Ludovica Nicolai per la parte bronzea, Daniela Valentini per la parte lapidea). Il generale è raffigurato in piedi, a capo scoperto, con l'uniforme in buona parte celata al di sotto di un ampio mantello, mentre regge con la sinistra la spada e con la destra un rotolo, simboleggiante il regolamento dell'esercito italiano da lui redatto. Il complesso piedistallo presenta forme gotiche, ed è realizzato in marmo bianco statuario di Seravezza, bianco venato e marmo verde di Prato. Qui sono, sugli angoli, quattro ulteriori fusioni in bronzo raffiguranti la Strategia, la Tattica, la Politica e l'Arte delle fortificazioni (la cui identificazione è tuttavia incerta come già si rileva nella letteratura del tempo, dato che mai furono inserite le iscrizioni con motti che dovevano contrassegnare le singole figure tramite libri aperti posti agli angoli del prisma), tutte di altissima qualità. Ai lati sono due bassorilievi, il primo dei quali raffigurante l'assalto al ridotto tra San Martino e Pozzolengo nella battaglia di Solferino e San Martino del 24 giugno 1859, dove, appunto, con il grado di luogotenente generale e comandante della 2a Divisione, Manfredo Fanti si era distinto (è tuttavia da notare come nell'articolo de "La Nazione" relativo all'inaugurazione del monumento la scena sia identificata con la battaglia di Confienza del 30 maggio 1859). Nell'altro è una panoplia celebrante le armi dell'esercito italiano. Le ulteriori due specchiature presentano iscrizioni, l'una a ricordare il personaggio, l'altra la realizzazione dell'opera. Il programma decorativo si completava con una serie di scudi in marmo verde sui quali erano le insegne delle città di Firenze, Torino, Perugia, Ancona, Modena e Carpi (quest'ultima città natale del generale), tutte riconducibili a episodi legati in un qualche modo alla carriera di Manfredo Fanti, ma che oramai risultano del tutto illeggibili per la consunzione della pietra, fatta eccezione dello stemma di Perugia del quale è ancora visibile il grifo. Il monumento è stato fatto oggetto di una scheda conservativa e di rilevazione tecnica redatta da Alessandra Rezzadore nell'ambito della fase di progetto del Master in Conservazione e Restauro 2014 promosso dall'Associazione per l'Arte e il Restauro Palazzo Spinelli.
Bibliografia
dettaglio
Burci 1875, p. 139; Garneri 1924, p. 229, n. XV; Firenze 1974, p. 179; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, II, 1977, pp. 206-207; Carlo Francini in Quaderni di restauro 2000, pp. 56-59; Cesati (Piazze) 2005, pp. 235, 240; Firenze 2005, p. 306. Campo in corso di revisione.
Approfondimenti Fatti diversi. Il monumento al general Fanti in Firenze, in "La Nazione", 7 giugno 1865; Manifesto per un monumento al generale Fanti, in "La Nazione", 4 luglio 1865; Arturo, Corriere di Firenze: monumentomania, in "Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia", 106, 17 aprile 1866; Federico Carandini, Manfredo Fanti generale d'Armata: sua vita, Verona, Stabilimento G. Civelli, 1872, pp. 483-488; Cronaca della città. Inaugurazione della statua del General Fanti, in "La Nazione", 1/2 aprile 1872; Inaugurazione della statua al generale Manfredo Fanti a Firenze, in "Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia", 92, 2 aprile 1872; Inaugurazione della statua del generale Manfredo Fanti, in "Italia Artistica", 9 aprile 1872; Iris, Cose d'arte. Le Furie di Atamante nuovo gruppo del professor Pio Fedi. Le sue opere in generale e loro carattere, in "La Nazione", 17 settembre 1880; Massimo de Vico Fallani, Giardino di piazza San Marco, in Mario Bencivenni, Massimo de Vico Fallani, Giardini Pubblici a Firenze: dall'Ottocento a oggi, Firenze, Edifr, 1998, pp. 205-207; Elena Marconi, Pio Fedi, in "Artista. Critica dell'arte in Toscana", 2000, pp. 104-137, pp. 126-129; Antonio P. Torresi, Scultori dell'Accademia. Dizionario biografico di maestri, allievi e soci dell'Accademia di Belle Arti a Firenze (1750-1915), Ferrara, Liberty House, 2000, p. 65; Circolo Piero Gobetti, Firenze: percorsi risorgimentali, a cura di Silvestra Bietoletti e Adalberto Scarlino, Firenze, Lucio Pugliese Editore, 2005, p. 29; Bombina Godino, Monumenti celebrativi 'd'italianità' nelle piazze fiorentine (1865-1902): repertorio documentario. I monumenti a Manfredo Fanti di Pio Fedi (1865-1872), a Daniele Manin di Urbano Nono (1890), ai Caduti della Patria (1880-1882), ai Caduti di Mentana di Oreste Calzolari (1889-1902), in "Bollettino della Società di Studi Fiorentini", 2011, 20, pp. 113-120; Anna Mazzanti, L'Unità d'Italia. Testimonianze risorgimentali nei musei e nel territorio della Toscana: una proposta di itinerario, Firenze, Regione Toscana, 2011, p. 53; Claudio Paolini, Monumenti celebrativi nella Firenze postunitaria, Firenze, Polistampa, 2015, pp. 47- 51 (Monumento a Manfredo Fanti).
Documentazione fotografica monumento, scultura.
Risorse in rete Sul monumento sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Monumento al Generale Manfredo Fanti su Wikipedia.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 27/12/2013
Data ultima modifica 04/10/2015
Data ultimo sopralluogo 11/03/2011
Autore della scheda Claudio Paolini, con la collaborazione di Alessandra Rezzadore.
Tags Archivi Alinari, Firenze: PDC-F-000057-0000 (veduta della piazza con il monumento, 1873 circa); FBQ-F-000697-0000 (veduta della piazza con il monumento, 1875 circa); ACA-F-002300-0000 (veduta generale della piazza con il monumento, 1890 circa); CDP-S-MAL515-0124 (veduta della piazza con il monumento, 1890-1900); ACA-F-002529-0000 (il monumento, 1932 circa); ACA-F-055759-0000 (veduta della piazza con il monumento, 1960 circa); CAL-F-008667-0000, CAL-F-008668-0000, CAL-F-008669-0000, CAL-F-008670-0000 (vedute dell'insieme del monumento e particolari del basamento dopo l'intervento di restauro, 2000). Archivi Scala, Bagno a Ripoli (Firenze): 0044600, 0052264, 0062000 (vedute della piazza da diverse angolature con il monumento). Archivio storico del Comune di Firenze: MF=28559 (particolare del giardino di piazza San Marco, 1935-1940 circa); MF=08144 (rilievo di piazza San Marco. 1835-1840 circa).
Localizzazione
architetture@palazzospinelli.org note tecniche e legali
 
Copyright © 2011 - 2015 Palazzo Spinelli - Associazione No Profit
Copyright © 2011 - 2015 Claudio Paolini