Home Il progetto Ricerca nel Repertorio Piante e Vedute Temi e Itinerari Indici Link Crediti Contatti
Ricerca nel Repertorio
Denominazione Modulo di ricerca
Ubicazione
Proprietà
Architetti - Ingegneri
Pittori - Scultori - Decoratori
Uomini illustri
Testo
Per ottimizzare la ricerca è consigliabile digitare una sola parola chiave per campo (es.: Bardi, anziché via de’ Bardi).
Per ulteriori suggerimenti si veda a:


Struttura della banca dati
 
Scheda Palazzo Santarelli Torna ai risultati della ricerca
Versione stampabile della scheda
Quartiere Santo Spirito
Ubicazione Via della Chiesa 48 - 50- 52
Denominazione Palazzo Santarelli
Altre denominazioni Palazzo e giardino Nidiaci
Affacci via d'Ardiglione
Proprietà Santarelli, Baille de Saint-Martin, Pighetti, Girard, Nidiaci, Amore & Psiche Holding Spa.
Architetti - Ingegneri Santarelli Emilio, Nencetti Antonio, Manetti Riccardo.
Pittori - Scultori - Decoratori Ferrucci Francesco di Simone.
Uomini illustri Santarelli Emilio, Demi Emilio.
Note storiche Si tratta di un edificio di due alti piani per tre assi, con il prospetto caratterizzato da un disegno ancora memore di modelli neoclassici (si vedano le finestre e la ricca decorazione della gronda alla romana), da datarsi al secondo quarto dell'Ottocento. La prima redazione di questa scheda (dicembre 2008), sulla base di quanto reperito nella letteratura consultata, sinteticamente così ricostruiva le vicende dell'edificio, individuato con la denominazione di palazzo Nidiaci: "Nel 1923 l'edificio, gratificato da un ampio spazio verde che si estende in profondità fino a via d'Ardiglione, fu concesso dall'avvocato Umberto Nidiaci in uso gratuito al Comune di Firenze e quindi nel tempo utilizzato come palestra, come refettorio per le colonie estive (si veda la testimonianza nel repertorio di Bargellini e Guarnieri dove lo si dice poi donato dalla stessa famiglia Nidiaci al Comune nel 1954) e più recentemente come ludoteca e luogo d'incontro per i piccoli abitanti del quartiere". Le ricerche di Francesca Petrucci rese note nel 2011 hanno chiarito la ben più ricca e complessa vicenda che interessa il complesso. Era qui una casa con "orto fruttato" confinante con via d'Ardiglione, acquistata nel 1838 dallo scultore Emilio Santarelli grazie alla cospicua eredità ricevuta dallo stesso dal pittore François-Xavier Fabre. Sul lotto di terreno l'artista, in tempi oltremodo brevi, fece costruire l'attuale edificio (che è da ricondurre a un progetto suo e dell'architetto e ingegnere Antonio Nencetti) da destinarsi inizialmente a laboratorio di scultura (tra le prime opere qui lavorate è la statua raffigurante Michelangelo eseguita per il loggiato degli Uffizi). In questi stessi primi anni l'atelier, con i suoi grandi spazi, fu concesso anche ad altri artisti amici, tra i quali Emilio Demi. Nel 1843 circa la proprietà fu ampliata con il corpo che prospetta su via d'Ardiglione, con ampio carraio per il trasporto dei marmi. Deciso a farne, oltre che luogo di lavoro, residenza e museo per sistemarvi la propria raccolta di opere d'arte, l'artista tornò a intervenire, attorno al 1860, sul secondo piano del palazzo, ristrutturandolo, ponendolo in collegamento con il corpo di via d'Ardiglione, e facendo decorare da Annibale Gatti il salone con affreschi, tra cui una pittura raffigurante l'allegoria delle arti. Già nel decennio precedente il complesso si era poi arricchito di un giardino, ben presto diventato noto per la varietà di camelie qui coltivate dallo stesso Santarelli che, nel 1852, erano segnalate per il cospicuo numero di più di 400. Nel gennaio del 1886, poco prima di morire, l'artista cedette la proprietà ad Achille