Home Il progetto Ricerca nel Repertorio Piante e Vedute Temi e Itinerari Indici Link Crediti Contatti
Ricerca nel Repertorio
Denominazione Modulo di ricerca
Ubicazione
Proprietà
Architetti - Ingegneri
Pittori - Scultori - Decoratori
Uomini illustri
Testo
Per ottimizzare la ricerca è consigliabile digitare una sola parola chiave per campo (es.: Bardi, anziché via de’ Bardi).
Per ulteriori suggerimenti si veda a:


Struttura della banca dati
 
Scheda Palazzo Michelozzi Torna ai risultati della ricerca
Versione stampabile della scheda
Quartiere Santo Spirito
Ubicazione Via Maggio 11
Denominazione Palazzo Michelozzi
Altre denominazioni Palazzo Amerighi, palazzo Ticci, palazzo Bartolozzi
Affacci via de' Velluti, via Sguazza
Proprietà Corbinelli, Michelozzi, Michelozzi Boni Giacomini, Amerighi, Roti Michelozzi, Ticci, Donati, Bartolozzi.
Architetti - Ingegneri Caccini Giovanni Battista, Santi di Tito, Baccio d'Agnolo (Bartolomeo Baglioni, d.), Domenico di Baccio d'Agnolo, Zorzet Leonardo.
Pittori - Scultori - Decoratori Nessun dato rilevato.
Uomini illustri Americo Pedro.
Note storiche Il palazzo fu eretto nella seconda metà del Cinquecento su preesistenti case dei Corbinelli (presumibilmente già unificate nel corso del Quattrocento e inglobate nella nuova costruzione), quasi sicuramente su commissione del senatore Giovanni Battista Michelozzi, noto peraltro come committente del prestigioso ciborio marmoreo della vicina chiesa di Santo Spirito, opera di Giovanni Battista Caccini. Vista la consuetudine del committente con quest'ultimo, segnalatosi anche come valente architetto, la letteratura tende a ricondurre anche l'attuale palazzo ad un suo disegno, o comunque a immaginarlo coinvolto nelle vicende progettuali, per quanto nel tempo siano stati avanzati anche i nomi di di Santi di Tito, di Baccio d'Agnolo (così Walther Limburger, segnatamente per il cortile) e di suo figlio Domenico (Bucci). Attorno alla metà del Settecento la proprietà passò a un ramo collaterale del casato, quello dei Michelozzi Boni Giacomini, fino a che, con l'estinzione della famiglia, passò in dote nel 1845 ad Elena Amerighi, sposata con Leonardo Roti, la cui discendenza - in virtù della doppia parentela fra la famiglie Michelozzi Boni e Amerighi - assunse il nome Roti Michelozzi (comunicazione orale di Roberto Amerighi che qui si ringrazia). Nella prima metà del Novecento, presumibilmente dopo essere stata dei Ticci e dei Donati, ugualmente ricordati dalla letteratura consultata, fu acquistata dai Bartolozzi, che ancora oggi la detengono. Il fronte, organizzato su tre piani per sei assi ben distanziati, presenta il piano terreno segnato da un portone ad arco, ai fianchi del quale si allineano, due a sinistra, tre a destra, imponenti finestre inginocchiate. Queste ultime sono da considerare frutto di un intervento del tardo Cinquecento se non proprio del Seicento (ma su questo non concorda Mario Bucci che le considera coeve al fronte e le segnala come "uno degli esempi più arcaici di questo tipo di sistemazione del piano terra"), mentre i piani superiori registrano ancora un gusto quattro cinquecentesco, con le finestre ad arco allineate sul ricorso di pietra, incorniciate da bugne e ben stagliate sulla parete intonacata. Sul portone è uno scudo con l'arme della famiglia Michelozzi (trinciato d'argento e di rosso, a due monti di sei cime dell'uno nell'altro, ciascuno cimato da una stella a sei punte dello stesso), nell'androne una targa con una testa scolpita in memoria del pittore Pedro Americo, artista ufficiale del governo brasiliano che qui morì nel 1905. L'androne, voltato a botte, è inoltre impreziosito da un elegante ed elaborato cancello moderno, segnato dalla B dei Bartolozzi. Oltre a questo spazio si accede al cortile, con i lati d'ingresso e di testa coperti da un loggiato, i laterali segnati da arcate cieche. Particolarmente elegante il prospetto sul cortile del corpo di fabbrica che guarda alla strada, con due finestre ad arco al primo piano e, in alto, una altana, arretrata rispetto al filo della facciata principale e sorretta da colonne e trabeazione in pietra serena. Nel cortile sono due statue e due urne scolpite nel marmo. Da qui parte anche lo scalone in pietra per i piani superiori, piuttosto ripido e di reminiscenza medioevale. Ginori Lisci segnala come "a sinistra dell'androne una vasta sala terrena a volta con lunette laterali mostri degli elaborati peducci di pregevole fattura e di carattere quattrocentesco: spesso sono ornati da motivi araldici dei Corbinelli e ciò dimostra che l'ambiente appartiene a una costruzione preesistente e risale ai tempi di quella storica casata d'Oltrarno". Così Walther Limburger: "Si dice che fu fondato nel 1406 dai Michelozzi ma sia il cortile sia la facciata rivelano un'epoca posteriore". Aggiunge Mazzino Fossi che nel 1903 il palazzo fu rialzato di un piano su via Sguazza, che nel 1925 furono riaperte le finestre del secondo piano su via Maggio ripristinando gli antichi archi esistenti sotto l'intonaco, e che nel 1929 fu ingrandita la porta sempre su via Sguazza. Nel 2012 l'immobile è stato oggetto di un intervento di restauro delle facciate, di rifacimento delle coperture e di ridistribuzione degli spazi interni, su progetto dell'architetto Leonardo Zorzet (ditta esecutrice Mugelli Costruzioni). L'edificio, con la denominazione di palazzo Amerighi, appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.
Bibliografia
dettaglio
Fantozzi 1843, p. 250, n. 624; Stegmann-Geymüller 1885-1908, X, p. 7; Elenco 1902, p. 252; Limburger 1910, n. 468; Bertarelli 1937, p. 290; Allodoli-Jahn Rusconi 1950, p. 189; Limburger-Fossi 1968, n. 468; Bucci-Bencini 1971-1973, IV, 1973, pp. 91-93; Ginori Lisci 1972, II, pp. 717-718; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, II, 1977, p. 183; Cesati 2005, I, p. 364; Firenze 2005, p. 450; Adsi 2010, p. 33.
Approfondimenti Mugelli Costruzioni 1913-2013. Un secolo di cantieri e restauri edili, Firenze, Tipografia San Marco, 2013.
Documentazione fotografica Campo in corso di revisione.
Risorse in rete Sull'edificio sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Palazzi di Firenze su Wikipedia.
Codice SBAPSAE FI0404
ID univoco regionale 90480170482
Data creazione 15/08/2008
Data ultima modifica 25/11/2016
Data ultimo sopralluogo 18/05/2013
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Archivio fotografico SBAP, Firenze: 54148, 54149, 54150, 54151 (vedute di porzioni del prospetto su via Maggio, 1970); 54438, 54439, 54440 (vedute d'insieme del cortile, 1970); 71058 (veduta d'insieme del prospetto su via Maggio, 1974).
Localizzazione
architetture@palazzospinelli.org note tecniche e legali
 
Copyright © 2011 - 2015 Palazzo Spinelli - Associazione No Profit
Copyright © 2011 - 2015 Claudio Paolini