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Quartiere Santo Spirito
Ubicazione Lungarno Guicciardini 19- 21
Denominazione Palazzo Medici Soderini
Altre denominazioni Albergo Schneiderff, pensione Molini, albergo Clark Molini Barbens, Palace Hotel
Affacci via Santo Spirito
Proprietà Soderini, Catani, Medici, Schneiderff, Clark, Molini (Zanetto), Barbensi, Di Giulio.
Architetti - Ingegneri Ignoto/i.
Pittori - Scultori - Decoratori Gherardini Alessandro.
Uomini illustri Ferrucci Francesco, Mendelssohn Bartholdy Jakob Ludwig Felix, Scott Walter, Byron George Gordon, Stendhal (Marie Henri Beyle, d.), Ruskin John, von Goethe Johann Wolfgang, Jameson Anna Brownell, Campbell Harriet Charlotte Beaujolois, Gardiner Charles John, Wilde Richard Henry, Macaulay Thomas Babington, Akers Benjamin Paul, Woolson Constance Fenimore, Raffaello Sanzio, Napoleone (Bonaparte).
Note storiche Il palazzo fu probabilmente edificato nella sua iniziale configurazione ai primi del Seicento da un ramo della famiglia Medici nel luogo dove sorgevano antiche case dei Soderini, dei Di Nello e di altri. Ulteriormente modificato attorno al 1765 unificando il preesistente immobile con tre case di proprietà dei Catani già acquisite nel 1728 dal Balì Tommaso Gaetano de' Medici (Maccioni 2016), fu acquistato nel 1802 dal possidente e locandiere Antonio Schneiderff che, dal 1805, lo destinò ad uso di locanda, ingrandendolo ulteriormente con ulteriori immobili limitrofi (si veda a piazza Nazario Sauro 1). Tali vicende evidenziano le difficoltà di leggere l'organismo architettonico in ragione dei molti accrescimenti e delle trasformazioni occorse nel tempo, anche e soprattutto per la nuova organizzazione degli spazi interni funzionali all'attività della locanda. Così Francesco Fontani (1822): "... avendo esteso (Antonio Schneiderff) col mezzo di nuovi acquisti di contigue case, ridotte a migliore, e più regolar forma sulla così detta piazza dei Soderini (attuale piazza Nazario Sauro), l'antica abitazione dei Medici, è stata da lui oggi spartita in più e diversi appartamenti e quartieri, anco per grandi e ragguardevoli famiglie d'alta condizione: cosicché il novero delle camere, e sale ad uso dei padroni non è minore di circa cento ottanta, addobbate tutte con mobili assai decenti nobilmente". In ragione di tali investimenti il palazzo, con la denominazione di Albergo Schneiderff, divenne nella prima metà dell'Ottocento uno dei più accreditati hotel fiorentini, frequentato in modo particolare da una variegata clientela di viaggiatori stranieri. "E' uno dei principali della città. Un ramo della famiglia Medici, al quale questo palazzo apparteneva, lo ridusse nella presente elegante e comoda forma. Quella porzione che corrisponde nel Fondaccio S. Spirito, e si distingue per venusta architettura e per la porta segnata di n. 2015 comunale avente inoltre un Pietrino con l'iscrizione 'Dell'Opera dei Cappellani del Duomo n. XXVIII' ci mostra la casa ove nacque il 14 Agosto 1489 il valoroso e integerrimo Commissario della Repubblica fiorentina nell'assedio del 1529-30 Francesco di Niccolò d'Antonio Ferrucci, che a' 3 di Agosto 1530 periva vittima del suo patrio amore per mano del brutale Maramaldo" (Fantozzi 1843). "E' questo uno dei primi alberghi d'Europa" (Firenze 1845). Negli anni in cui il palazzo era albergo vi soggiornarono, così come ricostruito da Enrico Barfucci (1958), personaggi di grande fama quali Mendelssohn Bartholdy, Walter Scott, George Byron, Stendhal, John Ruskin, forse Johann Wolfgang Goethe, nomi ai quali si devono aggiungere quelli meno noti (ma non meno importanti per le testimonianze che ci hanno lasciato sulla Firenze del tempo) delle scrittrici inglesi Anna Brownell Jameson e Harriet Campbell. Ulteriori nomi appaiono con indirizzo presso l'albergo nel libro dei soci del Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, tra i quali si segnalano quelli dell'irlandese Charles John Gardiner conte di Blessington, del politico