Baille de Saint-Martin, che alla propria morte nel 1913 cedette il tutto all'abate di Marsiglia Gastone Pighetti. Questi, nel 1915, affittò il palazzo al Comune di Firenze per ospitarvi una scuola elementare. Nel 1920, la Croce Rossa statunitense, tramite il proprio commissario Edward Otis Barlett Jr, acquistò il complesso (grazie anche a un contributo dell'avvocato Umberto Nidiaci e dell'antiquario Carlo Matteo Girard che seguivano in Firenze gli interessi della Croce Rossa e ai quali l'immobile fu intestato) da destinare a "una erigenda istituzione per la istruzione e la educazione popolare". A partire dal 1923, in effetti, gli spazi furono destinati a doposcuola e ad altre attività a favore dei bambini del quartiere. Nel 1954 e ancora nel 1957 la famiglia Nidiaci donò ufficialmente al Comune una parte del giardino e l'edificio della serra. La parte restante, ancorché vincolata nel piano regolatore a "servizi pubblici di quartiere", fu acquistata nel 2008 dalla Holding Amore & Psiche che, nell'autunno del 2012, iniziò, su progetto e direzione dei lavori dell'architetto Riccardo Manetti, la trasformazione degli spazi interni del palazzo in appartamenti. Il progetto di trasformare buona parte del giardino, tradizionalmente luogo di ritrovo dei bambini del quartiere, in parcheggio privato, portò nel 2013 alla formazione di una Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno, con l'obiettivo sia di gestire la parte pubblica degli spazio, sia di trovare una soluzione alla questione che peraltro (come le ricerche di Francesca Petrucci attestano) presentano non pochi punti oscuri circa i vari passaggi di proprietà. Tornando alla descrizione del complesso dal lato di via della Chiesa, si segnala sul muro che segue il palazzo (e sul quale si addossa la palestra del complesso) un tabernacolo con un bassorilievo raffigurante la Madonna con il Bambino, attribuito a Francesco di Simone Ferrucci: l'iscrizione latina sottostante (già trascritta da Francesco Bigazzi), posta sopra le armi delle famiglie Sabatini e Dazzi, lo chiariscono come dono del canonico di Santa Maria del Fiore Marco Dazzi all'amico Gaetano Sabatini, che fece murare l'immagine all'esterno della propria casa nel 1793. Il tabernacolo risulta restaurato nel 2000 dalla ditta P.T. Color su interessamento della Sezione Industria Alberghiera e Gruppo Industria Viaggi di Assindustria Firenze. Del palazzo è pertinenza anche il più modesto corpo di fabbrica in aderenza che lo precede, segnato con il civico 44.
Bibliografia
dettaglio
Bigazzi 1886, p. 226; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, I, 1977, pp. 76-77; 243-244; Santi 2002, pp. 40-41; Invernizi 2007, I, p. 127, n. 104.
Approfondimenti Francesca Petrucci, Il giardino di Emilio Santarelli, in "Artista", 2010, pp. 178-189.
Documentazione fotografica studio d'artista, scuola, tabernacolo, iscrizione, stemma familiare.
Risorse in rete Sull'edificio sono vari file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Giardino Nidiaci su Wikipedia e dal sito dell'Associazione Amici del Nidiaci in Oltrarno. Si segnala inoltre su youtube il video integrale della conferenza tenuta da Francesca Petrucci presso il teatro Rondò di Bacco su "Il giardino di Emilio Santarelli" (Soprintendenza PMF 2012).
Codice SBAPSAE .
ID univoco regionale .
Data creazione 25/12/2008
Data ultima modifica 11/01/2015
Data ultimo sopralluogo 26/08/2013
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Nessun dato rilevato.
Localizzazione
architetture@palazzospinelli.org note tecniche e legali
 
Copyright © 2011 - 2015 Palazzo Spinelli - Associazione No Profit
Copyright © 2011 - 2015 Claudio Paolini