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Scheda Monumento a Daniele Manin Torna ai risultati della ricerca
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Quartiere Viale dei Colli
Ubicazione Piazzale Galileo
Denominazione Monumento a Daniele Manin
Altre denominazioni .
Affacci .
Proprietà Comune di Firenze.
Architetti - Ingegneri Perini Moreno.
Pittori - Scultori - Decoratori Nono Urbano, Fancelli Marco.
Uomini illustri Manin Daniele.
Note storiche Nel 1862 i cittadini veneti che dopo la riconquista di Venezia da parte degli austriaci (1859) si trovavano esuli a Firenze, pensarono di erigere un monumento al loro compatriota Daniele Manin (1804-1857), come tangibile segno di riconoscenza alla città che li aveva ospitati e doveroso omaggio al patriota, figura di spicco del risorgimento italiano. Con la liberazione di Venezia nel 1866 il progetto fu sospeso ma non dimenticato, e ripreso a vent'anni di distanza grazie a un nuovo comitato di veneti residenti a Firenze. Dopo aver espletato in tempi brevi il concorso per aggiudicare il lavoro (1888), la statua fu commissionata allo scultore (ugualmente veneziano) Urbano Nono, che la realizzò entro il 1889, anno nel quale fu fusa nello stabilimento Micheli di Venezia. Spedita a Firenze agli inizi dell'anno successivo, dopo un attento collaudo svolto dallo scultore Soranzo e dal direttore della Regia Accademia delle belle arti di Venezia Luigi Ferrari, la statua fu fornita di un adeguato basamento e inaugurata nel corso di una solenne cerimonia il 9 febbraio 1890, collocata al centro della piazza d'Ognissanti, che allora, e già dal 1860, era intitolata allo stesso Daniele Manin. Nel 1931 il monumento fu poi trasferito su richiesta dell'architetto Alfredo Lenzi dell'Ufficio di Belle Arti del Comune di Firenze da un lato del piazzale Galileo, con la motivazione che limitava la godibilità delle antiche architetture (ma nel 1937 in quella che dal 1932 era tornata a chiamarsi piazza d'Ognissanti fu collocato il gruppo bronzeo di Ercole e il leone di Romano Romanelli che ancora ne segna lo spazio). L'opera fu poi restaurata dal Comune di Firenze con il contributo della locale Camera di Commercio tra il 2003 e il 2004 (alta sorveglianza di Carlo Francini, direzione dei lavori dell'architetto Moreno Perini, ditta esecutrice Fancelli Marco). Originariamente (come documentano le immagini e le cronache del tempo), la base presentava ornamenti metallici e un grande leone in bronzo (peraltro al tempo severamente criticato per le forme "grette e esili"), simbolo della città lagunare, divelto da ignoti per vendere il metallo negli anni della prima guerra mondiale (si veda la testimonianza di Carlo Papini sulle pagine di "Arte e Storia" del 1919). Per quanto riguarda la figura del patriota, questo è presentato nell'atto di proclamare all'assemblea del Consiglio di Venezia la ferma volontà di resistere ad ogni costo all'ultimatum di resa posto dall'esercito austriaco, e questo in riferimento al ruolo avuto da Manin quale presidente della Repubblica di San Marco durante la sua breve vita e alla coraggiosa posizione da lui assunta nel corso dell'assedio della città da parte degli austriaci nel 1848-1849. Più in particolare il personaggio è presentato nei tipici abiti del gentiluomo ottocentesco, con la testa appena inclinata sullo spalla sinistra e lo sguardo leggermente rivolto in basso. Nella mano destra tesa lungo la redingote stringe con disprezzo i patti della resa rassegnati dal maresciallo Haynau, mentre la mano sinistra si stringe a pungo chiuso come gesto di rifiuto alle condizioni imposte. La scultura è posta su un basamento di marmo di Carrara recante sui quattro lati iscrizioni commemorative. Il monumento è stato fatto oggetto di una scheda conservativa e di rilevazione tecnica redatta da Carmine De Michelis nell'ambito della fase di progetto del Master in Conservazione e Restauro 2014 promosso dall'Associazione per l'Arte e il Restauro Palazzo Spinelli.
Bibliografia
dettaglio
Firenze 1974, p. 369; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, II, 1977, pp. 11-12; Cesati (Piazze) 2005, pp. 100, 147; Firenze 2005, p. 523. Campo in corso di revisione.
Approfondimenti Monumento a Daniele Manin, in "Arte e Storia", VI, 1887, 36, p. 279; Monumenti moderni, in "Arte e Storia", VIII, 1889, 15, p. 112; Monumento a Daniele Manin, in "Arte e Storia", IX, 1890, 6, p. 48; Relazione e resoconto del Comitato per il monumento a Daniele Manin in Firenze inaugurato il 9 febbraio 1890, Firenze, Ariani, 1890; Carlo Papini, Per l'educazione artistica del popolo, in "Arte e Storia", XXXVIII, 1919, 5/7, pp. 89-92; Bombina Godino, Monumenti celebrativi 'd'italianità' nelle piazze fiorentine (1865-1902): repertorio documentario. I monumenti a Manfredo Fanti di Pio Fedi (1865-1872), a Daniele Manin di Urbano Nono (1890), ai Caduti della Patria (1880-1882), ai Caduti di Mentana di Oreste Calzolari (1889-1902), in "Bollettino della Società di Studi Fiorentini", 2011, 20, pp. 113-120; Anna Mazzanti, L'Unità d'Italia. Testimonianze risorgimentali nei musei e nel territorio della Toscana: una proposta di itinerario, Firenze, Regione Toscana, 2011, p. 53; Claudio Paolini, Monumenti celebrativi nella Firenze postunitaria, Firenze, Polistampa, 2015, pp. 61-65 (Monumento a Daniele Manin).
Documentazione fotografica monumento, scultura.
Risorse in rete Nessun dato rilevato.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 06/06/2014
Data ultima modifica 08/01/2016
Data ultimo sopralluogo 10/02/2012
Autore della scheda Claudio Paolini, con la collaborazione di Carmine De Michelis.
Tags Archivi Alinari, Firenze: MFC-F-000640-0000, ACA-F-02302V-0000 (vedute del monumento nella sua originaria collocazione in piazza d'Ognissanti, 1890 circa).
Localizzazione
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