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Quartiere Santa Maria Novella
Ubicazione Piazza d'Ognissanti 2
Denominazione Palazzo Lenzi Quaratesi
Altre denominazioni Locanda di Russia, palazzo del Consolato Onorario di Francia
Affacci borgo Ognissanti 19
Proprietà Lenzi, Buini, Quaratesi, Pisani.
Architetti - Ingegneri Brunelleschi Filippo, Del Moro Luigi.
Pittori - Scultori - Decoratori Feltrini Andrea, Baldancoli Pietro.
Uomini illustri Nessun dato rilevato.
Note storiche Il palazzo risale alla fine del Quattrocento (per quanto una tradizione ancora sostenuta da Federico Fantozzi lo volesse opera di Filippo Brunelleschi per i Busini), ed è stato più volte rimaneggiato tra Settecento e Ottocento, fino ad assumere la configurazione odierna dove tuttavia è soprattutto esaltato il suo carattere rinascimentale, indipendentemente dal periodo in cui sono state realizzate le varie porzioni e i loro decori. Già dei Lenzi e quindi dal 1647 dei Buini (cognome a lungo confuso con quello dei Busini generando appunto l'equivoco sulla presunta paternità brunelleschiana della fabbrica sulla base di notizie che in realtà sono da riferirsi al palazzo che questa famiglia aveva in via de' Benci), il palazzo divenne proprietà dei Quaratesi nel 1763 e, nell'Ottocento, adibito ad albergo (Locanda di Russia). Acquistato negli ultimi decenni del secolo dalla famiglia Pisani, fu dall'antiquario Luigi Pisani restaurato su progetto dell'architetto Luigi Del Moro (1885-1887) e trasformato in galleria antiquaria, con una radicale ridistribuzione degli spazi interni. Nel 1908 diventò sede dell'Istituto Francese dell'Università di Grenoble, che promosse ulteriori lavori, soprattutto per adattare gli interni alla nuova funzione. Al 1927, quando era ancora proprietà Pisani, si data la riduzione a "sporti di bottega" di quelle che erano le finestre terrene, così come attesta la richiesta per l'esecuzione dei lavori conservata presso l'archivio storico del Comune di Firenze. Nel 1950, con l'acquisto da parte del governo francese, le facciate furono nuovamente interessate da restauri nel 1950 e nel 1965. Il piano terreno è in particolare quello più compromesso dai lavori otto novecenteschi, dato che risulterebbe originale solo il portone centrale del fronte sulla piazza, mentre tutti gli altri accessi, compreso quello su borgo Ognissanti, sono stati aperti replicando la forma e le proporzioni del modello (un'immagine dell'edificio prima di questi interventi ci è restituita dalla nitida incisione di Giuseppe Zocchi del 1744). Anche il caratteristico fronte su borgo Ognissanti, caratterizzato da sporti comunque esistenti in antico e poi demoliti, sarebbe stato ricostruito durante i restauri ottocenteschi. Più difficili da individuare gli interventi ai piani superiori, assolutamente plausibili nel susseguirsi di semplici finestre arcuate, che spartiscono armoniosamente lo spazio tra pieni e vuoti. Per quanto concerne i graffiti, questi sono stati a lungo ricondotti al primo Cinquecento e attribuiti ad Andrea Feltrini, per quanto sia facilmente sostenibile come i fronti presentino un'architettura fin dall'origine pensata per una decorazione di questo tipo. In tempi recenti e in modo convincente la decorazione è stata invece retrodatata al 1494, ipotizzandone una commissione da parte di Lorenzo Lenzi (Pecchioli). Anche per quanto riguarda questo lavoro vi è tuttavia il problema di ciò che attualmente si conserva di materia originale: già molto rovinati nel Settecento furono infatti coperti da una stesura di intonaco e riportati alla luce in uno stato di estrema frammentazione nel 1887, sempre al tempo della proprietà Pisani. Sulla base delle più ampie porzioni conservate nella zona del sotto gronda e in prossimità delle cantonate, Pietro Baldancoli provvide a ricreare l'intero impianto decorativo, con "portentosa esattezza" secondo Guido Carocci, ma necessariamente con integrazioni tali da far considerare ciò che attualmente vediamo come opera del tutto ottocentesca, seppure riproducente un disegno presumibilmente originale. Da segnalare come sotto l'attuale lavoro, svelato da alcune cadute dell'intonaco ottocentesco, vi siano sia porzioni di un graffito più antico, sia, a un livello ancora più interno, un intonaco grosso e grezzo, graffiato con motivi vari (strigilati, paralleli, a graticcio, a spina di pesce e simili) diviso a larghi riquadri, a restituirci quella che presumibilmente era la decorazione del primo palazzo quattrocentesco. Sulla cantonata tra la piazza e borgo Ognissanti è uno scudo con l'arme della famiglia Lenzi di Santa Maria Novella (d'azzurro, al rincontro di toro d'oro). Nel palazzo sono attualmente ospitati l'Istituto Francese e il Consolato Onorario di Francia.
