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Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca
giovedì 27 marzo 2014
Titolo: Il restauro di reperti archeologici
Luogo: Valentano, Viterbo
Data: 2008/2010
Esecuzione: Allievi Corso Restauro Archeologico, A.A. 2008/2010
Introduzione storico artistica

Il Museo civico della preistoria della Tuscia e della Rocca è ospitato nel monumentale Castello Farnese riedificato nel 1296 su preesistenti costruzioni difensive medievali.
Offre un percorso espositivo che ripercorre le tappe evolutive della presenza dell’uomo in questa regione soprattutto nel periodo della Preistoria, ma si ritrovano anche testimonianze etrusche, romane, longobarde e rinascimentali.
Alcuni allievi del corso Restauro Reperti Archeologici, durante uno stage ospitato negli ambienti del Museo, hanno eseguito sia interventi di restauro preliminari, finalizzati ad agevolare una lettura più chiara dei reperti ancora oggetto di studio, che interventi di manutenzione su manufatti in ceramica e maioloca precedentemente restaurati e già esposti nelle teche del museo.
Alcuni di questi oggetti, risalenti all’ Età del Bronzo, provengono dagli insediamenti palafitticoli del lago di Mezzano, altri, e tra questi ceramiche del XIII e XIV secolo, sono stati recuperati in seguito ad uno scavo stratigrafico conclusosi nel 2009, nei cosiddetti "butti” del castello, pozzi usati come discariche.
 
Il restauro di manufatti archeologici
Il restauro ha avuto come oggetto alcuni dei pezzi più significativi sotto il profilo conservativo o per la tecnica di esecuzione o per le caratteristiche stilistico-funzionali.
 
Ceramica da mensa (XVIII sec. a.C)
Il reperto, risalente all'età del bronzo, anche se quasi integro, si trovava in un avanzato stato di degrado, risultava completamente ricoperto da patine incoerenti depositate sulla superficie e presentava lievi mancanze di materiale sull'orlo della ciotola.
La prima fase dell'intervento di restauro ha previsto una pulitura a secco usando un pennello a setole morbide per eliminare lo sporco pulverulento superficiale, in seguito le varie sedimentazioni sono state rimosse meccanicamente con il bisturi.
Laddove la ceramica risultava essere particolarmente decoesa, gli ossidi di ferro sono stati rimossi con maggiore difficoltà perché completamente assorbiti dal corpo ceramico.
Si è ritenuto necessario un consolidamento della ceramica in corrispondenza di una crepa situata nel punto di giuntura dell'ansa con l'orlo, visibile soltanto una volta asportata l'incrostazione che la copriva.
A restauro ultimato la superficie dell'oggetto è srtata rivestita da una pellicola protettiva.
 
Boccale in terracotta (XI sec.)
Il boccale, di epoca medievale, si presentava integro e in buone condizioni conservative con incrostazioni calcareo-terrose su tutta la superficie dell'oggetto e una crepa in prossimità dell'attaccatura dell'ansa sulla spalla. È stata eseguita una prima pulitura con spazzolino per eliminare tutto lo sporco terroso incoerente mentre le incrostazioni  più dure sono state asportate meccanicamente con il bisturi.
Ad intervento di restauro ultimato, il boccale presentava ancora, sia internamente che esternamente, delle concrezioni calcaree impossibili da rimuovere con le metodologie adottate.
 
Ciotola con "Agnus dei" (metà XV sec.)
Risalente alla metà del XIV secolo, non restano che due unici frammenti di ciotola in maiolica, con la rapprresentazione al centro dell'Agnus dei, l’immagine di un agnello con la testa rivolta verso l’alto.
Il reperto si presentava frammentario con una lacunosità superiore al 50%.
Le fratture connettive dei due frammenti, in cui si notava l'eccesso di collante nel punto di attacco, apparivano nette e interessate da attacco biologico ed erano visibili puntini neri, molto probabilmente muffe morte.
Sul verso della ciotola era presente un residuo di nastro adesivo, forse usato durante la fase di assemblaggio nel vecchio restauro, che si è provveduto a rimuovere.
Sono stati effettuati interventi di recupero strutturale e consolidamento prima di procedere con la pulitura che, dove possibile, è stata praticata con bisturi per asportare tutto il materiale di deposito incoerente. Ultimata la pulitura è stato applicato un protettivo finale.
 
Brocca con simbolo araldico (XV sec.)
La brocca era frammentaria, mancava metà della parte superiore del corpo, della bocca e di una parte dell'ansa e sul piede vi era una piccola lacuna.
Tuttavia  si presentava in un buono stato di conservazione.
Durante un precedente restauro i diversi frammenti erano già stati assemblati e incollati ed erano state integrate le lacune presenti.
Per prima cosa si è operato per rimuovere la colla in eccesso e la precedente integrazione di gesso che è stata sostituita con un'altra sempre in gesso ma con una tonalità di colore più vicina al colore della terracotta del manufatto.

Piatto in maiolica (XV sec.)
Il piatto, di epoca rinascimentale, sebbene frammentato, presentava poche lacune oltre a incrostazioni calcareo-terrose incoerenti su tutta la superficie.
Il reperto aveva subito un precedente intervento di restauro durante il quale si era effettuato un incollaggio approssimativo dei frammenti.
Vista l'inadeguatezza del collante utilizzato nel vecchio restauro, come prima fase di intervento si è proceduto alla riapertura dei frammenti che sono stati ripuliti rimuovendo accuratamente i residui di colla lungo le fratture, l'oggetto è stato poi ricomposto ed incollato.