e scrittore americano Richard Henry Wilde, del politico e storico inglese Thomas Babington Macaulay, e dello scultore americano Benjamin Paul Akers (1851-1854). Passato di proprietà ai Clark, quindi a Madame Molini (sorella di Mrs Clark), pervenne nel 1865 alla figlia di quest'ultima, madame Barbensi, mantenendo la destinazione di albergo ancora nei primi decenni del Novecento (Albergo Clark Molini Barbensi, presso il quale alloggiò nel 1886 la scrittrice americana Constance Fenimore Cooper) per diventare successivamente sede dell'Unione Provinciale dei Sindacati Fascisti dell'Industria. Nell'androne dell'ingresso segnato con il civico 21 è una epigrafe che ricorda come qui avesse trovato alloggio nell'anno 1377 Santa Caterina da Siena, e come in tempi più recenti avessero trovato qui "temporanea dimora" Raffaello, Napoleone, Walter Scott e lord Byron. Il fronte che guarda al lungarno è complesso e relativamente leggibile come unitario a causa delle diverse tinteggiature delle varie porzioni. Situazione questa aggravatasi con l'intervento di tinteggiatura nel 2014 del primo corpo segnato con il civico 19, dove ha sede la maison Enrico Coveri, da identificare con le originarie proprietà Catani prima citate, che all'interno conservano una sala con pitture murali attribuite ad Alessandro Gherardini (Maccioni 2016). Nell'insieme si tratta comunque di una fabbrica di tre piani, più un corpo in soprelevazione, articolata per ben diciassette assi. Sull'asse centrale del fronte e sulla porzione a sinistra sono collocati due scudi che recano l'arme degli Schneiderff (di rosso, al destrocherio armato al naturale, impugnante una spada alta d'argento, guarnita d'oro; e al capo appuntato d'azzurro, caricato di tre stelle a otto punte d'oro). Lo scudo a sinistra reca inoltre un cartiglio con il motto "Virtus omnia vincit". In corrispondenza del numero 29 rosso è uno scudo di modeste dimensioni con l'arme dei Soderini (di rosso, a tre massacri di cerco d'argento, 2.1) affiancato dalle iniziali GS.
Bibliografia
dettaglio
Zocchi 1744, tav. VII; Firenze 1828, p. 199; Fantozzi 1842, pp. 734-735, n. 367; Fantozzi 1843, p. 262, n. 658; Firenze 1845, p. 234; Formigli 1849, p. 199; Firenze 1850, p. 623; Bacciotti 1879-1886, III, 1886, p. 301; Bigazzi 1886, pp. 77-78, 83; Limburger 1910, n. 453; Illustratore fiorentino (1911) 1910, p. 48; Garneri 1924, p. 299, n. XXVI; Bertarelli 1937, p. 283; Barfucci 1958, pp. 191, 199-200; Firenze 1974, p. 306; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, II, 1977, p. 89; Zocchi-Mason 1981, pp. 44-45; Cesati 2005, I, pp. 311-312; Firenze 2005, p. 445; Paolini 2013, pp. 42-43, 75, 106, 129-132, 134.
Approfondimenti Francesco Fontani, Viaggio pittorico della Toscana, 3a edizione, Firenze, presso Giovanni Marenigh, 1822, I, pp. 133-135; Patrizia Maccioni, Palazzo Medici Soderini. Alessandro Gherardini per Giovanni Catani, in Fasto privato. La decorazione murale in palazzi e ville di famiglie fiorentine, III, Dal Tardo Barocco al Romanticismo, a cura di Mina Gregori e Mara Visonà, Firenze, Edifir, 2016, pp. 79-85; Angiolo Pucci, I giardini di Firenze, IV, Giardini e orti privati della città, a cura di Mario Bencivenni e Massimo de Vico Fallani, Firenze, Leo S. Olschki, 2017, p. 414.
Documentazione fotografica Campo in corso di revisione.
Risorse in rete Sull'edificio sono vari file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dal sito del Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux (Vieusseux & Firenze 1820-1870, in questo caso come Hotel Schneiderff) e dalla voce Palazzo Medici Soderini su Wikipedia.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 23/10/2008
Data ultima modifica 08/04/2021
Data ultimo sopralluogo 20/04/2020
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags stemma familiare, iscrizione, lapide, albergo, comunità straniera (inglese, americano).
Localizzazione
Contatti note tecniche e legali
 
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