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Ricerca nel Repertorio
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Quartiere Santo Spirito
Ubicazione Piazza di Santo Spirito 11
Denominazione Casa Dati
Altre denominazioni .
Affacci via delle Caldaie 2r- 4r- 6r- 8r
Proprietà Cicciaporci (Ciucciaporci), Dati (Capirossi), Rossini, Landini, Bacci.
Architetti - Ingegneri Morozzi Guido.
Pittori - Scultori - Decoratori Pietro Perugino (Pietro Vannucci, d.).
Uomini illustri Nessun dato rilevato.
Note storiche "Di minore importanza, ma di linee architettoniche assai corrette è il palazzetto sull'angolo di via delle Caldaie che Piero, Jacopo e Tommaso di Niccolò Dati edificarono attorno al 1480 sulle case acquistate nel 1471 da Giuliano di Pazzino Cicciaporci" (Illustratore fiorentino). Più in particolare gli acquisti furono così distribuiti nel tempo: "con rogito del 26 novembre 1471 i Dati comprarono sul lato meridionale della piazza, 'una Casa o casuccia con terreno, palco, tetto e porta' per 140 fiorini d'oro, un'altra 'Casa con terreno, corte, pozzo, palchi, sale, camere ed altri abituri e porta' e altre tre contigue per altri 960 fiorini d'oro, delle quali quelle sulla cantonata di via delle Caldaie furono abbattute per edificarvi circa dieci anni dopo un palazzetto che questa famiglia abitò e sul cui angolo essa mise il proprio stemma con tre teste rosse in banda, per cui era chiamata anche Capirossi, dando così il nome al canto dei Dati" (Mecocci). In questo palazzetto fu ospitato il nunzio del papa, Giovanni Campeggi vescovo di Bologna, in visita a Firenze nel settembre del 1560. Estintasi la famiglia Dati nel 1767, il palazzo fu poi dei fratelli Rossini di Legnaia e quindi dei Landini che lo possedevano agli inizi del Novecento. Mazzino Fossi, all'indicazione di Walther Limburger che lo dice del Quattrocento, annota: "l'edificio è certamente di più antica origine come è testimoniato da elementi di filaretto che appaiono sotto le scalcinature del piano terreno". Sarebbero quindi presenti sotto i rinnovati intonaci che attualmente coprono uniformemente i prospetti delle strutture medioevali, forse simili a quelle portate in luce sulla facciata del vicino palazzo al n. 13. D'altra parte, in una nota immagine di questo lato della piazza dovuta ad André Durand (circa 1863), la casa si mostra con la parte basamentale parata a grandi conci di pietra e le finestre allineate su ricorsi marcadavanzale, a indicare più di un intervento di riconfigurazione del prospetto. Il fronte dell'edificio fu restaurato nel 1963 con un intervento diretto dall'architetto Guido Morozzi, che vide essenzialmente il rifacimento degli intonaci (intervento premiato dalla Fondazione Giulio Marchi nel 1967). Il fronte principale, su tre piani per cinque assi, presenta al piano terreno un bel portale a bozze e una finestra a mensola. Il piano terreno è molto slanciato e delimitato verso l'alto da un'ampia cornice, al di sopra della quale si aprono cinque finestre (di cui due finte, a tutto sesto, sempre incorniciate da ghiere di pietra lavorata). L'ultimo piano è da considerarsi come soprelevazione posteriore. Sulla cantonata è un piccolo tabernacolo con l'immagine della Madonna, copia (particolare) dalla così detta Madonna del Sacco di Pietro Perugino conservata in palazzo Pitti (precedentemente era qui un bassorilievo in stucco quattrocentesco di soggetto analogo, disperso e sostituito con l'immagine attuale nel 1909), il tutto in pessime condizioni di conservazione. Al di sopra del tabernacolo, sempre a segnare il canto, è già citato scudo con l'arme dei Dati (d'argento, a tre teste umane di rosso, poste in profilo e ordinate in banda). Nei locali al terreno dal lato della piazza ha sede l'antica farmacia Santo Spirito, fondata nel 1908 in concomitanza con l'acquisto dell'immobile da parte della famiglia Bacci: inserita tra gli esercizi storici fiorentini mantiene parte dell'arredo originario, con vetrine in legno laccato bianco e oro, recentemente restaurato dagli attuali gestori. Si lamentano molte scritte imbrattanti a vernice, soprattutto in corrispondenza dell'angolo con via delle Caldaie. Il palazzo appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.
Bibliografia
dettaglio
Illustratore fiorentino (1906) 1905, pp. 30-31; Elenco 1902, p. 253; Limburger 1910, n. 223; Illustratore fiorentino (1915) 1914, p. 139; Limburger-Fossi 1968, n. 223; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, I, 1977, p. 164; III, 1978, pp. 342-343; Pietrogrande 1994, p. 53; Cesati 2005, I, p. 103; II, p. 624; Cesati (Piazze) 2005, p. 270.
Approfondimenti Guido Carocci, I Tabernacoli di Firenze, in "Arte e Storia", XXIII, 1904, 22/23, pp. 147-148; Remo Mecocci, La piazza di Santo Spirito (8 secoli di vita), Firenze, Consiglio di Quartiere 3, 1983, pp. 11-12.
Documentazione fotografica esercizio storico, farmacia, tabernacolo, stemma familiare.
Risorse in rete Sulla farmacia sono alcuni file multimediali su rete telematica, a partire dal sito dell'Antica farmacia Santo Spirito e da quello promosso dal Comune di Firenze relativo agli esercizi storici del territorio.
Codice SBAPSAE FI0237
ID univoco regionale 90480170304
Data creazione 15/11/2008
Data ultima modifica 13/02/2015
Data ultimo sopralluogo 23/07/2010
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Archivio fotografico SBAP, Firenze: 30618, 30619, 30620, 30621, 30622, 30623 (vedute d'insieme e particolari dei prospetti, 1966).
Localizzazione
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