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Quartiere Santo Spirito
Ubicazione Ponte alle Grazie
Denominazione Ponte alle Grazie
Altre denominazioni Ponte di Rubaconte
Affacci lungarno Generale Diaz, lungarno delle Grazie, lungarno Serristori, lungarno Torrigiani
Proprietà Comune di Firenze.
Architetti - Ingegneri Lapo (Jacopo Tedesco, d.), Detti Edoardo, Gizdulich Riccardo, Michelucci Giovanni, Santi Danilo, Melucci Piero.
Pittori - Scultori - Decoratori Nessun dato rilevato.
Uomini illustri Bellacci Tommaso, Menzini Benedetto.
Note storiche Era qui originariamente, nel punto di maggior ampiezza del fiume tra il rione di San Niccolò e il quartiere di Santa Croce, un ponte in pietra costruito nel 1237 (su disegno che Giorgio Vasari riconduce all'architetto Lapo, ossia Jacopo Tedesco), essendo podestà di Firenze messer Rubaconte da Mandello, da cui il nome antico di ponte di Rubaconte, poi mutato nell'attuale per la presenza su di una sua coscia di una cappella dedicata a Santa Maria delle Grazie di patronato degli Alberti, secondo Richa eretta nel 1371. Tra i ponti di Firenze, assieme al Ponte Vecchio, fu quello che nel tempo resistette al meglio alle piene, eccezion fatta per le spallette, periodicamente risarcite. Fino al 1346 fu di nove arcate, due soppresse in quell'anno a seguito dell'ampliamento della piazza dei Mozzi e degli opifici che nella piazza insistevano verso l'Arno. Nell'Ottocento le arcate si ridussero ulteriormente a sei per la costruzione dei lungarni. Sempre fino all'Ottocento questo ponte si caratterizzò per la presenza di piccoli edifici costruiti sulle sue pigne. Tra questi, sorti si dice a partire dal 1292, tre furono noti per essere stati all'origine di altrettanti monasteri femminili, quello delle Romite del Ponte detto dell'Arcangelo Raffaello, quello delle Romite di San Girolamo e quello delle Murate. Vi erano poi (oltre alla piccola chiesa che dava il nome al ponte) due oratori, uno dedicato a Santa Caterina e l'altro alla Madonna del Soccorso, e, tra le case, due più volte segnalate nella letteratura per aver visto rispettivamente la nascita del beato francescano Tommaso dei Bellacci, l'altra dell'oratore e poeta satirico Benedetto Menzini. Tutti questi edifici, oramai abbandonati, furono abbattuti nel 1876 per allargare la carreggiata e farvi passare la linea tranviaria: contestualmente si realizzarono spallette in ghisa e l'immagine miracolosa di Santa Maria delle Grazie fu trasportata in una nuova cappella sul lungarno (si veda al lungarno Generale Diaz). Il ponte di cui fin qui si è detto venne distrutto dalle truppe tedesche in ritirata la notte tra il 3 e il 4 agosto 1944. L'anno successivo fu bandito un concorso per la ricostruzione che vide vincitore il progetto presentato dagli architetti Edoardo Detti, Riccardo Gizdulich, Giovanni Michelucci e Danilo Santi, e dall'ingegnere Piero Melucci. Dopo travagliate vicende e un lungo cantiere che vide notevoli varianti al progetto iniziale, la struttura fu inaugurata il 24 febbraio 1957. Nonostante l'uso del cemento armato, che presupporrebbe una scelta di rottura con la tradizione (interpretabile come inammissibile visto il bando che prevedeva una "ricostruzione in muratura", motivo questo centrale delle traversie a cui abbiamo accennato), il ponte presenta rivestimenti esterni in pietra forte e intonaci nel segno della tradizione locale e nel rispetto del contesto urbano. Peraltro "la struttura venne realizzata apportando notevoli variazioni rispetto al progetto vincitore, la più sostanziale delle quali riguarda l'altezza delle pile. Originariamente queste salivano ad agganciare saldamente la soletta orizzontale superando sensibilmente i parapetti, con un effetto di prepotente uscita dall'acqua, sottolineato dalla rastremazione verso l'alto. Il successivo ridimensionamento dell'altezza riporta invece completamente l'immagine dell'oggetto nella tradizionale sintassi pila/sostegno - soletta/trave eliminando ogni suggestione strutturale e simbolica. Il progetto prevede inoltre un ampio uso del calcestruzzo, con paramento esterno in bozze di pietraforte, per le quattro pile di sostegno, e intonacato a cemento per l'impalcato orizzontale. La struttura è costituita da una trave Gherber in cemento armato a cinque luci di lunghezza variabile e una larghezza che va dai 9 metri delle campate centrali ai 14 delle carreggiate di imbocco. Le 6 nervature a profilo inferiore sagomato curvo sono collegate inferiormente da una controsoletta continua a spessore variabile, e superiormente dall'impalcato della carreggiata viaria e dai traversi (che portano a sbalzo ampi marciapiedi, larghi m 2,60 per ciascun lato). Tra le due solette alloggiano gli impianti a rete (acquedotto, gas, energia elettrica), collocati in un vano ispezionabile sottostante i marciapiedi" (dal sito Architetture del 900 della Regione Toscana).
