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Scheda Edificio del cinema Supercinema Torna ai risultati della ricerca
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Quartiere Santa Croce
Ubicazione Via dei Cimatori 6r- 8r- 10r- 12r- 14r
Denominazione Edificio del cinema Supercinema
Altre denominazioni Cinema Olimpia, cinema Nazionale
Affacci .
Proprietà Cerchi.
Architetti - Ingegneri Caliterna Piero, Neumann Giorgio, Zalaffi Ezio, Gamberini Italo.
Pittori - Scultori - Decoratori Nessun dato rilevato.
Uomini illustri Nessun dato rilevato.
Note storiche Erano qui in antico alcune case della famiglia de' Cerchi, dove visse e morì, nel 1246, la beata Umiliana de' Cerchi. Il repertorio di Bargellini e Guarnieri annota come un tempo vi fosse nell'interno, presso un pozzo, un bassorilievo raffigurante la terziaria francescana con una memoria relativa al miracoloso trasformarsi dell'acqua in vino alla richiesta della beata di soddisfare la propria sete. In questo stesso edificio, già alla fine del Settecento, vennero ricavati i primi bagni pubblici della città, negli anni di Federico Fantozzi proprietà del "professore Cosimo Menitoni pittore, che vi ha puranco la propria abitazione". Successivamente l'edificio fu adattato a grande locale per spettacoli con vicende che si andarono sostanzialmente a identificare con quelle del vicino teatro della Quarconia, fino a che da questi ambienti non si ricavarono due sale cinematografiche, il cinema Olimpia (poi Nazionale) e, per quanto riguarda la porzione che qui interessa, il Supercinema. Quest'ultimo fu inaugurato nell'aprile del 1926 e subito si impose tra i migliori cinema della città sia per la qualità degli spettacoli, sia per l'ambiente raffinato e confortevole, forte di 1050 posti e impreziosito da marmi, stucchi e tappezzerie: progettato dall'architetto Piero Caliterna aveva visto la collaborazione dell'ingegnere Giorgio Neumann (al quale si doveva il disegno della balaustra in ottone della galleria gettata dalla Fonderia Berta di Firenze) e dell'architetto Ezio Zalaffi (dell'ufficio Belle Arti del Comune), che aveva provveduto al ripristino del fronte sulla via. Nel 1967 l'ambiente fu interessato da un intervento di adeguamento e restauro diretto dall'architetto Italo Gamberini. Nel 1997, già colpite dalla crisi molte delle sale di proiezione cittadine, il Supercinema sembrò dovesse trasformarsi in multisala ma, dopo una breve riapertura, cessò del tutto l'attività nel 2001. Per quanto riguarda il fronte esterno non vi solo elementi di pregio o tracce significative dell'antica storia, fatta eccezione per gli archi in pietra terreni su cui sono alcuni ferri da cavallo, frutto del restauro già richiamato di Ezio Zalaffi, volto a nobilitare la facciata in senso neomedievalista e al quale è da ricondursi anche la lunga tettoia. Si veda per ulteriori notizie via dei Cimatori 4-6-8.
Bibliografia
dettaglio
Fantozzi 1843, pp. 117-118, n. 264; Palazzi 1972, p. 43, n. 67; Bargellini-Guarnieri 1977-1978, I, 1977, p. 248; Cesati 2005, I, p. 171; Paolini 2009, pp. 116-117, n. 139.
Approfondimenti Giorgio Venturi, Bianco e Nero, ovvero I cari estinti, Firenze, Magna Charta per Dischi Fenice, 2016, pp. 61-64, 71-72.
Documentazione fotografica bagno pubblico, teatro, cinema.
Risorse in rete Sull'edificio sono alcuni file multimediali reperibili su rete telematica, a partire dalla voce Teatri di Firenze su Wikipedia.
Codice SBAPSAE FI0568
ID univoco regionale 90480170699
Data creazione 15/08/2008
Data ultima modifica 28/08/2016
Data ultimo sopralluogo 02/11/2009
Autore della scheda Claudio Paolini.
Tags Campo in corso di revisione.
Localizzazione
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