Bibliografia
dettaglio
Zocchi 1744, tav. IX; Fantozzi 1842, p. 551; Fantozzi 1843, pp. 30-31, n. 30; Firenze 1850, p. 484; Limburger 1910, n. 591; Garneri 1924, p. 108, n. XLVII; Thiem 1964, pp. 83-85, n. 36, tav. 74; Limburger-Fossi 1968, n. 591; Firenze 1974, p. 293; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, II, 1977, pp. 340, 343; Cresti-Zangheri 1978, p. 80; Dezzi Bardeschi 1981, pp. 74, 76; Zocchi-Mason 1981, pp. 48-49; Zucconi 1995, p. 64, n. 73; Cesati 2005, II, p. 430; Cesati (Piazze) 2005, pp. 150-151; Firenze 2005, pp. 433; Pecchioli 2005, pp. 136-141; Romby-Rovida 2012, pp. 29-30.
Approfondimenti Marco Lastri, Sporti del Palazzo Lenzi, inoggi Quaratesi, in L'Osservatore fiorentino sugli edifizi della sua Patria, quarta edizione eseguita sopra quella del 1821 con aumenti e correzioni del Sig. Cav. Prof. Giuseppe Del Rosso, Firenze, Giuseppe Celli, 1831, V, pp. 41-43; Il palagio dei Lenzi, in "Arte e Storia", VI, 1887, 20, pp. 151-152; Guido Carocci, Il palagio dei Lenzi, in "Arte e Storia", VI, 1887, 21, pp. 153-155; La galleria Pisani, in "Arte e Storia", VII, 1888, 3, pp. 15-16; Robert Chauveau, The French Institute of Florence, in "Florence", XI, 1960, 3, pp. 12-14; Caterina D'Amelio, Il palazzo Lenzi nei secoli XVII e XVIII: la proprietà Busini, storia e documenti, in Palazzi fiorentini del Rinascimento, a cura di Amedeo Belluzzi, "Opus Incertum", I, 2006, 2, pp. 118-124; Brenda Preyer, Non solo facciate: dentro i palazzi Pazzi, Lenzi e Ridolfi Guidi, in Palazzi fiorentini del Rinascimento, a cura di Amedeo Belluzzi, "Opus Incertum", I, 2006, 2, pp. 7-17; Caterina d'Amelio, Il palazzo Lenzi Quaratesi di Firenze, in "Bollettino del Centro di Studi per la Storia dell'Architettura", 2005-2007 (2007), 42-44, pp. 29-32.
Documentazione fotografica Archivi Alinari, Firenze: MFC-F-000640-0000 (veduta d'insieme della piazza con sulla sinistra il palazzo, 1880-1890); ACA-F-002891-0000 (facciata del palazzo al termine dell'intervento di restauro, 1890 circa). Archivi Scala, Bagno a Ripoli (Firenze): 0077167 (veduta del prospetto su borgo Ognissanti); 0129008, 0129010 (vedute verso l'angolo tra la piazza e borgo Ognissanti); 0147794 (veduta d'insieme del prospetto sulla piazza). Archivio fotografico SBAP, Firenze: 108986, 108987 (vedute d'insieme del prospetto, 1980); 108988, 108989 (particolari della decorazione a graffito, 1980).
Risorse in rete Sull'edificio sono vari file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Palazzi di Firenze su Wikipedia e dal sito dell'Istituto Francese di Firenze.
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 16/11/2008
Data ultima modifica 03/02/2016
Data ultimo sopralluogo 03/04/2009
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Campo in corso di revisione.
Localizzazione
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