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Scheda Palazzo dell'Antella Torna ai risultati della ricerca
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Quartiere Santa Croce
Ubicazione Piazza di Santa Croce 20- 21- 22
Denominazione Palazzo dell'Antella
Altre denominazioni Palazzo degli Antellesi, palazzo degli Sporti, palazzo Dal Borgo
Affacci .
Proprietà Ricoveri, Del Barbigia, dell'Antella (Antellesi), Dal Borgo, Lotteringhi della Stufa, Mariani, de' Nobili, Istituto Oftalmico Fiorentino, Cinelli, Piccolomini.
Architetti - Ingegneri Parigi Giulio.
Pittori - Scultori - Decoratori Boschi Fabrizio, Buffini Michele, Cinganelli Michelangelo, Del Bello Andrea, Ferrucci Nicodemo, Giovanni da San Giovanni (Giovanni Mannozzi, d.), Guerrini Antonio, Milanesi Cosimo, Passignano (Domenico Cresti, d.), Rosselli Matteo, da Quinto Stefano, Tarchiani Filippo, Vannini Ottavio, Benini Amedeo, Caccini Giovanni Battista, Giambologna (Jean de Boulogne, d.).
Uomini illustri Caravaggio (Michelangelo Merisi, d.).
Note storiche Il palazzo nasce dall'accorpamento di più case a schiera di fondazione trecentesca appartenenti a varie famiglie tra i quali i Ricoveri, passate poi ai Del Barbigia, ai quali si devono i primi lavori di unificazione e varie migliorie, tra le quali la regolarizzazione del disegno delle finestre delle varie unità e l'allineamento della lignea di gronda con opportune soprelevazioni, così come la sostituzione delle mensole da legno a pietra. Di quest'ultimo intervento annota Agostino Lapini nel suo Diario fiorentino al novembre del 1565: "si assettorno e murorno quelli belli sporti in sulla piazza di S. Croce, che fanno sì bel vedere, che sono in fila in sur un'altezza medesima, che prima erono sporti antichi e brutti, ed ora fanno bel vedere". Alla fine del Cinquecento (1593) Costanza del Barbigia portò il palazzo in dote al marito Niccolò dell'Antella, luogotenente dell'Accademia del Disegno. Questi, dopo aver acquistato ulteriori unità edilizie confinanti, incaricò nel 1619 l'architetto Giulio Parigi di dare disegno unitario alle proprietà e definire il palazzo nei termini attuali, sempre mantenendo l'ampia facciata a sporti in pietra. Notevolissime le pitture che adornano la facciata, eseguite in soli venti giornate di lavoro (1619-1620, si veda al proposito l'estesa descrizione fattane da Filippo Baldinucci) da dodici artisti (Fabrizio Boschi, Michele Buffini, Michelangelo Cinganelli, Andrea Del Bello, Nicodemo Ferrucci, Antonio Guerrini, Cosimo Milanesi, Domenico Passignano, Matteo Rosselli, Stefano da Quinto, Filippo Tarchiani, Ottavio Vannini) diretti da Giovanni da San Giovanni, sulla base di un programma allegorico dello stesso Giulio Parigi teso a esaltare la famiglia e il buon governo mediceo (si veda il busto di Cosimo II posto sull'ingresso che si pone come centro dell'iconografia), e ad esemplificare l'abilità degli artisti legati all'Accademia. Dell'impresa documenta tra le altre cose un grande e dettagliato disegno conservato presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, ugualmente databile al 1620 circa, di mano di Giovanni da San Giovanni, con il rilevo dell'intero fronte, il progetto decorativo e una legenda esplicativa delle allegorie. Tra le molte figure si noti il Cupido dormiente dipinto da Giovanni da San Giovanni, ricavato dal quadro con l'Amorino dormiente del Caravaggio, oggi presso la Galleria Palatina ma al tempo conservato nel palazzo. Passato per via ereditaria nel 1735 ai Dal Borgo, quindi ai Lotteringhi della Stufa (1824), ai Mariani (1863), ai de' Nobili (1877) e all'Istituto Oftalmico Fiorentino, l'edificio venne acquistato nel 1923 da Delfino Cinelli che nel 1925 fece restaurare le pitture da Amedeo Benini (si tenga presente che già Follini e Rastrelli avevano ricordata la facciata nel 1794 come "in gran parte lacera e guasta", tanto da andare "insensibilmente perdendosi"). Un nuovo intervento fu condotto tra il 1991 e il 1992 per le cure della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Firenze, a risarcire una situazione che Mario Bucci e Leonardo Ginori Lisci consideravano nuovamente decisamente compromessa. Al piano terreno un intervento di restauro novecentesco ha riportato in luce elementi della costruzione tre quattrocentesca. Si noti sulla facciata il disco di marmo datato 1565, a segnare la divisione dei due campi delle squadre che giocavano il calcio fiorentino in piazza Santa Croce. E ancora il busto di Cosimo II de' Medici già ricordato (derivato dal tipo di Giovanni Battista Caccini), e il bellissimo scudo con l'arme della famiglia (d'argento, allo scaglione di rosso) sempre nel gusto di Caccini, e infine la porta d'ingresso, con i battenti in legno chiodato autentici e ben conservati. Oltre questa si accede a una piccola e suggestiva corte sulla quale si affacciano porte e finestre con eleganti modanature in pietra. Sempre all'interno, dopo un atrio con travature in legno, si passa a un giardino murato che, nonostante le vicissitudini dell'edificio, conserva ancora l'aspetto di hortus conclusus medioevale: qui si trovava una fontana con una vasca e una statua raffigurante un fanciulletto, eseguita da Giambologna, poi smembrata è in parte conservata al Victoria and Albert Museum di Londra e al Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo (così la letteratura consultata nonostante alcune contraddizioni emerse in occasioni di recenti studi). Sulle vicende storiche del palazzo esiste infatti una ampia e puntuale ricerca condotta su incarico della proprietà da Chiara Martelli e Anna Claudia Palmieri, che si ringraziano per le notizie e le precisazioni fornite. Il palazzo appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.