Bibliografia
dettaglio
Bocchi-Cinelli 1677, pp. 293-294; Zocchi 1744, tav. III; Fantozzi 1842, pp. 601-604, n. 315; Fantozzi 1843, pp. 138-139, n. 309; Baldinucci-Ranalli 1845-1847, I, 1845, p. 219; II, 1846, pp. 350, 356; Firenze 1850, pp. 471, 545-547; Bigazzi 1886, pp. 149-150; Illustratore fiorentino (1906) 1905, pp. 17-23; Vasari-Milanesi 1906, I, p. 283; Limburger 1910, n. 340; Garneri 1924, p. 146, n. XXII; Limburger-Fossi 1968, n. 340; Firenze 1974, pp. 178-179; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, IV, 1978, pp. 315-318; Zocchi-Mason 1981, pp. 36-37; Zucconi 1995, p. 132, n. 217; Gurrieri-Bracci 1998, pp. 174-176; Firenze 2005, p. 425; Insabato-Ghelli 2007, p. 167; Aleardi-Marcetti 2011, pp. 52-53, n. FI09.
Approfondimenti Marco Lastri, Ponte alle Grazie, e corso delle Bufale, in L'Osservatore fiorentino sugli edifizi della sua Patria, quarta edizione eseguita sopra quella del 1821 con aumenti e correzioni del Sig. Cav. Prof. Giuseppe Del Rosso, Firenze, Giuseppe Celli, 1831, VIII, pp. 19-22; Luigi Passerini, Il ponte alle Grazie, in Curiosità storico-artistiche fiorentine, Seconda Serie, Firenze, presso Stefano Jouhaud, 1875, pp. 107-116; Il Ponte alle Grazie, in Guido Carocci, Firenze scomparsa. Ricordi storico-artistici, Firenze, Galletti e Cocci, 1897, pp. 69-76; Guido Carocci, Il Ponte alle Grazie, le sue chiese e le sue casette, in "L'Illustratore fiorentino", Calendario Storico anno 1906, III, 1905, pp. 17-23; G. Pagano, I ponti alla Carraia e alle Grazie, in "Firenze", numero unico, ottobre, 1960; Ponte alle Grazie, in Leonardo Lugli, Giovanni Michelucci. Il pensiero e le opere, Bologna, Pàtron, 1966, p. 90; Giacomo Piccardi, Il ponte Rubaconte oggi alle Grazie, in "Firenze", I, 1971, pp. 21-24; Gian Ernesto Leschiutta, I ponti sull'Arno, in Firenze: la questione urbanistica. Scritti e contributi 1945-1975, a cura di Augusto Boggiano, Riccardo Foresi, Paolo Sica e Mariella Zoppi, Firenze, Santoni Editore, 1982, pp. 70-83; Saida Grifoni, Lungo l'Arno. Paesaggi, storia e culture, Firenze, Aska Edizioni, 2016, pp. 257-259.
Documentazione fotografica Campo in corso di revisione.
Risorse in rete Sull'opera sono vari file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla banca dati delle Architetture del 900 in Toscana (realizzata dalla Fondazione Michelucci e resa disponibile dalla Regione Toscana nel proprio sito) e dalla voce Ponti di Firenze su Wikipedia. Ulteriori immagini e riferimenti bibliografici sono presenti nella banca dati Architettura toscana (L'architettura in Toscana dal 1945 ad oggi). Nella banca dati online dell'archivio storico Luce si segnala un filmato relativo all'inaugurazione del ponte nel 1957 (Mondo libero M290, 1957).
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 02/10/2010
Data ultima modifica 14/03/2017
Data ultimo sopralluogo 10/12/2010
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Archivi Alinari, Firenze: MFC-F-000131-0000 (veduta d'insieme con gli edifici sulle pigne, 1870 circa); ACA-F-003110-0000, ACA-F-03110V-0000 (vedute d'insieme con gli edifici sulle pigne, 1890 circa); MAA-F-001086-0000, MAA-F-001349-0000 (vedute d'insieme, 1900 circa); ARC-F-011434-0000, ARC-F-011435-0000, ARC-F-014467-0000, ARC-F-014468-0000 (varie vedute del cantiere di costruzione del nuovo ponte, 1955); OBN-F-000185-0000 (particolare dell'arcata centrale, 2000). Archivi Scala, Bagno a Ripoli (Firenze): L148505, L148511, L148516, L148522, L148526 (veduta d'insieme del cantiere con il ponte in costruzione, 1955).
Localizzazione
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