Bibliografia
dettaglio
Bocchi-Cinelli 1677, pp. 308-309; Follini-Rastrelli 1789-1802, V, 1794, pp. 67-78; Lastri 1821, V, pp. 13-15; Firenze 1828, pp. 159-160; Fantozzi 1842, pp. 190-192; Fantozzi 1843, p. 164, n. 387; Baldinucci-Ranalli 1845-1847, IV, 1846, pp. 163, 204-210; Formigli 1849, p. 158; Firenze 1850, pp. 418-419; Ademollo-Passerini 1853, I, p. 281; Burci 1875, p. 91; Illustratore fiorentino 1880, pp. 158-159; Bigazzi 1886, p. 98; Elenco 1902, p. 254; Ross 1905, pp. 32-36; Illustratore fiorentino (1909) 1908, p. 9; Schiaparelli 1908, p. 44; Limburger 1910, n. 42; Bertarelli 1922, p. 86; Garneri 1924, p. 167, n. XLVI; Bertarelli 1937, p. 171; Allodoli-Jahn Rusconi 1950, p. 110; Chierici 1952-1957, III, 1957, p. 321; Thiem 1964, pp. 146-148, n. 100, tav. 196; Limburger-Fossi 1968, n. 42; Bucci-Bencini 1971-1973, I, 1971, pp. 99-105; Borsook 1972, p. 90; Ginori Lisci 1972, II, pp. 635-638; Fanelli 1973, I, p. 327; II, p. 123, figg. 651-652; Firenze 1974, p. 185; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, III, 1978, pp. 329-330; Graffiti 1993, pp. 74-77; Vannucci 1995, pp. 26-28; Zucconi 1995, p. 102, n. 149; Profeti 1999, pp. 8-9; Cesati 2005, II, p. 568; Cesati (Piazze) 2005, p. 213; Firenze 2005, p. 398; Pecchioli 2005, pp. 70-81; Invernizi 2007, II, p. 465, n. 417; Paolini 2008, pp. 205-206, n. 309; Adsi 2009/2, pp. 26-27; Paolini 2009, pp. 281-283, n. 399; Adsi 2010, pp. 48-49.
Approfondimenti Marco Lastri, Facciata di casa Antella, oggi del Borgo, pittura a fresco del secolo XVI, in L'Osservatore fiorentino sugli edifizi della sua Patria, quarta edizione eseguita sopra quella del 1821 con aumenti e correzioni del Sig. Cav. Prof. Giuseppe Del Rosso, Firenze, Giuseppe Celli, 1831, VIII, pp. 13-14; Claudio Pizzorusso, Un 'tranquillo dio': Giovanni da San Giovanni e Caravaggio, in "Paragone. Arte", XXXIV, 1983, 405, pp. 50-59; Samuele Caciagli, Piazza Santa Croce, in Le piazze di Firenze: storia, architettura e impianto urbano, a cura di Francesco Gurrieri, Firenze, Mauro Pagliai Editore, 2014, pp. 156-187, p. 163.9
Documentazione fotografica sporto, pittura, scultura, busto, stemma familiare.
Risorse in rete Sull'edificio sono vari file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Palazzi di Firenze su Wikipedia.
Codice SBAPSAE FI0160
ID univoco regionale 90480170225
Data creazione 15/08/2008
Data ultima modifica 06/04/2017
Data ultimo sopralluogo 15/07/2013
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Archivi Alinari, Firenze: ACA-F-002887-0000 (esterno, 1890 circa); ACA-F-031016-0000 (particolare delle pitture murali della facciata, 1920-1930). Archivi Scala, Bagno a Ripoli (Firenze): 0017419 (veduta di scorcio del prospetto); 0074729, 0128900 (vedute frontali del prospetto). Archivio fotografico SBAP, Firenze: 146278, 146279, 146280, 146281, 146282, 146283, 146284, 146285, 146286, 146287, 146288, 146289, 146290, 146291 (vedute d'insieme della facciata e particolari delle pitture murali prima dell'intervento di restauro, 1987); 168839, 168840, 168843, 168845 (vedute d'insieme di questo lato della piazza con il prospetto dell'edificio al termine dell'intervento di restauro, 1993).
Localizzazione
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